Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7754 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Brutto gay di un fest, io mi attengo e mi documento. Non ho espresso un'opinione sugli Husker, ho solo etichettato. Tiè.
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Iridino! Ma dico, non capisco: pensavo, dal fatto che non rispondevi ai miei post, che mi ignorassi. Qui invece non mi ignori affatto, anzi, mi becchi pure dandomi un votaccio. Sei cattivo e strano. Mi ricordi il Berlusconi dell'ultima campagna elettorale: lancia dardi da Vespa a chi glie pareva, ma poi non voleva il confronto. Boh? Comunque dopo che ho scoperto la tua anima così dolce e petalosa so cosa volevi dire nel tuo post: ti ho toccato Simon Le Bon e la tua sensibilità ne ha risentito. Per questo mi scuso e mi riaggiorno alle tu prossime perle (senza contraddittorio)... smack!
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
E che vuoi, rispondo a quel baluba di Geenoo. Ennò, fidia, mettiti d'accordo tu ora. Non puoi dire che la darkwave è degli '80 come lo shoegaze: in un caso arrotondi per eccesso in un altro per difetto. Ti potrei dire, appunto, che lo shoegaze ha il suo picco nei '90, ché guarda caso, il capolavoro incontrastato, "Loveless", è del 1991. Eh, geeneggi anche tu, no, no.
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Nell'ordine di intervento: @ Ghemi: il voto al disco non c'è perché nelle recensione ho voluto dire che questa era, nella sua manifestazione popolare, è stata ingiudicabile, nella misura in cui dischi come questo sono da interiorizzare, senza magari un grande valore storico, ma di valore affettivo perché legati ad un mood malinconico strettamente legato a quell'epoca che si può amare o odiare; @ sfasciazzo: meraviglioso, e sulla stessa scia epopaica rimando ovviamente a @ ramona: raf? Ma come si permette? Lei sragioa. Mi mostri il fallo (senza capir male, eh); @ isidoro: smiths anni '80, come New Order, Cars, Roxy Music e molti altri fenomeni new wave, qui ammetto di aver fatto un po' troppa generalizzazione, dato che questi fenomeni citati non erano certo synth pop nel vero senso della parola, ma li ho sottointesi comunque nel calderone; operazione pretestuosa, lo so, però con tutto il bene che voglio a Morrissey e soci, penso che siano stati fenomeni di classe, ma non fondamentali, complessivamente inquadrabili in quella cultura synth pop succitata; @ Mah! e commentatori affini: ripeto, non è stata una recensione in cui dico che c'è stato solo quello, ma che quello era il fenomeno popolare; @ festuca: non fare il gay, per quanto mi riguarda gli Husker Du possono anche aver fatto house, ho ascoltato un solo disco e stavo vomitando; se poi hanno virato verso altre sonorità sta bene, io ho riconosciuto loro l'etichetta per la quale sono riconosciuti e menzionati da tutti. Beh, poi è indubbio che la disamina possa apparire banalotta, effettivamente sulla cosa grava il mio giudizio non del tutto positivo dull'eredità culturale degli '80, che tu credo confuti; @cla e altri affini: attenzione, il mio giudizio sull'importanza culturale degli '80 è negativo, ma mai detto di "odiare" gli '80 e credevo che dalla recensione fosse chiaro: non riconosco alla decade grani meriti innovativi, ma sono comunque anni che mi sono piaciuti, che hanno fatto leva sulla mia sfera emotiva, vivendoli e rivivendoli. Non è un conflitto insanabile, è un po' come la storia di "Take my breath away" dei Berlin: per me è un pezzo orriile, ma lo ascolterei duemila volte. Ragione e sentimento possono convivere.
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Senti, non riesco a esaminare con attenzione tutte le minchiate che hai scritto: ho visto anche che hai osato parlare di Oldfield, che negli '80 ha fatto cacate mostruose dopo aver scioccato mezzo mondo nei '70 con "Tubular Bells" e "Hergest Ridge" sulla stessa scia, e che hai avuto il coraggio di parlare anche dei Clash, sui quale devi farti bacchettare anche da un non esperto del settore: ammettiamo pure che la rivoluzione culturale-musicale della seconda metà dei '70 a contenuto punk-rock abbia dato i suoi frutti, chissà, negli '80, ma il manifesto generazionale degli stessi è "London Calling", che, ironia della sorte, è del '79, tanto per darti uno smacco morale. Hai fatto una lista della spesa dove hai messo autori dei '70, new-wave (il che convalida il contenuto della mia recensione) e fenomeni isolati (Enya? Con tutto il bene che le voglio non credo abbia cambiato la storia della musica, e per favore... è dall''87 che circola, quindi non puoi fare pentole e coperchi includendo ora negli '80 chi ha fatto proseliti nei '90). Il gioco degli autori degli '80 è una seimpatica minchiatella, ma non fa altro appunto, che attestare che di rivoluzione non ce n'è stata manco mezza.
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Me l'ero persa questa tua ultima perla. A parte il fatto che citi un sacco di gruppi synth, la cosa più inesatta e che decreta la tua sconfitta carca di ludibrio è la serie di citazioni di artisti dei '70. Ma dico: Tom Waits? Aerosmith? Joy Division? Springsteen? Eno? Ti rammento che il fatto che questi autori abbiano "continuato" la loro carriera negli '80 dopo aver iniziato prima non giustifica il fatto di dire che sono '80. Cioé; Eno ha scritto Before and After Science e music for Airports nella seconda metà dei '70, e questo mi dice che è '80, se ne leggo un'altra così svengo
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
(...) Su certi sottogeneri del metal (non l'heavy in sé di certo) e sul rap, si può certo palare di prodotti eighties', ma in ogni caso, dopo tutta questa
lunga confutazione, puoi tu parlare di rivoluzione musicale? Puoi parlare di comparsa di nuovi generi, di riaggiornamenti di stili, ma una rivoluzione
non è quella che sottointendi tu, manco per niente. La rivoluzione musicale possono averla fatta fenomeni di portata mondiale come Chuck Berry, Beatles,
Zappa, Eno, Kraftwerk, in grado di cambiare tutta una vision musicale: da quando Berry s'è inventato Johnny B. Goode, tutto il mondo musicale ne ha risentito,
quando i Kraftwerk hanno dato ala luce i lavori dei '70, la musica electro-dance si è affermata come fenomeno internazionale, Zappa ha codificato un
linguaggio musicale di importanza seminale: lì è stata la rivoluzione, non negli '80 per i rappers e i metallari thrash, che semmai hanno aggiornato i loro
generi, non una vision globale. Tra l'altro negli '80 ci sarebbero da citare altri fenomeni come il dream-pop (i prodromi dei Cocteau Twins, che adoro)
e il grunge (anche se paliamo più della fine), ma anche in questo caso non si può certo parlare di rivoluzione. Poi, tanto per fugare ogni dubbio, ti avverto che
queste mie elencazioni non sono certo volte a citar nomi sulla scia del presunto discorso "ma dai, nei '70 c'erano le band rockkkk, negli '80 no", nei '70
c'era molta più sperimentazione degli '80, è questo il punto: non c'entra il solo blasone del nome. Schulze ha preso i sequencer e ne ha fatto quel che
ha voluto, Eno ha inventato una sorta di rockabilly elettronico, i Velvet Underground, beh, non stiamo manco a scaruffare, ché la storia è trita.
Anche in Italia la faccenda è netta: nei '70 Battisti, Battiato (versione seprimentale), De Gregori, Guccini, De André, Conte, PFM, Area, Banco, Orme, e negli '80
l'elenco che ha fatto iside, ma con tutto il rispetto per fausto rossi, che comunque ha fatto il suo buon lavoro, oltre quello c'erano appunto Ruggeri e Vasco,
o i nomi dei '70 senza più granché da dire. Non è un caso che Battiato in questa aporia di dei sia iuscito a infilarsi con grande facilità pur non
importando alcuna innovazione musicale. Indi per l'ennesima volta ti dico: non fare il raffinatone. Tu quando ascoli "Take on Me" pensi alla ragazza del
baretto che era lì lì per dartela, è questo che ti commuove degli '80.
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Prima fatemi rispondere a quella cucuzza spelacchiata di Geenoo. Innanzitutto col polverone delle parole hai seppellito
il punto di partenza, che era, a prescindere dalla questione "rivoluzione musicale o meno", riconoscere cosa fosse popolare negli '80
e riguardo questo ti ripeto che il fenomeno popolare, che è quello che ho affrontato, è stato quello rappresentato da Spandau etc con dovuto
corredo di moda danzereccia succitata, e quindi a prescindere dalla considerazione o meno del fatto che vi sia stata una rivoluzione,
io ti dico che non puoi muovere una critica alla recensione sulla base del fatto che gli anni '80 sono altro, se dico esattamente che sono stati
altro, ma a me interessava ciò che è popolare, a meno che tu non voglia ora sostenere che di popolare c'era altro, ma francamente pur ravanando
nell'ignoto mi sembra un'impresa voler trovare lo stesso ventaglio di miti musicali della decade precedente. A questo punto mi riallaccio alla
faccenda della rivoluzione musicale: non concordo manco lontanamente, brutto freakkone. Perdiamo pure tempo ad esaminare uno per uno i genres che
hai citato, tanto per farti accorgere del tuo scempio: circa i campionamenti e l'elettronica, la rivoluzione, appunto c'è stata nei '70, e non farmi
stare ore a citarti tutto il Krautrock, i cosmici, le follie di Eno, e tutto il codazzo degli epigoni di Stockhausen; inoltre di campionatori erano
pieni anche gruppi rock in grado di utilizzare gli strumenti in maniera più sapiente di certi personaggi degli '80: King Crimson, Genesis, Pink Floyd.
Rock e hard rock manco li commento, di nomi ne ho fatti anche troppi. Ti chiedo venia se magari non mi sono occupato della sezione hard nei precedenti
elenchi, per cui ti butto qualche asso, tanto per: Led Zeppelin, AC/DC, Kiss, Aerosmith. Poi mi devi dire a chi ti riferivi. Circa il synth, beh,
la recensione parla appunto di quello, e fa un mixage con il pop di cui parli con attenzione nei confronti dei luoghi disco, e proprio riguardo a questa
tua ultima citazione ti dico che la musica da discoteca negli '80 è un aggiornamento di quella dei '70: di qui a parlare di rivoluzione ne passa.
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Ovviamente volevo dire "Non andrete in giro a dirmi che NON si visualizza"... Per me, appunto, gli '80 popolarmente sono stati quello, quello era il fenomeno di consumo, ed era certo meno impegnato di un fenomeno di consumo come i Pink Floyd o i King Crimson dei '70. Circa i Buggles, beh, effettivamente sono a cavallo, ammetto che "ci stanno dentro" certo meno degli a-ha. E Geenoo, mi raccomando, non fare lo snobbone parlando di rivoluzione musicale: l'hai detto anche tu, ti piacevano le lunghe nenie malinconiche. E dillo che volevi fare l'urlo di Tarzan come Baltimora e passavi anche ore ad allenarti con tanto di camiciola macha sbottonata.
Orchestral Manoeuvres in the Dark Organisation
Voto:
Ma guarda un po' chi è uscito: quel minchiazza di geenoone! Beh, fugo ogni interpretazione: mai detto che sia stato il decennio "solo" dei gilet e compagnia. Anzi, il messaggio della recensione speravo fosse chiaro: gli anni '80 sono stato altro, e ho citato difatti, tanto per dire, Siouxsie e Hüsker Dü (ma avremmo potuto parlare degli Smiths, dei My Bloody Valentine, dei New Order), il punto è che, ripeto, il fenomeno popolare degli '80 ha coinciso con quello su cui mi sono soffermato: il synth-pop e perché no, le spalline e i capelli cotonati. Certo, io posso fregiarmi di averne vissuto solo la seconda parte, ma non andrete certo in giro a dirmi che quando si parla degli '80 la prima cosa che si visualizza è l'eterna lotta tra gli Spandau Ballet e i Duran Duran o quel frou frou di Almond che fauneggia mentre canta Tainted Love... Geenoo, suvvia, non fare il freak oltranzista e sii sincero: altro che rivoluzione musicale, tu strabuzzavi gli occhiucci quando il tuo Brian Ferry intonava "Slave to Love", suvvia. E poi, so che riulterò impopolare, ma la storia della rivoluzione musicale degli '80 non la bevo: per me non c'è stato certo un fenomeno di una tale portata. Certo, ora mezzo mondo mi scriverà dicendo: "Ma come, e il mitico apocalyptic finto-rock dei Zuzza Sudazza dove lo metti?"; ok, se vuoi ce lo metto, ma diamine, tra i '60 e i '70, nel giro di meno di una decade abbiamo visto Eno, Doors, Velvet Underground, Soft machine, Pink Floyd, Who, Springsteen, Zappa, Dylan fare di tutto e ora parliamo di rivoluzione musicale degli '80? Per me è un discorso improponibile. Ripeto, è stato un fenomeno intimo, personale, sensazionale quello degli '80. Ma i miti erano modesti.