Eneathedevil

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Youssou N'Dour The Best Of Youssou N'Dour
Voto:
Minchia, Jay Chou! Ehi, non male come idea anche questa, ma a parte il tipo alquanto tamarro, mi permetto di dire che nel suo caso c'è ancora un "work in progress": il ragazzo si deve fare, direi, e il paragone con la world music secondo me ci azzecca poco... un bacio cooly, e stasera mi raccomando, tra un gol di Alex e l'altro, un'occhiata a Maria Giovanna Salma...
Youssou N'Dour The Best Of Youssou N'Dour
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...E su questa base mi ricollego al discorso sulla Makeba: ho appena letto che ha vinto un grammy award al pari di Youssou, e trent'anni prima di lui, mica cazzi. Non conosco la sua musica e dovrò approfondire di certo, ma da quello che ho letto mi sembra di poter affermare che anche lei è, come è normale che sia per una cantante degli anni '60, un'interprete. Insomma, una cantante che presta la sua voce all'esecuzione, vuoi che lo faccia in lingua madre, vuoi che lo faccia in inglese o in non so quale altra lingua. Da tale, quindi non può avere applicato quel consapevole processo di rielaborazione della musica autoctona come ha fatto Youssou, e anche in questo caso, quindi, non rimango convinto. Sempre più idoneo Youssou secondo me ;) Altri nomi?
Youssou N'Dour The Best Of Youssou N'Dour
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Andiamo a te, baby Trell. La Sumac la conosco, la Makeba no. Con la Sumac me la sbrigo velocemente, perché conoscendola ti posso dire che è pur vero che la sua fama è arrivata un po' in tutto il mondo: Tokyo, San Francisco, persino Napoli... beh, un successo mondiale. Quindi se da un punto di vista della fama il paragone con Youssou può reggere di più (anche se sfido a fare un sondaggio chiedendo se la gente conosce più il senegalese o la peruviana ;D), dagli altri punti di vista sopra citati non me la sento di condividere per niente, dato che la peruviana si è "limitata", seppure con tournée in tutto il mondo, a cantare le sue canzoni in peruviano, o comunque non attuando di certo quel sincretismo così consapevole colto creato da N'Dour. E' stata semplicemente un'interprete.
Youssou N'Dour The Best Of Youssou N'Dour
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...aggiungo, il titolo dato a Youssou di "esecutore dell'esperanto" ovviamente, laddove non fosse chiaro, gode di un bel po' di licenza letteraria: non c'è di certo nesso oggettivo tra Zamenhof e N'Dour, solo un'interpretazione storico-culturale: credo che per un messaggio di coesione tra le culture sarebbe lui la persona adatta a livello musicale, per la sua discreta notorietà, per il sincretismo tra cultura africana e euramericana, per la rielaborazione consapevole e personale della propria musica attraverso gli stilemi musicali commerciali ;D
Youssou N'Dour The Best Of Youssou N'Dour
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Oh, bellissima questione suscitata, rispondo subito: innanzitutto devo ahimè quasi sicuramente deludere il nostro Sig. Nessuno, dicendogli che non conosco assolutamente cotesto Tourè (a differenza ovviamente di Cooder), e pur non volendo assolutamente avere la presunzione di essere la persona il cui metro di giudizio deve essere quello universale, mi chiedo se il paragone in termini di notorietà può starci. E già, in questa recensione mi sono riferito al personaggio in questione proprio per la sua fama, perché, permettete la banale ovvietà del discorso, per comunicare un messaggio è necessario farsi conoscere, e credo di poter avere la presunzione di dire che il Tourè della situazione, non godendo di una fama alla stregua di Youssou, non possa fregiarsi di titolo di esecutore del messaggio di Zamenhof. E' un discorso banale e pacchiano quanto si vuole, ma purtroppo è così: i comunicatori comunicano in virtù della fama e della conoscenza di cui godono, tutto qua. Che poi le qualità musicali del Touré siano alla stregua se non migliori di quelle del senegalese è, ahinoi, un altro paio di maniche, che purtroppo non c'entra con la questione suscitata dalla recensione. Comunque buona osservazione
Bob Dylan Live a Bologna 10 Novembre 2005
Voto:
...ah, poi ammetto umilmente di non averlo mai visto sotto il palco, ma solo in tv, quindi può anche darsi che voialtri abbiate colto chissà quale forza magnetica dal vivo che a me non è dato cogliere, per carità... non a caso ho parlato di parere personale e ho creduto al recensore dandogli un bel 5
Bob Dylan Live a Bologna 10 Novembre 2005
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...Guevy! Oh, caro, finalmente un bell'alterco come si deve, almeno nelle intenzioni, perché devo ovviamente dirti che è ovvio che tu sei un dylaniano molto più dylaniano di me, quindi presumibilmente hai le tue ottime ragioni a prescindere. Io mi limito semplicemente a dire che il Dylan che ho visto in riproposizioni video (Bologna e Portland tanto per dire, ma anche qualche video promozionale, perché no) mi sembra tremendamente compassato dall'età, mi sembra logoro. Non è un dead man walking, per carità, ma secondo me un tipo di 64 anni che ha dato tanto alla musica potrebbe appendere l'attrezzo al chiodo, e finirla, come accenna Antimo, di utilizzare una voce che non é più quella di un tempo, ovviamente. Sulla fine della vena creativa, vabbè, quella è un'altra ovvietà. Secondo me ha più ragione un Densmore quando dice che arrivati ad una certa età è meglio tirarsi da parte e non offrire più un prodotto mistificato, di un Mick Jagger quando dice di voler continuare a cantare e suonare col catatere in valigia finché morte non lo separi dalla terra. E Dylan non è certo un giovinotto fresco e giovanile come McCarthney, eh. Baci, eh... non fare il cattivello ;)
Bob Dylan Live a Bologna 10 Novembre 2005
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Caro anonimo, bel resoconto molto vissuto e personale. Mia opinione, Dylan "potrebbe alla sua età appendere quella meravigliosa giacca nera e starsene in casa a scrivere barzellette"... lo facesse, secondo me non sarebbe un delitto: ormai i suoi sguardi sono appunto troppo "annebbiati" per poter vederci dentro la scintilla di un tempo, la vena si è pressocché esaurita, il fisico non credo gli permetta più tante di queste esibizioni. Avec le temps...
Pink Floyd Live At Pompeii
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Interessante perché a pochi mesi dal capolavoro di TDSOTM, intriso di quell'aria di nuovo corso musicale che avrebbe di lì a breve soppiantato buona parte della spinta psichedelica dei tempi di Piper e Ummagumma. Bel resoconto, ti saresti potuto soffermare un pelino di più sulla situazione umana dei PF descritta nel dvd, non solo su quella musicale: le considerazioni di Gilmour, il trambusto goliardico della sala-prove, i quattro seduti al ristorante (unico accenno)mentre fanno schifezzuole assortite; la dimensione umana, quindi, di un gruppo che secondo me ha avuto sempre poco "carisma", a differenza di quello che tu dici, mai capace di comunicare col pubblico attraverso la propria presenza, ma solo attraverso la straordinaria musica e gli effetti mirabolanti dei live.
Adriano Pappalardo Oh! Era Ora
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Eh eh, luca, sper me le conoscenze su Battisti sono un must! ;D Riguardo le collaborazioni con Minghi, Zucchero e c'infilo anche Mietta, si vede però che si tratta di un'"intrusione" (soprattutto nel caso di Zucchero) di Panella nelle consuetudini lessicali dei cantanti in questione; sugli altri ti do ragione, a ma è da notare come ultimamente nel mercato musicale i soli Tiromancino "tirino" un po', plasmando le coscienze popolari molto meno dei meneguzzi e dei Nek. Mi ricordo ancora del San Remo 2000, uno dei pochi ad avermi soddisfatto un po' con la giusta celebrazione degli Avion Travel come vincitori dello stesso: nella classifica demoscopica di sto cazzo tra i primi c'erano certi cantanti che manco ricordo, mentre unidcesimi c'erano gli Avion Travel, e guarda che coincidenza, tra gli ultimi posti Gazzè ("il Timido Ubriaco", con tutte le sue deformazioni semantiche) e Bersani (con "Replay" credo addirittura TERZULTIMO): la giuria, sia lodato il Signore, tanto messa in dubbio perché guidata dal vecchio Mike Bongiorno, ribaltò totalmente il risultato alla facciazza del popolino idiota: primi Avion Travel, tra i primi 5 Gazzè e Bersani. A riprova di quanto detto.