Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7755 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Indians Sacred Spirit
Voto:
I dati anagrafici riportati sono falsi STOP ho utilizzato un personaggio inesistente per esprimere la mia difesa dei generi orecchiabili STOP non mi piacciono quindi masini vallesi eccetera ma ritengo questo un disco gradevole come per alcuni possono risultare gradevoli masini vallesi per lo stesso motivo STOP smuack STOP cha cha cha STOP
Pink Floyd The Dark Side of the Moon
Voto:
Opinione non condivisibile. nel profondo, e anche in superficie c'è un affresco a tinte forti dello stato brado di allucinazione che caratterizza l' uomo contemporaneo. L' estetismo c'è forse solo in parte in The Great Gig e Us And Them, ma sono divagazioni che ci stanno, forse anche più di esibizioni di Wright come Sysyphus e di Waters come Grantchetster Meadows, tanto per parlare di Ummagumma, dato che è stato citato. "Time" è un capolavoro, ad esempio, mentre "Brain damage" dice di Waters e della sua alienazione più di quanto dica l' intero "The Wall". Poi ripeto, l'atteggiamento veryoriginalprehistoria non ci sta nella misura in cui dice giustamente Zion: "Per me non è il migliore dei Pink FLoyd, preferisco "The Piper..." e "Ummagumma", però non riesco a dargli meno di 5 :)"... saranno meglio i precedenti nel proprio giudizio personale, ma di qui a svalutare DS ce ne passa...
Pink Floyd The Dark Side of the Moon
Voto:
Beh, veramente DS va ascoltato anche e soprattutto con la mente
Pink Floyd The Dark Side of the Moon
Voto:
Vedo che vi state divertendo coi seimpols... comunque il migliore è quello di Breathe :) Sallu, ma stiamo scherzando? Capisco il giudizio di nicchia, ma dire che le canzoni non ci sono mi sembra esagerato. Poi non capisco da che punto di vista non ci sarebbero: dal punto di vista del contenuto "The Dark Side" misembra un po' piùpregno di "The Piper" e altri, musicalmente credo che di canzoni si possa parlare più qua che in altri. Secondo me l' atteggiamento veryoriginalprehistoria-verycommerc ialcagatinposterior è una montatura.
Indians Sacred Spirit
Voto:
@ Kosmo: ma insomma, non è che anch Trudell fosse poi tanto raffinato! Diciamo meglio che i veri canti dei nativi sono i veri canti dei nativi, quelli in edizioni speciali ad ora introvabili (qualcosa in particolare sui Cherokee e Apaches)
@ Mago: Ma sei sicuro? Secondo me sbagli! Forse è spuntato qualche pezzo durante qualche sfilata, ma generalmente la colonna di Nonsolomoda è sempre stata da alcuni anni a questa parte "Struggle for Pleasure" di Wim Mertens, se ti riferisci alla sigla e al jingle della pubblicità
Indians Sacred Spirit
Voto:
Allora, debasers, qualora non risultasse evidente dall' ultima riga di testo, questa recensione è assolutamente FITTIZIA. I dati anagrafici riportati quindi in cima sono falsi come la mozzarella delle pizze, per cui non mi chiamo Alessandro, non suono, non vivo a Trieste, non mi piacciono i "melodici" bla bla bla blu blu. Chiarisco quindi per coloro che hanno postato per la prima volta nelle mie recensioni, anche per la Kosmo, per la quale mi dispiace se si identificava un po' nelle prime situazioni (vuol dire che non abbiamo molto in comune :P)... L' idea di fondo è pero generalmente vera, e per rendere il messaggio attuale ho semplicemente messo in bocca ad un personaggio "normale" una serie di considerazioni che sento bene o male "mie". Innanzitutto il grado di orecchiabilità di un lavoro, che fa sì che l'ascoltatore poi non possa mentire a se stesso se si mette a canticchiare induttivamente un pezzo appena scoltato anche se ritenuto non valido. Ben prescindendo poi dal fatto che Carboni, Antonacci e Vallesi mi fanno alquanto senso, con la mia rece spezzo un lancia a favore del pop e di quei generi come world music e new-age che qui su Debaser sono un po' maltrattati. Non faccio un' apologia tout court del GENERE, dato che la new-age ideologicamente parlando mi deprime, e certo pop, soprattutto quello made in Italy, mi fa senso: è semplicemente un' apologia di LIBERTA' DI PENSIERO. Questo cd rimane "simpatico" in più di un tratto, nulla di che: spesso pacchiano, non ha la forza di un capolavoro, ma non sono ipocrita; mi piace canticchiarlo e metterlo di tanto in tanto nell' autoradio
Pink Floyd The Dark Side of the Moon
Voto:
Rischiamo di dire cose già dette, però io ritengo che Dark Side abbia avuto tra i suoi meriti, perchè no, anche quello di porsi commercialmente dinanzi all' uditorio. Se poi dobbiamo fare un discorso sui meriti musicali allora non ne usciamo vivi perchè è molto difficile che un disco di eccellente qualità abbia mai potuto ambire a grandi successi, perchè è appunto difficile coniugare grande qualità a commerciabilità. Apoteosi e declino, può starci, anche se "Wish you Were Here" nella sua imperfezione formale è per certi versi anche migliore, e sperimentalmente parlando, più convincente.
Pink Floyd The Dark Side of the Moon
Voto:
Inutile sì e no... però è mai possibile che anche se i P.F. sono stati abusati in questo sito, ancora non ci sono recensioni che rendono merito a dischi come questo o "The Wall"? Attendiamo...ovviamente, nulla di personale, Angelo
Eminem The Slim Shady Lp
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Giusto Kosmo, io voto la rece, il disco non ce la faccio :)
Francesco Guccini Stagioni
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Bravo Alex, anche se forse un po' troppo retorico... Ajeje, grandiosa analisi, concorda anch'io in una certa attitudine manicheista del buon Guccini, che a suo tempo fu sicuramente un po' "totalitario" nel suo dogma. E' pur da dire che il personaggio va contestualizzato nel periodo tumultuoso dell' epoca, ben tenendo presente che la sua canzone è sempre stata certamente più parziale e di "partito" di quanto non fosse quella di De Gregori, Dalla, Fossati, pur parimenti inquadrati nella stessa ideologia. Bravissimo, concordo