Se in passato ogni album dei Sabs si era contraddistinto per un suono peculiare... 'Technical Ecstasy' sembra non avere una direzione ben precisa, risultando spesso spiazzante.

 L’imperativo era ‘restare al passo coi tempi’: a volte ci si è riusciti egregiamente, a volte meno.

Technical Ecstasy dei Black Sabbath rappresenta un album di transizione, con influenze diverse e alcune sperimentazioni tra rock duro e sonorità più morbide. Dopo un periodo di difficoltà e pressioni esterne, la band cerca di rinnovarsi ma il risultato appare confuso e disomogeneo. Il disco contiene però brani validi e momenti di brillantezza, sebbene fosse accolto con indifferenza dal pubblico e dalle vendite. L'album rimane un interessante tassello nella discografia dei Sabbath, testimone di un'epoca di cambiamento. Scopri l’evoluzione dei Black Sabbath con 'Technical Ecstasy', un album da riscoprire!

 L'album era l'urlo disperato di un uomo prigioniero dell'inferno psicotropo, ma allo stesso tempo l'involucro della sua stessa anima oscura.

 Non ci sono brani minori o filler in Dirt, caratteristica che sarebbe già un mezzo miracolo per l'industria discografica.

La recensione celebra Dirt come pietra miliare del grunge e massimo esempio della carriera turbolenta degli Alice in Chains. L'album sprigiona un'energia autentica, miscelando oscurità e melodia in un equilibrio perfetto. I testi riflettono la lotta personale di Layne Staley, ma la musica rimane accattivante e mai depressiva. Brani come "Rooster" e "Them Bones" emergono come apici di questa opera senza filler, ancora oggi straordinariamente coinvolgente. Riscopri il capolavoro di Alice in Chains e lasciati travolgere da Dirt!

 "Questo è il punto di svolta nella carriera degli Stone Sour, con un sound più personale e distintivo."

 "Christian Martucci riesce a sostituire Jim Root in modo egregio, soprattutto negli assoli sparsi in tutto l'album."

Hydrograd, sesto album degli Stone Sour guidati da Corey Taylor, rappresenta un punto di svolta nella loro carriera. Il nuovo chitarrista Christian Martucci si integra perfettamente, portando assoli che ricordano Jim Root. Il disco fonde hard rock, heavy metal e Nu Metal, offrendo tracce potenti ed altre più radio-friendly. La produzione è bilanciata e valorizza la coppia ritmica della band. Scopri l'evoluzione degli Stone Sour con Hydrograd: ascolta ora!

 Genoma musicalmente parlando è un complesso di anime che si fondono in un unico organismo.

 Dalla copertina fatta interamente a mano in edizione limitatissima e diversa negli acquerelli è il primo biglietto da visita di una band che sembra sapere già dove voler arrivare.

Stories è il primo EP dei Genoma, un progetto musicale che unisce new wave e chill out in atmosfere dolci ma inquietanti. La copertina, realizzata a mano, rispecchia l'anima artigianale del lavoro. La cover di Atmosphere dei Joy Division aggiunge un tocco emozionale forte. Un inizio che lascia ben sperare per il futuro della band. Scopri il sound emozionale di Genoma con il loro EP Stories!

 La forza degli Janara è quella di saper immettere delle melodie efficaci nelle loro trame dure e granitiche.

 I testi parlano di magia, streghe, spettri, roghi dell’Inquisizione e orchi: un immaginario cupo che rispolvera la cultura gotica.

Janara è un gruppo heavy doom italiano proveniente dall'Irpinia, che miscela musica cupa e testi ispirati a miti e magia del territorio. Il loro album omonimo offre brani energici e melodici capaci di coinvolgere gli appassionati del genere. Il disco si presenta ben costruito e si distingue per la capacità di unire elementi acustici a riff potenti. Consigliato agli amanti del doom metal e del folklore oscuro. Ascolta Janara e immergiti nel doom metal che evoca miti e magia.

 l’omaggio di questi indie-punk rockers Californiani è francamente fantastico!

 Il disco non mi è piaciuto. Anzi: non mi piace(va) neanche l’originale.

La recensione celebra la cover integrale dell’album di Devo eseguita dai Claw Hammer, sottolineando il coraggio e la qualità dell’operazione. Pur non amando né la cover né l’originale, l’autore riconosce il valore storico e artistico della rilettura indie-punk. I brani sono rispettati nell’ordine e reinterpretati con energia, mantenendo intatto il fascino dell’album originale del 1978. Scopri l’energia unica di Claw Hammer reinterpretando Devo, ascolta ora l’album!

 Nessuno, ancora oggi, è capace di suonare come i Godspeed You! Black Emperor hanno saputo suonare in questo disco.

 'F# A# ∞' è come la lenta e profonda narrazione di un evento tetro: ai superbi arrangiamenti si collocano poesie, dialoghi, silenzi e rumori.

La recensione celebra l'album 'F# A# ∞' dei Godspeed You! Black Emperor come un capolavoro unico e insuperato del post-rock, capace di coniugare atmosfere oscure, sperimentazione e un'intensa drammaticità artistica. Viene valorizzata l'originalità della band nel rifiutare etichette di genere e nel creare una musica profonda e complessa. L'album è suddiviso in tre lunghe suite che raccontano un viaggio sonoro memorabile, ancora oggi punto di riferimento imprescindibile nel panorama musicale. Ascolta ora 'F# A# ∞' e scopri il capolavoro senza tempo dei Godspeed You! Black Emperor!

 «L’eroismo femminile in Wonder Woman è alquanto maschilista.»

 «In un film di supereroi si è riusciti a metterci un’ora abbondante di sostanziale noia.»

La recensione critica 'Wonder Woman' di Patty Jenkins evidenzia i limiti del film nella sua estetica maschilista e narrativa piatta. La protagonista è vista come un modello più che un'eroina reale, con un ritmo lento e momenti noiosi. Pur con qualche sprazzo interessante nel finale, il film non raggiunge le aspettative né supera i rivali Marvel. L'interpretazione di Gal Gadot è giudicata fragile, mentre Robin Wright si distingue positivamente. Scopri cosa non convince di Wonder Woman e leggi la recensione completa!

 "Mi chiedo come sia possibile non schizzare dalla poltrona ed aumentare il volume dello stereo quando partono le primissime note di 'Forest For The Trees'".

 "Il capolavoro del disco 'Boston': un riff epico e coinvolgente che ti trascina in un crescendo strumentale inenarrabile."

La recensione difende con passione 'Out of the Grey', terzo album dei Dream Syndicate pubblicato nel 1986, spesso criticato ingiustamente. Pur riconoscendo che non raggiunge i picchi dei lavori precedenti, evidenzia la qualità della performance, l'intensità delle chitarre e alcuni pezzi memorabili come 'Boston'. L'autore invita a rivalutare l'album, apreciandone le sfumature e la potenza emotiva. Ascolta 'Out of the Grey' e scopri un classico del rock psichedelico rivisitato!

 "Un gigante post-moderno che barcolla e avanza al ritmo di chitarre compresse, lasciando dietro di sé un effluvio alieno."

 "Lasciarsi andare vuol dire adagiarsi su di esso, fidarsi e farsi trasportare."

La recensione esplora l'album 'Paradise in Me' dei K's Choice, sottolineando la voce unica di Sarah e le atmosfere malinconiche che caratterizzano i brani. Il successo di 'Not An Addict' emerge come uno dei punti chiave, mentre alcune tracce acustiche risultano meno convincenti. I pezzi più intensi e visionari donano all'album una posizione di rilievo nella musica alternative rock degli anni '90. Ascolta Paradise in Me e lasciati trasportare dall'alternativo emozionale dei K's Choice.

 Sono dei drammi standardizzati quelli presentati qui da Mazzantini e Castellitto.

 La tonalità del film è uno degli aspetti più critici: la goliardia e la leggerezza sembrano essere utilizzati per svicolare dai drammi.

La recensione critica di Fortunata di Sergio Castellitto sottolinea ottime interpretazioni degli attori ma una trama superficiale e slegata. Il film affronta tematiche di miseria umana senza riuscire a offrire una lettura profonda o originale. Il tono leggero utilizzato sembra più un modo per evitare l'esplorazione drammatica seria. Nel complesso, manca un vero contenuto convincente e un intreccio narrativo forte. Scopri la nostra recensione dettagliata e valuta tu stesso Fortunata di Castellitto.

 L’ascolto di Darkened Sun vi porterà sulla macchina del tempo verso un viaggio nel classico rock anni ’70.

 Un hard-blues vintage venato di sfumature psichedeliche, con una voce molto calda ed espressiva.

Darkened Sun è un doppio cd che raccoglie demo storiche dei Mouth Of Clay, una band svedese di hard rock con forti influenze anni '70. Il disco, curato dall'etichetta Akarma, unisce sonorità hard blues con sfumature psichedeliche e doom. Le registrazioni mantengono un fascino vintage e le composizioni, pur derivative, si distinguono per buone idee e un'espressività vocale calda. Questa ristampa è un must per gli appassionati del genere e chi vuole seguire l'evoluzione del gruppo. Esplora Darkened Sun e scopri il fascino vintage degli anni '70 nel rock svedese!

 "Play Me Out è stato scritto e registrato sotto l'effetto dello speed. Non ho dormito per 10 giorni."

 "Che cazzo, fatemi finalmente suonare e cantare ciò che adoro veramente!" sembra urlare Glenn nei suoi deliri.

Play Me Out è il primo album solista di Glenn Hughes, registrato nel 1976 in condizioni estreme. Il disco esprime il suo amore per il funk e il soul, mostrando una personalità musicale autentica e travolgente. Pur distante dal sound dei Deep Purple, rivela la passione e il tormento dell'artista giovane e autorevole. Ancora oggi è considerato un capolavoro viscerale e personale. Ascolta Play Me Out e scopri l’anima autentica di Glenn Hughes.

 City and Colour che pare aver perso smalto, intimismo e spontaneità.

 Un compitino svolto con (troppo) ordine e bella calligrafia, ma senza spunti ne sussulti degni di tal nome.

La recensione analizza 'The Hurry and the Harm' di City and Colour come un album meno convincente rispetto ai precedenti lavori acustici dell'artista. Nonostante la produzione di qualità e alcune collaborazioni di rilievo, l'elettrificazione e una certa rigidità hanno fatto perdere spontaneità e intensità emotiva. Solo due tracce emergono positivamente, mentre l'album nel complesso risulta dimenticabile e privo di sussulti rilevanti. Scopri se The Hurry and the Harm merita il tuo ascolto con la nostra recensione completa!

 Il personaggio che più mi ha colpito è lo stupido poliziotto, molto comprensivo tanto da voler diventare padre adottivo di Sam.

 Non so, ma mi sembra più un film per bambini che per grandi, se l'avessi visto quando ero scout l'avrei apprezzato maggiormente.

La recensione di Moonrise Kingdom di Wes Anderson evidenzia un film delicato e nostalgico ambientato nel 1965, centrato sulla fuga di due ragazzi scout. L'autore apprezza la sceneggiatura e il personaggio del poliziotto interpretato da Bruce Willis. Il film viene visto come adatto soprattutto a un pubblico giovane ma capace di emozionare anche gli adulti. Particolare rilievo viene dato anche alla colonna sonora e alla cura del dettaglio. Scopri la magia di Moonrise Kingdom, un film che risveglia il bambino dentro di te!

 Disco assolutamente gradevole, 40 minuti che scivolano via senza alcun calo.

 Il ragazzo strizza l'occhio oltre oceano, spaziando in citazioni musicali mai banali.

Jake Bugg conferma il suo talento con 'Shangri La', un album variegato e coinvolgente prodotto da Rick Rubin. Seppur disomogeneo rispetto al debutto, mostra una forte personalità e influenze che spaziano dal blues-folk britannico al cantautorato americano. Le melodie sono piacevoli e fluide, e il giovane artista dimostra una promettente crescita artistica. Ascolta Shangri La e scopri il talento emergente di Jake Bugg!

 «E la ragazza dai capelli rossi e le notti d’estate e Three imaginary boys...un colpo al cuore mi fate venire!!!»

 «Questa musica magra magra, nervosa nervosa, scarna scarna, essenziale essenziale ma clamorosamente appiccicosa e, soprattutto, incredibilmente fresca?»

La recensione celebra 'Three Imaginary Boys' dei The Cure come un album magico e fresco, capace di evocare la giovinezza con il suo sound essenziale e nervoso. L'autore apprezza il contrasto tra il lato uno pop-rock sognante e il lato due più oscuro e wave, evidenziando influenze di Nick Drake e David Bowie. Consiglia l'ascolto come esperienza di rinvigorimento emotivo e nostalgico. Ascolta Three Imaginary Boys e riscopri la freschezza della giovinezza!

 Il doppio album è una fotografia, una specie di foto ricordo che rappresenta Michael Gira e i suoi compagni di avventura.

 Il suono degli Swans non ammette compromessi. Parliamo di passione allo stato puro e nelle sue manifestazioni più radicali.

La recensione descrive Deliquescence come una documentazione live intensa e rappresentativa della conclusione di una fase storica degli Swans, iniziata nel 2009 con la rinascita della band. Il doppio album cattura l'essenza di un sound unico, tra noise minimalista e drone, con brani lunghi e coinvolgenti che richiedono attenzione attiva. Michael Gira chiude questo capitolo con emozione e passione, annunciando comunque un futuro progetto con nuova formazione. Un disco complesso, ma emblematico della potenza creativa del gruppo. Scopri l'ultimo capitolo degli Swans con Deliquescence: un viaggio sonoro unico ti aspetta!

 Mi sembra difficile che questo disco possa piacere a chi non è interessato a queste sfumature della musica americana.

 Ho trovato diversi elementi interessanti e che alla fine me lo hanno fatto piacere, suggerendolo a chi preferisce un ascolto poco impegnativo e senza pretese intellettuali.

La recensione esplora "Highway Queen", l'album di Nikki Lane, collocandolo nel contesto storico e culturale della country music americana. Pur evidenziando la semplicità delle sonorità, il disco viene apprezzato per la scrittura personale e le sfumature vocali dell'artista. Viene consigliato agli amanti di country e folk che cercano un ascolto genuino ma accessibile. Ascolta Highway Queen e scopri l'autenticità di Nikki Lane nel country contemporaneo!

 Sono così astuti da darti l'illusione ottica (uditiva) di "mutazione", ma poi aguzzi le antenne e t'accorgi che è solo la coloritura dell'epidermide e/o della corazza che invecchia.

 Sempre diversi ma sempre uguali. Sempre Loro. E solo loro. The Oxbow.

La recensione analizza l'album Thin Black Duke degli Oxbow come un'opera che, pur mostrando apparenti mutazioni stilistiche, mantiene salda la propria identità e intensità. Il disco viene descritto come una sintesi di evoluzione e coerenza, con atmosfere cupe e un'intelligenza musicale distintiva. Nonostante la complessità, si percepisce sempre la riconoscibilità della band. Scopri Thin Black Duke, il nuovo volto autentico degli Oxbow!