Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7755 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Aphex Twin Selected Ambient Works, Vol. II
Voto:
Eheh, testone di nome e di fatto. Prescindendo dalle provocazioni opinabilissimi su Mozart, che tra l'altro sono le cose che mi scandalizzano di meno in questa tua recensione, ci sono un paio di impressioni contestabili; innanzitutto la notazione circa l'incapacità o la riluttanza a scavare nel profondo di Aphex non mi sembra granché significativa, credo che la sua musica non si sia mai prefissata questo scopo per definizione: lavori "ambient" che da tali traducono in nuce la concezione di una musica riempitiva che non si prefigge lo scopo di essere "sentimentale". Che poi Richard abbia fatto il furbastro chiamando "ambient" una musica che sapeva essere meno corniciale di quanto dichiarava è un altro paio di maniche, oggetto di una disquisizione interessante in cui potremmo anche impelagarci, ma senza certezze precostituite. Circa il terrorismo musicale degli ultimi tempi, opinioni tue, tra l'altro sibilline, in quanto non è ben chiaro il concetto in sé: magari poi spieghi cosa intendi. Ammazza, quante certezze!
Fabrizio De André Creuza de mä
Voto:
Sulla "mediterraneità" del disco si è discusso credo abbastanza: l'ottima recensione di Grass faceva appunto riferimento a come questo disco abbracciasse la cultura mediterranea tutta per gli intrecci storici che avevano legato Genova al bacino del Mediterraneo, tali da modellare dialetto e cultura della città stessa; ciononostante credo che al disco vada riconosciuta innanzitutto la sua anima ligure per il carattere evocativo di quelle immagini (visive e musicali) che appartengono sì idealmente ad una macchia mediterranea, ma sono legate realisticamente alle terre amate da De André.
Avril Lavigne Under My Skin
Voto:
Bisognerebbe leggerli sti messaggini privati, ma poiché non sono un mandrillone non insisto. Però vi amate lo stesso, a mio parere
Wim Mertens Jérémiades
Voto:
Amico mio, rilèggiti. <<<la produzione per piano e voce (o, con un po' di fortuna, per solo piano) è la sola, di Mertens, che valga la pena seguire. Gli interminabili cofanetti di quella sgraziata musica da camera con la quale sta facendo il suo apprendistato in pubblico li lasciamo volentieri ai fanatici e ai collezionisti.>>> Ora poiché "Maximizing" e "Struggle For Pleasure" non sono per piano o piano e voce (talvolta manco c'è del tutto il piano, come ad esempio in "Circles"), ammesso che tu non ti riferisca ad essi quando accenni alla sgraziata musica da camera, li escludi comunque dalla "musica che vale la pena di ascoltare". Indi si ritorna al punto precedente: la recensione è un mezzo casino. Ma noi non ci eravamo visti da qualche altra parte? Beh, allora sei recidivo. :)
Avril Lavigne Under My Skin
Voto:
Io non ho chiarissima la vicenda, ma complessivamente, dopo una basilare disamina sostengo che voi, Pattybloom e Punisher, vi amiate.
Klaus Schulze Cyborg
Voto:
...lunga vita a Plank e Kaiser! :) Ciao
Klaus Schulze Cyborg
Voto:
No, no, mai detto che dovesse limare o fare musica più pacata: semplicemente avrebbe potuto destrutturare l'idea da investigare in più direzioni. E' tutt'altro che limare, è il contrario. Ma sta benissimo anche il tuo punto di vista, d'altronde parliamo di qualcosa di molto controverso, musica difficile e impervia: ci stanno tutte le opinioni, e in fondo l'importante è riconoscere l'importanza di questi lavori, cosa che facciamo entrambi... mica è poco! :) Géza, Géza... invece di rinfacciare paragoni improbabili perché non li ascolti questi dischi così magari ti fai un'idea personale? O è roba troppo scoscesa per le tue orecchie avvezze al dream-pop? D'altronde, Schulze mi piace parecchio, o non ne parlerei così bene dandogli tra l'altro il massimo dei voti. Su, torna qui quando sarai più preparato :)
Klaus Schulze Cyborg
Voto:
Ma no, no, anzi Ondarock e Scaruffo lo incensano abbastanza: picchiano duro forse riguardo a certi dischi in fotocopia degli 80's. Tra l'altro ho ascoltato l'ultimo, "Moondance": ammazza quant'è logoro e riciclaticcio, è ovvio che si sia esaurito. Detesta il tempo, yeah, ma è legittimo per chi ascolta poter affermare un certo senso di estenuazione. Per dire: le poche note essenziali dell'organo di "Ebene" sono magnifiche ed esaltanti, ma avrebbero potuto arricchirsi di qualche idea in più, senza dover costringere Schulze a mutare la sua sostanziale idea di temporalità: eppure il tedesco indugia sempre su una sola struttura melodica estenuando non di rado musica e ascoltatori "medi" come me :)
Klaus Schulze Cyborg
Voto:
Certo, certo, è tutto premeditato, e le orchestre di 30 elementi di Klaus certo non sono un dettaglio. La classe c'è, ma secondo me si sopravvalutano le doti musicali. Sulla questione "noia-non noia", in un certo senso ti ammiro, perché a me piacciono molto diversi passaggi di Irrlicht, m provo estenuazione in più punti e mi accorgo quidi che le mie orecchie non hanno facoltà di resistere a certi ascolti. :) Da questo punto di vista ripeto che sono più accessibili i lavori più elettronici come Timewind, che pur pesanti ancora nel minutaggio si presentano più intriganti nelle variazioni minimalistiche. Circa il carattere wagneriano dell'opera di Schulze, se non lo conosci (l'esperto krautomane sei tu, ma non si sa mai!) ti consiglio di ascoltare "Voices Of Syn" di "Blackdance", esperimento davvero unico dell'intera produzione schulziana. Straniante.
Wim Mertens Jérémiades
Voto:
..."la voce fa torto al pianoforte": guarda caso sceglie uno dei dischi più cantati da Mertens, snobbando "The Fosse" di 4 minuti di "Maximizing The Audience", ove Mertens canta pochissimo in 70 minuti complessivi. Mah.