Voto:
ecco la migliore recensione esistente di questa monnezza: "a squadra della compagnia delle indie, capitanata da un ronaldinho drammaticamente sovrappeso, vive e prospera beata nel suo ritiro in mezzo alla giungla. il tempo trascorre leggiadro, intervallato da scherzi da camerata fascista, le gare a chi ce l'ha più lungo e le pomate intime ustionanti, rituali mistici in puro stile hippy e quadretti familiari consoni alla borghesia ottocentesca, con tanto di cani domestici a contorno. insomma la risaputa società dorata dei maya. all'improvviso questo idillico avamposto autoctono viene attaccato e semidistrutto dall'arrivo di bruttissimi e ferocissimi barbari. in realtà sono indigeni identici ai nostri eroi, ma assai più cattivi: è arrivata la juventus dei maja. ne nasce un derby senza regole, all'ultimo sangue. nonostante le finte di ronaldinho, grasottello ma ispiratissimo, i nostri vengono umiliati, derisi, uccisi o catturati: solo il primogenito del gaúcho e la moglie, in stato interessante, riescono a salvarsi, precipitando volutamente in una depressione carsica di quindici metri. dopo la cattura inizia una lenta via crucis in cui la squadra viene sottoposta ad un allenamento zemaniano: lo stopper riesce a resistere a quindici minuti di impiccagione, ma poi stranamente muore. nel tragitto la piccola strega di the ring, per di più lebbrosa, la maledice. arrivati in città una folla di zozzoni, zoccole ed esaltati riempie i giocatori di sguardi di sfida, sputi e insulti, e nel contempo dipinge, sui loro petti nudi, con una tempera blu, la maglietta della francia. la città è splendida, il gioiello della cultura locale: il tempio del sole giustamente ricalca l'architettura dell'empire state building e tutto il resto assomiglia all'enorme mercato del cairo. i nostri vengono condotti in cima al tempio, da dove, ad intervalli regolari di tre secondi, ruzzolano giù teste umane: alcune regolamentari (size 5), altre un po' piccoline (size 4, magari le usavano per il calcetto), che comunque si insaccano inesorabilmente in rete alla fine della scalinata. dopo aver cotto alla brace il cuore di tre fluidificanti, il sacerdote e lo stregone, in preda ad una crisi epilettica, aizzati da una folla di rapper scatenati e da un bambino obeso, si apprestano a sacrificare anche ronaldinho: ma all'improvviso si diradano le nubi e un'eclissi solare, totale, della durata netta di ben venti secondi, calma gli animi e sazia la sete di sangue. i sopravvissuti vengono trasferiti al campo di allenamento e sono costretti ad eseguire il test di couper per poter fuggire. mentre corrono a zig zag una pioggia di frecce, lance e pietre tenta di ostacolarli. nemmeno alle olimpiadi s'è vista gente con tale mira. tutti morti: solo ronaldinho ce la fa, ferito, stoico, indomito, deciso a raggiungere i suoi cari ancora prigionieri del maledetto pozzo. una premura in realtà eccessiva, perchè la moglie gravida e il figlio mostrano una magnifica carnagione anche senza bere da giorni; per di più si cuciono le ferite con le teste delle formiche e uccidono una scimmia a bastonate. le casalinghe maya hanno mille risorse. nasce un infinita caccia all'uomo. ronaldinho gaúcho, trafitto da parte a parte da due dardi, in zone non mortali (il cuore e il fegato), si rifugia sugli alberi. esausto, sta quasi per farla franca: un ruggito lo sveglia. una pantera nera, che chiamerà giustamente giaguaro, lo osserva dal ramo di rimpetto. lo costringe a scendere e lo insegue per chilometri. tutti sanno che partendo alla pari l'uomo ha più scatto di un felino, è alla distanza che la pantera rinviene sfruttando le sue famose doti di mezzofondista: in effetti dopo un'ora e mezza di corsa, all'altezza di maratona, il felino sta quasi per azzannare il gaúcho... ma interviente uno degli inseguitori che ci rimette la testa. la belva viene uccisa, e mentre i sicari intavolano un simposio su quel presagio funesto, gratuito perchè hanno ucciso una pantera e non un giaguaro, ronaldinho scappa. sta q