Un pulviscolo spaziale permea i pezzi; improvvise fluorescenze chitarristiche illuminano itinerari nascosti.

 Mi pare però che sia una struttura un po’ troppo artificiale/artificiosa che risenta di un monocromatismo simile alle poesie del Blok dell’ultimo periodo.

La recensione esalta la varietà e la qualità esecutiva dell'album 'From Bone to Satellite' dei Tarentel, evidenziando però un'estetica troppo artificiale e poco ispirata. L'album si contraddistingue per atmosfere cosmiche e chitarre evocative, ma alla lunga risulta monocromatico e poco coinvolgente. Un buon lavoro con aspetti di pregio, ma che non mantiene sempre la promessa di originalità e freschezza. Scopri il viaggio sonoro di Tarentel in From Bone to Satellite.

 Che senso ha fare un tour celebrativo degli anni ‘80 proponendo versioni riarrangiate dei vecchi classici con il sound degli attuali Litfiba, privandoli quindi delle loro tipiche sonorità new wave?

 Pelù si sforza di cantare canzoni che probabilmente a lui non interessano più.

La recensione analizza con occhio critico il live album 'Trilogia 1983-1989 Live 2013' dei Litfiba, evidenziando la discordanza tra le versioni riarrangiate delle canzoni anni '80 e il sound attuale, oltre alla scarsa energia vocale di Pelù. Pur apprezzando certe tracce rare, il giudizio complessivo è piuttosto deludente e sottolinea come il vero valore rimanga nei live precedenti degli anni d'oro. Scopri perché questo live non convince i fan nostalgici dei Litfiba anni '80!

 È come se Fassbinder si presentasse con un sonoro schiaffo al cinema tradizionale.

 Lo si fa, ma essenzialmente tramite la scarna parola che sottende il grido, i vuoti sguardi, la nevrosi espressa da gesti improvvisi; soprattutto i silenzi.

L'amore è più freddo della morte è il primo lungometraggio di Rainer Werner Fassbinder, caratterizzato da un bianco e nero intenso e da una struttura narrativa minimale e provocatoria. Il film si distingue per il suo distacco dalle convenzioni hollywoodiane, ponendo al centro relazioni complesse in un contesto di malavita. Nonostante manchi ancora la filosofia lacerante dei lavori successivi, l’opera anticipa già il linguaggio stilistico e tematico che farà di Fassbinder un autore cult. La recitazione distaccata e i silenzi diventano strumenti fondamentali per un cinema radicale e controcorrente. Scopri il primo capolavoro di Fassbinder e immergiti nel cinema d'avanguardia tedesco.

 Uno schifo. Ecco come si sentivano i fan dei Running Wild, compreso il sottoscritto, dopo l'ascolto di "Shadowmaker".

 Resilient alla fine non è né un album orribile, e neanche un album perfetto, ma è semplicemente quello che serviva ai Running Wild per non perdere definitivamente il rispetto dei propri fan.

La recensione di Resilient dei Running Wild evidenzia un album di qualità altalenante, con momenti positivi ma anche evidenti difetti come la batteria programmata e testi non sempre ispirati. Dopo una deludente esperienza con Shadowmaker e un temporaneo scioglimento, la band torna con un disco che tenta di riallacciare il filo con le loro classiche sonorità. Non un capolavoro, ma un lavoro dignitoso che mantiene vivo l'interesse dei fan senza esaltare. Scopri se Resilient merita un ascolto per i fan del metal classico!

 Scie d’argento con impalpabili riflessi d’oro, certe canzoni fanno un’incredibile luce.

 Beato chi ha aperto quella finestra. Beato sia quindi Stephen Morissey. Ma anche colui che a quelle parole consentiva il volo, ovvero il signor Johnny Marr, mago della chitarra.

La recensione celebra Hatful of Hollow come un capolavoro degli anni Ottanta firmato The Smiths. Il disco fonde malinconia e lucentezza pop con sonorità jingle jangle anni '60 e testi profondi. Vengono esaltati brani come 'Heaven knows I'm miserable now', 'How soon is now' e 'Reel around the fountain', e l'inconfondibile sintonia tra Morrissey e Marr. Un invito a riscoprire le emozioni cristalline di un'epoca indimenticabile della musica alternativa. Ascolta Hatful of Hollow e riscopri l’essenza indie degli anni Ottanta!

 Il cantante dei Bennett è un fine cesellatore nell'arte dell'urlo lungo e mirato.

 Un altro bicchierozzo col manico di ballate emo, senza schiuma, cheers.

La recensione evidenzia un album di post-rock con chitarre fuzz intense e una vocalità urlata raffinata, tipica del cantante dei Bennett. L'opera è vista come un ritorno autentico all'energia genuina delle prime scene post-rock e emo, con particolare apprezzamento per la scena musicale toscana e il contributo di Luca Benni. Nonostante una certa freddezza nella struttura, l'album si apprezza per la sua coerenza e forza espressiva. Scopri il sound autentico dei Bennett e immergiti nella scena emo post-rock italiana!

 Morrissey è come un Dorian Gray al contrario; mentre lentamente invecchia, il suo pubblico resta giovane.

 Le parole hanno un ruolo nettamente predominante sul resto della produzione musicale per il disco.

La recensione celebra Morrissey come un artista fedele ai propri ideali e alla propria identità, capace di mescolare testi pungenti a arrangiamenti orchestrali e chitarre pulite. 'World Peace Is None of Your Business' si distingue per la sua schiettezza e per i temi trattati, dal rifiuto dei matrimoni alla critica della società. Morrissey conferma la sua capacità di restare rilevante e di mantenere un pubblico giovane nonostante il passare degli anni. Scopri l'arte provocatoria di Morrissey in questo album unico!

 Certo che per architettare un'operazione del genere se va bene bisogna essere decisamente svalvolati.

 Il disco è proprio brutto. Anzi: non mi piace(va) manco l'originale.

La nuova versione di 'Out to Lunch' di Eric Dolphy realizzata da Otomo Yoshihide's New Jazz Orchestra è un'impresa coraggiosa e fuori dagli schemi. Pur rimanendo fedele all'originale, il disco aggiunge un tocco di caos e libertà del free jazz contemporaneo. Il risultato è una rilettura intensa e caotica, che divide tra ammirazione e critica. Non è un album facile né piacevole per tutti, ma resta un tributo ambizioso a un classico del jazz. Scopri l'audace reinterpretazione del jazz di Otomo Yoshihide ora!

 Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

 Kavjian ricrea un mondo magico, un bozzolo ovattato accogliente e intimo, nel quale ognuno è libero di rifugiarsi per trovare un attimo di distacco dalla frenesia quotidiana.

Peculiar Storms di Monastery, progetto solista di Robb Kavjian, è un album ambient caratterizzato da atmosfere oniriche, eteree e sognanti. L’opera si ispira all’arte del pittore norvegese Theodor Kittelsen, fondendo drone, synth, folk e campionamenti in un paesaggio sonoro intimo e accogliente. Il disco offre un rifugio musicale per chi cerca distacco dalla frenesia quotidiana, con brani che invitano l’ascoltatore a immergersi in suggestioni libere e personali. Un ascolto da centellinare per apprezzarne la magia e la poesia. Ascolta Peculiar Storms per un viaggio sonoro unico nel mondo ambient!

 La tesi di 'The Circle' è che la condivisione totale delle informazioni significhi libertà.

 Forse in fondo la privacy non è così importante: quello che conta è possedere una coscienza indipendente e una capacità di analisi.

La recensione riflette su The Circle, film tratto dal romanzo di Dave Eggers, che esplora la relazione tra privacy e tecnologia nell’era dei social network. Pur non offrendo soluzioni definitive, il film stimola una riflessione profonda sulle implicazioni del controllo dei dati personali. La performance di Emma Watson e Tom Hanks è apprezzata, mentre i temi richiamano opere classiche come '1984'. Viene sottolineata l’importanza di una coscienza critica più che la mera privacy. Scopri con noi le sfide della privacy nell’era digitale con The Circle.

 «Figlio di una puttana stronza! Scusa il linguaggio»

 «Sai volare testa di cazzo?»

La recensione celebra Tremors come un cult b-movie anni '90, capace di unire ironia tagliente, tensione horror e effetti speciali pratici realizzati con animatronics. I protagonisti evolvono da egoisti a eroi, mentre la narrazione mantiene un ritmo serrato e coinvolgente senza cadere in ripetizioni. La pellicola è apprezzata per la sua freschezza, la caratterizzazione dei personaggi e l’uso intelligente delle dinamiche di suspense e strategia, rendendola un classico intramontabile del cinema low budget. Rivedi Tremors e riscopri il classico b-movie cult anni '90!

 Era la voce di un dio, inutile girarci intorno…come quando chiudi e riapri gli occhi e le cose si stagliano improvvise.

 Oh, Peter, il giorno che Bowie non è stato più un dio hai smesso di esserlo anche tu…

La recensione celebra il brano cult 'Bela Lugosi's Dead' dei Bauhaus e l'unicità della performance di Peter Murphy. L'autore racconta il legame tra rock, mitologia e identità giovanile, esprimendo un profondo coinvolgimento emotivo. La traccia è vista come un'esperienza ipnotica e un simbolo degli anni '80. L'analogia con David Bowie sottolinea l'idea di divinità musicale. Scopri il potere ipnotico di Bela Lugosi's Dead, un classico senza tempo!

 «Coniglio è un personaggio negativo, anche se la sua vera natura è in fondo innocente come quella di un bambino e tutto quello che ricerca è una libertà che neppure lui sa in che cosa consiste.»

 «Voler scappare da se stessi è impossibile; ‘E da te stesso non ci scappi neppure se sei Eddy Merckx.’»

La recensione approfondisce Rabbit, Run di John Updike, il primo di quattro romanzi dedicati al personaggio Harry 'Coniglio' Angstrom. Racconta la sua incapacità di sfuggire a una vita segnata dall'inevitabilità e dalla banalità della società capitalistica. Lo stile narrativo è pacato e analitico, e la narrazione mette in luce la complessità emotiva e sociale di Coniglio, figura simbolo di una generazione. La vicenda diventa un urlo contro l'immobilismo esistenziale e una riflessione sul desiderio di libertà. Leggi Rabbit, Run per scoprire la lotta interiore di un uomo contro il suo destino.

 "Prairie School Freakout rimarrà comunque un album da culto per musicofili."

 "L’America ci ha regalato l’hardcore degli Hüsker Dü, il più ammaliante noise targato Sonic Youth e si accinge a partorire una nuova straordinaria creatura, gli Eleventh Dream Day."

Prairie School Freakout, debutto del 1988 degli Eleventh Dream Day, è un album lo-fi che mescola noise e proto-grunge, registrato in poche ore con grande energia. Nonostante l'acclamazione critica, la band è rimasta un nome di culto underground, apprezzato da appassionati e amanti del rock alternativo. La recensione si immerge in un viaggio onirico fra influenze e aspettative mancate, celebrando l'originalità e il potenziale della formazione di Chicago. Ascolta ora Prairie School Freakout e immergiti nel rock underground più autentico!

 "Fate i bravi" è l'unico comandamento che potrebbe salvarci.

 In paradiso Gesù condivide accordi e canne d'erba superiore a quella che gira sulla Terra.

Il romanzo "A volte ritorno" di John Niven racconta la seconda venuta del Messia reinterpretata in chiave moderna e rock. Gesù, chitarrista di un trio in America, attraversa un viaggio satirico tra paradiso e inferno, denunciando i problemi contemporanei con ironia. L'opera mescola musica, religione e critica sociale in un racconto piacevole e irriverente. Scopri la satira ironica di John Niven sull'ultima venuta di Cristo!

 Finalmente G.B. ha trovato la sua dimensione più vera. E soprattutto ha trovato il pimento dei testi di Mogol che imprimono il tocco di classe e gli permettono, come interprete, di rivelare ironie e tenerezze sottili.

 Mai dare nulla per scontato. In altri termini, non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Nello specifico del contesto equino, non dire cavalla se non ce l’hai nella stalla.

La recensione valorizza Fiocco rosso di Gianni Bella per la sua fusione di ironia e simbolismo, sottolineando l’abilità narrativa di Mogol. Il brano si distingue nel panorama della musica leggera italiana per la sua immaginifica metafora del cavallo, espressione di libertà e desiderio. L’interpretazione di Gianni Bella è apprezzata per autenticità e talento. Viene inoltre rimarcato il valore originale e tardivo dell’incontro artistico tra Bella e Mogol. Scopri l'ironia e il simbolismo di Fiocco rosso ascoltando il brano ora!

 tutto d'un tratto compare questo disco, molto breve, molto semplice quasi banale e mi riempie il sabato mattina.

 sarò la dolcezza Twee Pop e le peculiarità della Sarah Records, un pò Pastels un pò Beat Happening un pò Vaselines; lo-fi state of mind.

La recensione celebra la semplicità e la dolcezza dell’album 'Signs Are Rampant' di Blank Statements, evidenziandone le influenze Twee Pop e Sarah Records. Il disco è breve ma capace di regalare una sensazione di freschezza e tranquillità, con richiami a band come Pixies e Vaselines. Un ascolto ideale per momenti di relax. Scopri ora 'Signs Are Rampant' di Blank Statements e lasciati avvolgere dal suo lo-fi incantato.

 Per me sono state aperitivo, antipasto, primo, secondo e contorno, frutta, dolce, caffè, ammazza-caffè ed amaro, tutto offerto dalla casa.

 Che il rock’n’roll è cosa per giovani ed andare a vedere concerti rock’n’roll sta pericolosamente diventando cosa per vecchi.

La recensione racconta l'incontro con la giovane band canadese Pale Lips e il loro stile garage punk fresco e autentico. Nonostante la limitata tecnica musicale, il gruppo trasmette un'energia giovanile contagiosa e un'attitudine rock'n'roll pura, capace di coinvolgere il pubblico. La performance al Festival Beat 25 è descritta come un'esperienza intensa e piacevole, valorizzata dalle influenze dei Ramones e dal fascino del punk più genuino. Scopri la freschezza unica dei Pale Lips e vivi l'energia del vero garage punk!

 Uno dei migliori dischi di musica folk americana e cantautoriale al femminile degli ultimi anni.

 Il disco è permeato da una certa eleganza che è una caratteristica tipica dell’arte di questa cantautrice e musicista.

Existential Beast di Miranda Lee Richards è un album che unisce eleganza folk e psichedelia, con testi che riflettono criticamente sulla società contemporanea. Il disco, prodotto da Rick Parker, presenta ballate evocative e brani rock dal forte impatto, confermando l'artista come una voce femminile di riferimento nel panorama folk americano. La recensione sottolinea l'importanza delle radici psichedeliche e le tematiche profonde, offrendo un quadro articolato e ammirato del lavoro. Scopri ora Existential Beast, un capolavoro folk psichedelico da non perdere!

 Questo è il "Real", il vero live londinese all'Albert Royal Hall, a dispetto dei tanti famosissimi bootleg.

 Ha vinto Bob Dylan con buona pace del folk e dei suoi maestri.

La recensione celebra il concerto londinese di Bob Dylan nel 1966, definito il vero 'Royal Albert Hall', dove il cantautore fonde folk e rock con una prestazione straordinaria. L'alternanza tra l'acustico e l'elettrico evidenzia la sua evoluzione artistica, mentre la qualità audio è ottima. Il live testimonia la tensione tra Dylan e un pubblico resistentemente fedele al folk tradizionale. Un consiglio ideale anche per nuovi ascoltatori. Ascolta questo leggendario live e scopri Bob Dylan come non l'hai mai sentito.