La nostra musica è una grande amica, non ti tradisce mai.

 Se questo è un concerto di un gruppo stanco, posso solo immaginare, quando non lo erano, con che razza di esibizioni deliziavano i presenti.

La recensione celebra il mini cofanetto Yardbirds '68, un doppio album che include un live rimasterizzato da Jimmy Page e registrazioni inedite. L’autore riflette sull’amicizia con le band del cuore e sul ruolo fondamentale degli Yardbirds nella British Invasion, sottolineando la qualità musicale e la storia travagliata del gruppo. Viene apprezzata la rinascita sonora grazie a Page e il valore storico di questo periodo finale della band. Ascolta Yardbirds '68 e riscopri il vero spirito del rock classico!

 Il fatto che una band al nono disco decida di uscire dalla sua comfort zone denota creatività e curiosità ammirevoli.

 L’esperienza microtonale è stata esplorata in maniera esaustiva e lascia echi in produzioni future.

Flying Microtonal Banana è il nono album dei King Gizzard and the Lizard Wizard, un esperimento riuscito che introduce la microtonalità nel loro sound psichedelico. Pur essendo meno immediato rispetto al precedente lavoro, il disco si distingue per creatività, produzione curata e un equilibrio tra sperimentazione e identità sonora consolidata. La band dimostra maturità e voglia di innovare senza tradire le proprie radici. Ascolta Flying Microtonal Banana e scopri il rock microtonale dei King Gizzard!

 Dalla prima all'ultima traccia è tutto un pentolone macabro e non fatico molto ad elevarli come i migliori sul genere.

 Se volete musica divertente ma fascinosa‑mente lugubre è quello che fa per voi.

La recensione esalta l'album 'Curse of the Coffin' dei Nekromantix, sottolineandone l'atmosfera cupa e seria tipica del psychobilly horror. Viene apprezzata la strumentazione originale, come l'uso dell'archetto sul contrabbasso, e la capacità della band danese di creare un’esperienza musicale affascinante e unica nel genere. L'album viene considerato uno dei migliori nel suo ambito. Ascolta Nekromantix e immergiti nel loro oscuro psychobilly!

 L’opera d’arte perde il suo fascino mistico, rituale, di unicità e di sacralità che aveva in passato.

 Quando diciamo di conoscere un artista, stiamo tracciando una linea sulla sabbia o siamo posseduti dal demone della pubblicità?

La recensione riflette sulle idee di Walter Benjamin riguardo all'opera d'arte nella sua epoca di riproducibilità tecnica, con particolare attenzione alla musica. L'autore discute la perdita di autenticità e ritualità nell'arte riprodotta, pur valorizzando eventi dal vivo come momenti ancora unici. Si esplorano inoltre le implicazioni sociali della musica e del cinema, evidenziando il ruolo del mercato e del consumo di massa. Il testo invita a riflettere sul rapporto personale con l'arte in un'epoca dominata dalla tecnologia e dalla pubblicità. Scopri il pensiero di Benjamin sull'arte tra tradizione e tecnologia!

 Il paragone inizia a diventare davvero molto ingombrante, ai limiti della fotocopia, con passaggi melodici e soluzioni sonore che sanno di già sentito.

 Probabilmente un fan non noterà tutto questo, oppure sarà in grado di dare all'originalità un valore differente e lasciarsi conquistare dai testi o da alcune soluzioni musicali ad effetto.

Dish is Nein, progetto di ex membri dei Disciplinatha, pubblica un debutto che unisce vecchie conoscenze punk con sonorità industrial. La produzione è di alto livello, ma le scelte artistiche ricalcano troppo le influenze di Laibach e Nine Inch Nails, risultando prevedibili e poco originali. I testi si muovono tra politica e apocalisse, senza rinnovare il genere. La recensione invita il pubblico a giudicare con mente aperta. Ascolta Dish is Nein e scopri se la loro originalità fa per te.

 Elina Siirala ha una voce sì delicata eppure capace di far vibrare il corpo.

 La tenacia nell’affilare armi per ferire la realtà buca con le proprie note la copertina e travolge l’ascoltatore.

La recensione esplora il recente album 'Sign of the Dragonhead' dei Leaves' Eyes, evidenziando l'inserimento della nuova soprano Elina Siirala. L'album unisce symphonic e power metal, con melodie orecchiabili e testi evocativi che narrano leggende vichinghe. Nonostante non sia innovativo, il disco conquista per la sua energia e atmosfera coinvolgente, adatta agli appassionati di metal epico. Ascolta ora 'Sign of the Dragonhead' e lasciati trasportare in un'avventura metal unica!

 L’energia febbrile dell’arancione, la sua instabilità, la sua vividezza, il tono straripante dell’arancione.

 Ambient che non riempie nessuno spazio, ma piuttosto lo spazio subisce le secrezioni sonore; un sudore creativo, imprevedibile e arancione.

La recensione celebra l'album 'L'Orange L'Orange' di Gregg Kowalsky come un'esperienza sonora intensa e dinamica. L'autore evidenzia la vividezza e l'energia dell'album, con sintesi analogiche e ambientazioni cangianti. L'album viene descritto come un viaggio creativo e imprevedibile, capace di influenzare mente e corpo con le sue atmosfere luminose e profonde. Scopri l'universo sonoro intenso e vibrante di Gregg Kowalsky con L'Orange L'Orange!

 I Suicidal sono un'istituzione della storia del Crossover.

 Un suono che giganteggia, che detta ritmiche micidiali, che imperversa fra hardcore e metal.

The Art of Rebellion conferma i Suicidal Tendencies come un'istituzione del crossover metal. Pur osando sperimentare e risultando forse un po' troppo lungo, l'album offre momenti di grande groove e technicalità, grazie anche alla nuova formazione con Josh Freese alla batteria e Robert Trujillo al basso. Brani potenti e testi sempre critici rendono questo disco un solido esempio di fusione tra hardcore, punk, thrash e funk metal. Scopri l'energia unica di The Art of Rebellion, un must per gli amanti del crossover!

 Primo album per i tedeschi Mad Sin, dove i diversi fiori velenosi... ancora devono fiorire!

 Ancora acerbi, come nei prossimi 2 album, dove il terzetto smetterà di far suonare il cantante Koefte anche la batteria, composta da ossi invece di bacchette.

Il primo album dei Mad Sin mostra una band ancora in via di maturazione, fortemente ispirata ai connazionali The POX e al punk hardcore con un tocco rockabilly. L'energia e l'estetica sono evidenti, ma la performance rimane acerba, specialmente nella parte strumentale e vocale. L'album appare come una fase iniziale prima del consolidamento del loro stile nei successivi lavori. Scopri l’energia grezza e l’esordio unico dei Mad Sin: ascolta ora l’album!

 Ci sono canzoni che ti fanno innamorare al primo ascolto, e che ti fanno desiderare di ascoltare altra musica di quell'artista.

 Se ascoltate rock e vi piacciono le contaminazioni reggae e funk, con aggiunta di eccellenti melodie e arrangiamenti, date una chance a "Bang Bang" dei Dispatch.

La recensione celebra il secondo album dei Dispatch, "Bang Bang" (1997), come un capolavoro del rock indipendente anni '90. L'autore evidenzia melodie coinvolgenti, arrangiamenti originali e la perfetta fusione di groove e melodia. Il disco spazia da ballate acustiche a brani energici con influenze reggae e funk, consigliato agli amanti della musica alternativa. Ascolta ora "Bang Bang" e scopri il fascino unico dei Dispatch!

 «Un torrente di schizofrenia, quasi quanto gli inglesi Skitzo.»

 «Una band ed un album da conoscere, non certo il suo massimo valore, ma per la netta differenza dallo Psychobilly di fine anni 90 a oggi.»

L'album 'Round the World' dei Torment è un esempio genuino e credibile di Psychobilly tedesco degli anni '80, con tracce che spaziano dal punk rock horror rockabilly a momenti più ritmici e divertenti. Pur non essendo il loro disco migliore o più versatile, l'opera si distingue nettamente rispetto alla scena Psychobilly odierna, offrendo un viaggio musicale autentico. Alcune tracce risultano ripetitive, ma la qualità generale è solida, con momenti memorabili come 'A Psycho' e 'Good to be true'. Scopri l'autenticità dello Psychobilly anni '80 con i Torment!

 Le pelli in cui abitiamo sono gli abiti che ci portiamo addosso giorno per giorno e che determinano tutta la nostra esistenza.

 In quest’ostentazione c’è sia arte che umanità, e l’unione fra le due rende Pieles capace di meravigliare, raccapricciare e commuovere.

Pieles, il debutto al lungometraggio di Eduardo Casanova, racconta storie di persone con corpi deformi in un contesto sociale fatto di personaggi bizzarri e spesso inadeguati. Il film unisce estetica pastello grottesca e umanità profonda, senza intenti moralistici, per esplorare il tema della diversità con sensibilità e originalità. L’opera si colloca tra freak show e cinema impegnato, risultando affascinante e disturbante allo stesso tempo. Scopri il cinema provocatorio di Pieles e lasciati sorprendere dalla sua umanità unica.

 Il talento è la sua voce. Una voce bellissima. Calda, sensuale, naturalmente incline a territori musicali black, r&b e soul.

 'This Holiday' è la punta di diamante di questo album, ed è un brano spudoratamente pop.

L'album GC di Giulia Coda mette in mostra una voce naturale, calda e sensuale, perfetta per il soul e l'R&B. Il disco include anche un brano pop di successo, 'This Holiday', scelto per una campagna Asus. La recensione sottolinea la versatilità e il talento della cantante, che promette molto per il futuro. Ascolta GC di Giulia Coda e scopri il suo talento unico!

 Un cambiamento che porta questo artista puntiforme a suonare molte volte malinconico.

 C’è anche un’anima pop (quella alla Coldplay di “L’amore non basta”).

Luca Emme torna con 'La cura del tempo', un album autoprodotto che mostra una nuova maturità artistica. Il disco si caratterizza per un mix di pop e rock con sfumature malinconiche e testi profondamente introspettivi. Brani come 'Cuore nero' e 'Senza dimenticarmene' evidenziano arrangiamenti curati e temi toccanti. Questo lavoro conferma l’artista come un cantautore versatile e indipendente. Ascolta ora 'La cura del tempo' e scopri l’evoluzione di Luca Emme!

 "Domboshawa è un progetto concepito con estrema libertà e senza nessun impegno particolare."

 "Il titolo 'Bejond Zero' fa riferimento all'inverno lungo e freddo in Svezia che mi ha spinto a registrare l'album in studio."

La recensione approfondisce il progetto solista di Anders Brostrom, nato da un viaggio ispirativo in Zimbabwe e sviluppatosi nel contesto della psichedelia svedese contemporanea. Si raccontano le origini, le collaborazioni e i futuri progetti, con un focus sul recente album 'Bejond Zero', pubblicato da Drone Rock Records. Un’intervista ricca di dettagli sulla musica e sul significato dietro il lavoro di Brostrom. Esplora il mondo psichedelico di Domboshawa e immergiti nei suoni di Anders Brostrom!

 Il videogioco è una forma d'arte, se non nuova, più recente delle altre, sicuramente più avanzata e innovativa.

 La guerra non è più importante della bellezza, i personaggi non vengono dopo le tecniche di combattimento. Tutto si tiene.

Un giocatore occasionale analizza God of War come un'opera d'arte moderna, capace di emozionare con una grafica mozzafiato, una narrazione profonda e meccaniche di gioco coinvolgenti. L'autore riflette sul valore estetico, strategico ed emotivo del titolo, sottolineando la varietà di esperienze offerte e la libertà d'esplorazione. Pur non essendo un esperto, riconosce il gioco come un rappresentante di alto livello del medium videoludico. Immergiti nell'epica avventura di God of War e scopri il videogioco come forma d'arte!

 “The Final Cut (ma i Pink Floyd qui non c’entrano niente)”

 “Probabilmente poco stimolante di per sé e al di là dei contenuti, interessanti ma non sviluppati in maniera adeguata.”

The Final Cut di Omar Naim, con Robin Williams protagonista, esplora il montaggio di memorie post-mortem in un contesto futuristico ormai presente. Nonostante un tema interessante, il film risulta poco stimolante e scarsamente sviluppato, con una performance poco brillante di Williams. Le idee affrontate sono attuali ma mal trattate, rendendo il film poco coinvolgente. Scopri di più su The Final Cut e il suo tema affascinante, ma valuta con attenzione la sua resa cinematografica.

 La traccia è sicuramente un buon "biglietto da visita" per la band.

 "Nuovo" è la parola chiave, "P L U S H" è un buon sinonimo.

La recensione esalta il singolo 'Dismay' di P L U S H come un composto innovativo e oscuro che unisce diverse influenze musicali. La traccia, caratterizzata da una batteria non convenzionale, un basso minimale e vocals distorti, suscita grande interesse nell'ascoltatore. Viene riconosciuta come un valido biglietto da visita per la band emergente e un potenziale punto di partenza per creare nuovi sottogeneri nella musica alternativa. Ascolta ora 'Dismay' di P L U S H e scopri un nuovo sound nell'alternative rock!

 Una culla dove far dondolare e riposare il tempo che è sempre così frenetico e stanco.

 Un album che sarebbe bello poter ascoltare in qualsiasi circostanza, per calmare lo stress quotidiano e la propria mente.

Maurizio Riglione presenta il suo album omonimo, un progetto lo-fi registrato in presa diretta che trasmette emozioni genuine e semplicità. Caratterizzato da improvvisazione e sperimentazione, l’album è una pausa rilassante dalla frenesia quotidiana. Ideale per chi cerca autenticità e una musica essenziale a base di voce e chitarra. Ascolta Maurizio Riglione per un viaggio musicale autentico e rilassante!

 Probabilmente la figura di Willie Nelson è destinata a essere riconsiderata un giorno da tutti gli appassionati di musica.

 Sarà difficile slegare oggi come domani Willie Nelson dal suo mito - che è e resta immortale.

Il 77° album di Willie Nelson, Last Man Standing, segna i suoi 85 anni con un mix di ballate country-folk e liriche ironiche. Prodotto insieme a Buddy Cannon, il disco racchiude il mito della cultura americana e del vecchio West. La recensione sottolinea la posizione unica di Nelson come leggenda trasversale, la sua resilienza e la necessità di un riconoscimento più ampio rispetto agli stereotipi. Scopri l'ultimo capolavoro di Willie Nelson e lasciati conquistare dal mito.