Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7754 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
David Lynch Una Storia Vera
Voto:
Ommamma ommamma, quante corbellerie. Con calma. Innanzitutto, Straight, con tutto il rispetto, in ogni frangente di ammorba con qualche parabola. A partire dall'incontro con l'autostoppista incinta in crisi col mondo e con la famiglia (ma è Muccino o cosa?), laddove viene snocciolata tutta la tiritera sugli affetti e sui mazzetti (ma quanto è prevedibile? Parecchio. Eppure non è detto che una storia vera debba essere prevedibile. Anzi, una storia tanto più è vera quanto più è aleatoria), per finire nella cascata di lacrime insieme al compare in occasione dei ricordi di guerra, passando per l'allegro barbecue ove in maniera assolutamente forzata viene inserito uno scambio di battute in cui Straight ne dice un'altra sulla vecchiaia (ecco che spunta la questione "tempistica tv-movie", ma ora ci arriviamo, don't worry). Circa la questione della bontà/cattiveria, mi fai quasi tenerezza, perché non capisco se sei serio o se ti sei fatto semplicemente infinocchiare dalla dimensione che vuoi dare a ciò che vedi. Tu mi parli di manicheismo in Elephant Man: mettiamo pure che sia vero, la mia risposta è "sticazzi". Spero di essermi spiegato. Se non mi sono spiegato ti scrivo in calce che credo non potesse essere diversamente, data la "storia vera" di Merrick. Poi sulle sfumature è una questione inutile e pessimamente affrontata da te. Ti dico: rivedilo. E rivediti proprio la scena in cui uno sgomento Treves chiede alla compagna: "Ma io sono un uomo buono?", interrogandosi sulla sua condotta riguardo Merrick. Ma andiamo a Straight. Ma babbii? Eh, Straight è più vero gnè gnè. Ma cos'è? Vorresti sospenderlo tra bontà e cattiveria perché ha ucciso un uomo? Ma finiscila. E' un buono, punto. Anzi, ammettiamo pure che non lo sia stato in vita: nel film lo è. Dispensa buoni consigli, è saggio, si adopra in uan ricerca affannosa del fratello, tiene in casa la figlia "disabile"... e tu parli di sfumature? E parli pure del fatto che abbia ucciso un uomo? Grazie, l'ha fatto per errore, quindi anche nella sua ricostruzione non può che andare a lui la nostra solidarietà, soprattutto vedendolo affranto.
David Lynch Una Storia Vera
Voto:
Ma un sassolino me lo devo cavare, tanto più che questa me l'ero completamente persa. Dico, c'è stata un'ovazione più compatta di quella che c'è stata per Elephant Man. Ora, a mio parere Elephant se lo magna vivo questo, e non riesco a capire come possa essere altrimenti. Partiamo dal presupposto che c'è stato qualche mammalucco che ha detto che questo è più bello dell'uomo elefante, è meno strappalacrime. Innanzitutto se vogliamo fare una valutazione sulla faccenda della lacrima facile è decisamente molto più lacrimevole questo, roba che capirebbero anche i bambini dell'asilo: un viaggio lungo quanto un'odissea ove ogni singola parola di Straight non fa che fare riferimento ad una realtà emotiva, che sia la famiglia, la giovinezza, la vecchiaia, il tempo che fu, la fratellanza, la guerra e via dicendo. Lacrime o presunte tali ce ne sono pure in più punti, per di più imperniate su certo moralismo qua e là facilone. Elephant è molto più asciutto, Merrick parla decisamente di meno. Ma non volendo riferirci a tale parametro, mi chiedo come può apparire 'sto film 'na chicca, sia per il suo valore in sé, sia soprattutto nel confronto con Elephant Man. Ha un'impostazione tragicamente da tv-movie: tempi, immagini e dialoghi da fiction, ben altra roba rispetto a Merrick, ove la statura di film, per di più in trasognato bianco e nero, è netta e meravigliosamente affascinante. Ma poi, quanta retorica. Ok, è una storia vera (al pari di Elephant, eh, guarda caso), ma diamine, mi snerva in un certo senso questa presunta mossa di giustificazione di ogni banalità del film alla luce del fatto che il film deve essere semplicemente inteso come una "straight story" de qua e de là. Della dichiarazione di intenti di Lynch non me ne può fregare di meno: io guardo il risultato, e il risultato è fiction facilona, seppur ispirata ad una bella storia reale. Salvo Badalamenti (anche qui c'è da ridire: ma quel caspita di Laurens Walking, per quanto struggente, c'è bisogno di ripeterlo 2000 volte? Altro segno di intento di messaggistica facilona... e stavolta non c'entra niente la storia di Straight), Farnsworth e l'asciuttezza delle poche parole (finalmente niente fiumane Mulino Bianco's style!) tra i fratelli Straight nell'incontro finale. Più della sufficienza non riesco a dare. Questo per rispondere a un certo mammalucco che fa le classifichine ad uso delittuosamente personale sui lavori di Lynch.
Albert Niland Dirty Day
Voto:
Questo è un momento che aspettavo da anni, da quel giorni in cui, dalle parti di "Ovo", conobbi un uomo che più di qualsiasi altro vivente avrei dovuto adorare come mentore di sani e LUNGImiranti principi. Non voglio sprecarlo con nessuna sicumera, cone nessuna prosopopoea sterile che toglierebbe magia al momento. Solo il mio massimo apprezzamento, indistinto. Per te.
Jean Vigo L'Atalante
Voto:
Avevamo detto, Punisher, che avresti citato le fonti: era questo l'accordo. Fino ad adesso tutto ti ho compreso e perdonato, stavolta hai proprio dimostrato di volerci prendere per il culo. Avevamo detto "citazionismo", e avevi promesso che avresti citato le fonti. Non l'hai fatto -----> Ci prendi per il culo. Non so come spiegartelo oltre. Ti stai inimicando il mezzo mondo che ti era rimasto amico. Andrai in giro a dire che Debaser non ti pubblica? Ma vedi: non è un problema di contenuto adesso: non è un problema letterario che riguarda il tuo personaggio; è un problema che va oltre: ci prendi per il culo. Francamente a me piace anche essere preso per il culo, ma in questa maniera no: non per me, ma perché provo vergogna per te. La provo perché tu non ne hai: io personalmente, se fossi stato scoperto anche una sola volta a prendere frasi, pur rielaborandole da chissà chi, mi sentirei 'na merda. Mi sentirei 'na merda soprattutto a vedermi affibbiato quel disclaimer da cerebrolesi. Ecco, mi vergognerei e mi sentirei cretino. Ma insomma, fa' come ti pare. Io non peroro più la tua causa, né ti commento più. Ti ricordo tra l'altro che c'è un mondo di altri idioti da prendere per il culo. Stammi bene
Federico Fellini La Voce Della Luna
Voto:
Grasshopper, commentando una recensione di Puzzisher ove veniva stroncato un disco "minore" di Davis, disse che il nostro di era infilato in uno dei pochi spiragli buoni per affondare lo strale; in fondo, qui succede la stessa cosa: il Bang trova uno dei pochi episodi minori di Fellini e ci si butta a capofitto. Diciamo che in parte ha ragione, ed è troppo facile dimostrare che per meri termini cronologici la vena di Fellini non è quella di "Le notti di Cabiria", "8 e 1/2", "La dolce Vita"; ciononostante in questo rimane sempre una visione di insieme geniale, c'è una buona prova di Benigni e Villaggio e una certa "statura". Meno di 4 non riesco a darvi.
Woody Allen Harry A Pezzi
Voto:
Uno dei migliori Allen, inaspettatamente recente. La discesa negli inferi è da antologia. Un crescendo di trovate, un esempio di genio masturbatorio alla pari di Fellini in 8 e mezzo. Fenomenale.
George Cukor My Fair Lady
Voto:
5 ad Harrison
George Cukor My Fair Lady
Voto:
Un must del genere.
Woody Allen Zelig
Voto:
Woody Allen Zelig
Voto:
E', nel suo genere, delizioso. Un gioiellino breve, ma virtuosistico. Mai detto che dovesse far ridere, come qualcuno pensa (anche con le dovute posticce precisazioni). Tra l'altro, quel qualcuno andrebbe bandito da questi luoghi, ma non per faccende di scalamento (in fondo se gli dà gusto ritenere le 3 stelle pari a 7/10, tanto piacere), ma per i metri di valutazione corrotti e proditori. Il punto è: 6,5 a questo? 6,5 a Elephant Man? Costui è un manigoldo. Fermiamolo.