Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7755 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Can Monster Movie
Voto:
Uhm, quello degli Ash Ra lo definirei più "mantra" che "rock" psichedelico: viaggi allucinogeni che portano con sé una imprecisata dote di spiritualismo (vedere "Suche & Liebe" di Scwingungen) alla maniera dei Popol Vuh (più quelli di In Der Garten che quelli di Hosianna Mantra). Gottsching preferisce l'arpeggio alla schitarrata in più di un'occasione. Mi mancano però i lavori con Schulze, che non lavorò a Schwingungen. Il problema dell'anno che compare nel link freedb purtroppo non è correggibile: ho cercato tra tutti i possibili link del sito e purtroppo compare nel migliore dei casi l'anno di ristampa
Cocteau Twins Blue Bell Knoll
Voto:
Miserabile vindice che non sei altro! Che c'entra, la tua era da 4, la mia da 5! Eppoi ha storpiato il nome della divina, eh!
Depeche Mode Music for the Masses
Voto:
Sèèèèè, Zaios, come sei poco raffinato... è troppo unz unz dance! 7 di stima! ;D
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
Ehi, non sono così manicheo, talvolta babbìo. :) Il discorso, che già feci, è: chi ci assicura del fatto che certa gente non ci prenda per il culo? Chi può qualificare la bontà della sperimentazione? Eh, è una questione complessa. Poi secondo me non ci sono inevitabilmente autori bravi e autori fubetti: nota la finezza della frase "sì a Schulze che usa le tastiere per produrre serie di note con una successione logica, no al gracchiare di "Eskimo" dei Residents."... ho parlato del lavoro nello specifico dei Residents, non degli autori. Magari questi ultimi si riscattano in qualcos'altro che non conosco. Insomma, è sedgno il mio nei confronti di chi vuol farci passare per buona la merda che propone, e tu stesso hai detto che ce n'è tanta in giro. Forse hai meno difficoltà nel riconoscere nell'ambito della sperimentazione cosa sia merda e cosa no, io invece ne ho parecchia, indi procedo secondo delle regole che mi impongo e che credo essere legittime, quelle stesse ch mi portano ad affermare che la rumoristica applicata a Tone Float ha un senso, quella applicata a Kesto no.
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
Eheh, sapevo che non avresti resistito. :) Insomma, su questa faccenda abbiamo discusso e pare che non ci sia un compromesso valido: troppo distanti i nostri punti di vista. il mio lo conosci: non riconosco dignità di musica a lavori perlopiù atonali o rumoristici per questioni utilitaristiche; riconoscessimo musica anche molta produzione che tu intendi saremmo costretti a dire che ogni suono è musica, cosa che non mi sento di riconoscere. La tua opinione sacrosanta e sbagliata (:DD) ci sta bene e non si muove di un millimetro come la mia, mi sembra giusto. Però una cosa te la critico aspramente: non è corretto che tu dica che Eskimo è da apprezzare anche attraverso i video, perché l'opera d'arte è finita, ogni quadro di Picasso ha una sua autonomia. Così, se la confezione di "Eskimo" prevede l'ascolto di tot pezzi, è evidente che gli autori abbiano concepito come prodotto finito il cd, e i video sono un'altra cosa: magari propedeutici, ma sono un'altra cosa. A meno che tu non mi dica che la confezione del cd prevedeva indissolubilmente la visione del video (che so, sono inclusi in tutte le edizioni dei divx relativi ai pezzi): se ne può parlare in caso, diversamente fatico a trovare una coerenza nel discorso.
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
Mavvà, io ho definito la qualità in base a quei parametri. Non ho datto nulla di sottointeso. Essù. Invece sei soggettivista tu quando parli del "piacere": ad alcuni dà piacere Robbie Williams, ad altri Debussy.
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
(...) La riconoscibilità deve legarsi ovviamente alla qualità: un lavoro riconoscibile non può essere una scarica di scorregge, deve parlare di musica ascoltabile. Personalmente bandisco la cacofonia babelica alla Captain Beefheart o certi sperimentalismi estremi underground. Legata alla qualità è dunque l' ascoltabilità che non è né easy-listening di basso profilo né melodia scontata: è semplicemente capacità di trasmettere musica nel senso armonico e genuino della parola; sì a Schulze che usa le tastiere per produrre serie di note con una successione logica, no al gracchiare di "Eskimo" dei Residents. Chiamiamoli saggi sperimentali, seminari sul suono, ma musica no. Ovviamente non dimentichiamoci del contenuto, che per le questioni già dette è sì inferiore alla forma, ma gode ovviamente di un'importanza che avvalora di più un prodotto. Ad esempio tra due grandi lavori di Brian Eno come "Another Green World" e "Before and After Science", musicalmente similari, il favore lo darei, per il contenuto, al secondo. Poi possono esservi altri parametri come tecnica, cultura, orchestralità. Ovviamente senza che vi sia un abuso di tutto ciò: la tecnica musicale di chi compone non deve essere vincolante, ma un disco suonato con più verve può risultare migliore di un altro, a parità degli altri parametri, e così circa orchestralità e varie. I primi dischi di Dylan erano troppo scarni. Meglio quelli dei 70s.
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
Allora, secondo me il parametro più importante è quello riguardante la riconoscibilità di un'artista/band. La capacità ovvero di dire qualcosa di unico, personale, capace di fare affermare all'ascolto: "Ehi, questo è sicuramente Pinco Pallino!", la corrispondenza biunivoca tra autore e prodotto. Essa può coincidere con la novità o il rinnovamento di un genere/stile musicale: i Cocteau inventarono il dream-pop e sono per questo inconfondibili, i Sigur, tra gli altri, lo rinnovarono con caratteristiche proprie e sono parimenti inconfondibili. Ascolti i Clock Dva e non possono che essere loro, stessa cosa per i Pere Ubu, i Velvet Underground e chi più ne ha più ne metta. La riconoscibilità deve riguardare anche il singolo lavoro nel contesto di un'intera produzione: annessa alla riconoscibilità l'originalità. Non si possono fare 1000 dischi uguali, pur nella direzione di uno stile riconoscibile. Mi hai parlato di Draft 7.30 degli Autechre, se non erro. Secondo me è un mezzo disastro. Li hai ascoltati gli altri? Ottimo e innovativo Incunabula, buono Amber, ancora riconoscibili Chiastic Slide e Tri Repetae, ma dopo sono tutti uguali e monotoni. Non ne escono più, ormai sono limitati dalla speculazione industrialoide. "Untilted" suona come "Draft", non c'è più innovazione di genere. Spesso inoltre chi rinnova uno stile può superare anche il punto di riferimento, non c'è corrispondenza tra scala di valori e cronologia. (...)
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
Riporto di seguito estratto da scambio epistolare con l'amico catanese sui principi della buona musica (evviva la violazione della praivasi... vabbè, tanto non avevo scritto nulla di compromettente! :D)