Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7755 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Pan Sonic Kesto (234.48.4)
Voto:
Sì, elettronica acida non è proprio una definizione ottimale, hai ragione. Si faceva tanto per parlare: musica elettrica, comunque. Mah, ajè, se vuoi te lo passo e ci dai un'ascoltatina, così ci pensi su due volte prima di accattartelo :)
Pan Sonic Kesto (234.48.4)
Voto:
Ah, vero, Ligeti, me l'ero dimenticato. :) Riguardo la questione su Schulze, Dio mio, avevo il dubbio che non mi avessi capito e ora ne ho la certezza. Ti ha offeso la faccenda dello sciacquone, eh (e dire che qua c'è sul serio!). Ripeto: la mia valutazione su Schulze e autori consimili deriva da una constatazione ironica sulla natura talvolta un po' troppo ripetitiva e monocorde del fattore riempitivo; per dirla in breve i scherzo un po' su. Ma non discuto il valore, che per me è comunque molto buono. Lo ridimensiono nella misura in cui a Irrlicht non darei 9/10 come fa Scaruffi, ma 8/10, nel senso che riconosco la grandiosità dell'organo di Ebene ma rimprovero un po' l'estenuante minimalismo ambientale di Exil Sils Maria, che parte comunque da un'idea di fondo intrigante. Ridimensiono un po' attraverso l'ironia la qualità di Irrlicht e compagnia. Comunque sta cosa te l'avevo spiegata, sei proprio ciuccio, eh :) E poi come si spiegherebbe che proprio in questo momento sto ascoltando Klaus - guarda caso - e continuo a cercare suoi lavori in maniera imperterrita? Masochismo? :)
Pan Sonic Kesto (234.48.4)
Voto:
Ma anvedi questo... "Eskimo" non gli piace granché e se lo porta appresso pure nella scheda... mah!
Pan Sonic Kesto (234.48.4)
Voto:
Per elettronica acida intendo sommariamente la musica elettrica, il rumore delle scariche elettriche nello stile delle prime sperimentazioni di Karlheinz, roba atonale fondamentalmente
Pan Sonic Kesto (234.48.4)
Voto:
Zaiotto, ti colgo in flgrante: altrove avevi denunciato la pesantezza del tutto, eh! :) Comunque concordo, molto spesso mi colloco anch'io nel mezzo per quello che riguarda la valutazione di certi autori ostici come Schulze, Riley, Stockhausen: in questo caso mi sento un po' troppo infastidito dal volume spropositato dell'opera: ho consigliato "A" ad Ajeje perché a mio avviso è completo tanto quanto questo senza essere così prolisso; qui secondo me i Panzoni hanno indugiato sino al parossismo sulle stesse applicazioni dei dischi precedenti. Quattro ore sono eccessive, e l'ultimo cd è inascoltabile.
Cocteau Twins Blue Bell Knoll
Voto:
Eh. E mollami un 5, allora, tirchiaccio fetente che non sei altro!
Pan Sonic Kesto (234.48.4)
Voto:
Considerazioni tutte sacrosante, ma il problema è che chi contesta quanto ho scritto non stimola una discussione musicale sul disco, cosa che bene o male ho fatto nel definire le tipologie di genere di ogni tasello del lavoro. Questo mi fa pensare, perché temo che il lavoro lo si consideri quindi sommariamente come unicum indissoluto senza entrare nel dettaglio come è doveroso fare per ciò che riguarda un lavoro quadripartito. Divergenze di opinioni, Gonzo, ci mancherebbe, ma aspetto che tu mi dia una delucidazione più chiara su un voto, il tuo, assolutamente non supportato da spiegazione. Dico questo perché secondo me non ci si fotte affatto il cervello, o perlomeno se ciò succede avviene solo nel caso del primo cd, e parzialmente nel secondo: perpiù del 50% del disco il cervello se ne va a nanna nelle lunghe pause di silenzio o scarichette elettriche. Riguardo le obiezioni di Glitch, beh, l'ho proprio spiegato bene perché ho messo due stelle, anzi, la recensione è proprio una dimostrazione di quel voto :) Ovviamente giusta l'osservazione sui finlandesi, ma sulla questione del synth sbagli: non useranno sintetizzatori tradizionali, ma macchinette fai-da-tè che sintetizzano suoni al pari di essi e che loro stessi non possono fare a meno di portare nei loro scarni concerti. Per il resto ripeto: chi dice di conoscere questo disco non ha stimolato alcuna discussione musicale a suffragio della bontà del proprio voto
Devics Devics Live @ Palermo
Voto:
Forza Palermo! Di questi non ho nulla però
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
Sè, vabbè, Puniè. E certo che è dotta la recensione, ci manca solo che adesso su Ludwig non aggiustiamo come si deve il tono. E non c'è sofisticazione, i primi capoversi rendono giustizia ad una condizione, quella di sordità, di cui Beethoven non potè che soffrire in maniera estenuante e di cui reca traccia anche una densa produzione cinematografica e letteraria.
Cocteau Twins Lullabies To Violaine
Voto:
Ah, detto tra noi, michi, a me "Io ballo da sola" fa piuttosto schifo. Per fortuna che c'è Liz. Ricordo sempre che il punto di partenza imprescindibile è a mio dire Treasure, a cui è secondo, sempre a mio vedere, Blue Bell Knoll. Segnalo anche i primi due gotici: un po' troppo naif Garlands, denso e variegato Head Over Heels.