psychopompe

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Rob Marshall Memorie Di Una Geisha
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bravo rebelde, mi mangio le mani a non aver continuato a studiare cinese dopo le prime tre terribili lezioni. Ora avrei l'imbarazzo della scelta col lavoro. Cazzo c'è ancora Ceresa? Mi faceva pisciare addosso dalle risate! Cmq in media la gente che studiava cinese e arabo erano i meno incastrati dell'università. Quelli di giapponese erano veramente dei reietti, socialmente evitati da chiunque e notoriamente sfigati. Io e i pochi del mio anno di giappo infatti giravamo con tutt'altri personaggi. Purtroppo il Giappone crea dei mostri, sia in patria che fuori. Che culo che vai a Beijing ho un mio amico che studiava cinese pure lui oramai trasferitosi là da un pezzetto, a fare lo chef per l'hilton.
Rob Marshall Memorie Di Una Geisha
Voto:
meglio essere otaku di filosofia che di manga e anime (per quanto ci abbia scritto una tesi). Boh non so ho sempre avuto la fissa di studiarmi le religioni/filosofie altrui, forse perchè non sono mai riuscito a credere in niente di metafisico io stesso.
Rob Marshall Memorie Di Una Geisha
Voto:
beh sì c'hai ragione sorcio, perdo colpi sulla filosofia, se lo sapesse Raveri....ad ogni modo d'accordo sull'ultimo post sullo zen. Ad essere riduttivi alla fine tutto si riconduce all'India in campo filosofico religioso asiatico. A parte l'animismo e lo sciamanesimo ovviamente. Sulla Corea non c'hanno mai fatto studiare un cazzo all'università, cazzo saran stati pure i prof razzisti coi coreani?Ah e se fossi coreano mi girerebbero los pelotas anche di +, visto che tutto quello che è arrivato in Giappone è passato per forza di cose in Corea. Ho un buco di memoria: l'Amidismo è stato formalizzato come dotrrina in Giappao o una dottrina specifica su Amithaba c'era già nel canone buddhista? So che il Buddha del paradiso occidentale ha delle mostruose somiglianze col culto del sole pre zoroastrico, ma potrei dire enormi castronerie, visto che il tutto lo studiai 8-9 anni fa quando volevo fare una tesi delirante sulle influenze babilonesi sul buddhismo (ovviamentre stroncata dal prof con una frase tipo: "non sei Mircea Eliade!" No conoscere Amelie Nothomb di che disquisisce? Io invece consiglio caldamente (oramai sarà la 10ma volta che lo scrivo su sto sito negli ultimi 4 anni) "La Bambola e Il Robottone" di Alessandro Gomarasca, l'unico studioso con gli occhi bene aperti sul Giappone contemporaneo.
Rob Marshall Memorie Di Una Geisha
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è vero sorcio sei l'unico che mi capisce....cmq è vero manca lo zen. che poi è cinese a ben vedere. Sì insomma sarà anche questo luogo comune, ma la critica secondo cui i giappo copiano un piccolo fondo di verità ce l'ha, ne parlavo con un importatore cinese l'altro giorno. Sono dei mostruosi sincretizzatori di influenze esterne, il che è cmq sintomo di acutezza. Però se fossi cinese mi farebbe girare le palle che la gente conosce lo zen e lo pensa giapponese quando la corrente filosofica e il nome (Ch'an) è cinese. Vabbè un po' come dire che la pizza è stat inventata a New York
Rob Marshall Memorie Di Una Geisha
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la mia non era una critica alla tua idea del Giappone, ci mancherebbe. era una mia rifglessione sul fatto di scrivere un libro e fare un film sui soliti quattro miti culturali occidentali relativi al Giappone: geisha, samurai, Bushido, la bomba (se va bene). Pochi che cercano di buttare l'occhio su cosa è il Giappone odierno, o sulla sua industrializzazione post-Meiji, e quindi sul perchè è così ora. E spero non vengano a dirmi che Lost In Translation è uno sguardo sul Giappone odierno perchè mi incazz....Ah fa piacere che studi Lingue Orientali, ho studiato anche io Giapponese a Venezia, e ho vissuto là un paio di anni in tutto. Checchè ne dica a me continua ad affascinare ancora, ma cerco di guardare sempre oltre l'apparenza culturale....se sei già stata là o quando ci andrai capirai che la relazione omote/ura è parte integrante del tessuto sociale e delle sue interazioni. Vabbe vado a lavorà ciao
Rob Marshall Memorie Di Una Geisha
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diciamo che evito film sul giappone fatti da occidentali e men che meno vedo quelli tratti da romanzi scritti da occidentali. E poi che palle sta fissa sul giappone medievale, pare che esistessero soo geisha e samurai. E anche tutte ste pippe sulla spiritualità nipponica ci stanno, ma sempre meno di quello che crediamo noi. Il Giappone si modernizza esteriormente ma si arrocca sempre + nella sua tradizione (anche ancestrale) come per difendersi dall'invadenza del progresso tecnologico, con il risultato di combattere una battaglia persa, visto che il suo potenziale economico si basa sulla perpetua tecnologizzazione dell'individuo. Di sicuro sono più legati ad una spiritulaità dalle radici antiche, ma sono ben calati nell'ottica del gudagno e del consumo (indotto e non).
Quentin Tarantino Kill Bill (Vol. 1 e 2)
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a me tarantino piace, non nego il suo paraculismo, ma ci sono cresciuto con le iene e pulp fiction. Dopo ha fatto cose simpatiche e poco + ( a parte forse Jackie Brown). Questo è per me il peggior Tarantino, poco autoironico e con dei dialoghi meno deliranti (come giustamente fa notare supersoul il marchio di fabbrica di Tarantino - + che le scene di azione e via discorrendo- sono i dialoghi non sense che fortunatamente riappaiono in Death Proof). Gridare al capolavoro per kill bill è facile, Tarantino gioca sul fatto che il cinema orientale (di cui kill bill è omaggio/plagio- vedi Lady Snowblood) a cui lui si ispira non è cosìdi massa, per cui può risultare innovativo. Ma capita che se uno i film a cui si ispira li ha visti, collega la nipppomania dilagante al tempo negli USA (fenomeno che da un anno è arrivato anche da noi, con sta gente con felpe su di cui sono scritte frasi non sense in giapponese), si trova a storcere un po' il naso. Le pecche maggiori rimangono nel primo volume, ipertrofico e per me con un ritmo inesistente. Per carità ammetto che visivamente è notevole, per accostamenti cromatici e inquadrature, ma è un film di azione che a me ha annoiato.
Linda Perhacs Parallelograms
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dopo la leggo....bentornato carissimo, mancava qcuno che scrivesse di cose vetuste con cognizione di causa, visto che io sto abdicando alle futili nuove uscite.
Kinski Down Below It's Chaos
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è il disco che preferisco per ora, ma ne parlavo su di un altro sito...non riescono mai a fare un disco che duri nel mio lettore. Sicuramente + pregno di Alpine Static (che troppo spesso si perdeva in lungaggini ambient per me poco espressive), ma scaricato ad agosto e ascoltato per bene fino a due sett fa. Stavo poer comprarlo, per farne recensione un mese fa....e poi si è dissolto. Non so ora mi da veramente poco. Le cose migliori sono gli inserti di organo, davvero centrati...per il resto sono d'accordo con fest purtroppo. Cmq perfetta la rec
Battles Mirrored
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mah gente polemiche sterili, visto che i gusti sono personali. Cmq quali grandi capolavori della MUSICA (che palle gente ancora pensate sulle basi di MUSICA e musica, ma lasciamo perdere) avremmo stroncato? Io il mio archivio (per quanto qualche grossa cagata la contenga) me lo tengo stretto, ma sono apèerto a consigli, anche da uno che ha 10 anni meno di me e 10 anni abbondanti di ascolti in meno0.
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