JOHNDOE Bannato

DeRango : -1,16 • DeEtà™ : 2246 giorni

 "Il ritmo del jazz impallidisce davanti alla samba."

 "...certo, si può vivere lo stesso senza aver fatto certe esperienze, ma sinceramente ...lo sconsiglierei."

La recensione racconta la travagliata produzione del docu-film It's All True di Orson Welles, un'opera innovativa e appassionata che ha incontrato difficoltà politiche e produttive. Welles viene descritto come un artista geniale e determinato, profondamente affascinato dal Brasile e dalla sua cultura, soprattutto dalla storia dei jangadeiros. Il film è valorizzato per la sua autenticità e tecniche rivoluzionarie, nonostante non sia mai stato completato come previsto. Scopri la straordinaria avventura di Orson Welles in It's All True!

 Se LA CORAZZATA POTIEMKIN è una cagata pazzesca, DESERTO ROSSO È UN OCEANO DI MERDA!

 Non metto le stelle perché una stella è troppo. Sono ZERO STELLE.

La recensione critica fortemente 'Deserto Rosso' di Michelangelo Antonioni, definendolo il peggior film di sempre nonostante i riconoscimenti ricevuti. L’interpretazione di Monica Vitti è considerata imbarazzante, con dialoghi e scene percepiti come noiosi e insensati. L’autore esprime disappunto per il premio Leone d’Oro vinto dal film, suggerendo che sia immeritato. Il tono sarcastico e severo accompagna un giudizio personale molto negativo. Scopri perché questo film ha diviso la critica: leggi la recensione completa!

 "Un muto grido di dolore che squarcia l’anima mettendo a nudo le anime perdute nell’incomunicabilità."

 "Un film ammaliante e raffinato che snocciola con non-chalance i suoi je accuse sotto forma di aforismi."

La Notte di Michelangelo Antonioni è un ritratto malinconico dell'Italia degli anni '60, focalizzato sull'incomunicabilità e la crisi dei rapporti nell'alta borghesia milanese. Con interpretazioni intense di Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau, il film si distingue per il suo linguaggio innovativo e stilisticamente raffinato. Considerato un capolavoro, ha influenzato generazioni di cineasti ed è parte della cosiddetta trilogia esistenziale di Antonioni. L'opera si rivela potente solo a chi riesce a coglierne il messaggio profondo e la sua estetica minimale. Scopri il capolavoro di Antonioni e immergiti nell'inquietudine dell'Italia anni '60.

 "Cul de Sac è il suo film migliore, dal punto di vista cinematografico."

 "La bocca mi si è aperta quasi subito e si è richiusa solo ai titoli di coda."

Cul de Sac di Roman Polanski è un film grottesco e surreale del 1966 che alterna dramma e umorismo in un valzer imprevedibile. La scenografia e la recitazione di Donald Pleasance e Lionel Stander lo rendono un capolavoro del cinema in bianco e nero. L'opera esplora complessi rapporti umani e dinamiche di potere, conquistando l'autore della recensione e ottenendo l'Orso d'Oro a Berlino. Guarda Cul de Sac e scopri il cinema surreale di Polanski!

 Lo puoi vedere per le sequenze di paura... ma la scrittura è la parte più brutta del film.

 In conclusione, il film è fatto abbastanza bene ma è scritto parecchio male, s’è perso in mezzo ai mostrilli ed è diventato quasi più un video-game horror che un film horror.

La recensione analizza 'It Follows' come un film horror indie originale ma con una scrittura confusa e pasticciata che ne riduce l'efficacia. L'autore apprezza l'estetica e la colonna sonora evocativa, ma critica la trama e la gestione del mostro, che trasformano il film in qualcosa di più simile a un videogame horror. Sebbene apprezzi alcune sequenze di paura, il complesso equilibrio tra elementi narrativi risulta mal riuscito. Scopri se It Follows è il tuo prossimo horror da vedere, leggi la recensione completa!

 L’essere e il divenire si amalgamarono distrattamente in un tripudio evanescente

 Il boss non ascoltò il chiacchiericcio lamentoso e volse il suo sguardo altrove ché guardare non era il suo compito. Lui aveva solo creato. Stava a noi distruggere

La recensione interpreta Anime Salve come un album intenso e profondo che affronta temi esistenziali attraverso immagini poetiche e riflessioni sulla giustizia e la confusione umana. Il testo è evocativo e stimola a una riflessione profonda sull'essere e il divenire. L'autore elogia la capacità di De André di creare un percorso narrativo e simbolico unico. Scopri la poesia profonda di Anime Salve, ascolta e lasciati coinvolgere!

 Rob Zombie: il Tarantino dell’horror.

 Il film non ha il minimo spessore, se non si è appassionati del genere se ne sconsiglia vivamente la visione.

La recensione analizza 31 di Rob Zombie come un ritorno ai temi horror anni '70 con elementi splatter e personaggi grotteschi. Pur godendo di un'atmosfera pulp e di un ritmo serrato, il film manca di spessore e non coinvolge appieno. L'autore ricorda con affetto il lavoro di Zombie nei primi film, ma evidenzia come 31 presenti difetti e scelte discutibili. Consigliato solo agli appassionati del genere. Scopri l'horror anni '70 di Rob Zombie, guarda 31 e immergiti nel cult splatter!

 Jack illustra e giustifica le sue malefatte in quanto gli omicidi sarebbero a detta sua delle vere e proprio opere d’arte.

 La tecnica registica di LVT è molto interessante: la MDP traballa spesso accrescendo il senso di disagio e di pericolo.

La casa di Jack è un film horror impegnativo e controverso di Lars von Trier, con Matt Dillon nel ruolo di un serial killer tormentato. La pellicola alterna scene di violenza brutale a riflessioni filosofiche sulla natura dell'omicidio come forma d'arte. Il film, dalla struttura doppia e dalla regia intensa e innovativa, divide ma conquista per profondità e realismo crudo. Una visione sfidante che mette a dura prova il pubblico, ma che merita per la sua originalità e la potente interpretazione. Scopri la visione unica e disturbante di Lars von Trier in La casa di Jack!

 Se si ha la pazienza di “cresistere” al prologo, si viene ripagati e coinvolti man mano che Aster gioca le sue carte.

 Midsommar è più ambizioso, più maturo, più compatto e pensato e studiato in termini di scrittura e realizzazione.

Midsommar di Ari Aster conferma il talento del regista con un horror dal ritmo lento ma crescente, ambientato in un festival folcloristico svedese. Pur accusando un prologo eccessivamente lungo, la pellicola conquista grazie a una scenografia curata e tensione palpabile. Rispetto a Hereditary, è meno spaventoso ma più maturo e ambizioso, con un finale potente e realista. La recitazione risulta modesta, ma l'atmosfera e la regia compensano pienamente. Scopri l’incubo estivo di Ari Aster e lasciati coinvolgere da Midsommar!

 "Massimo Ranieri vende automobili in America, nello slogan pubblicitario dice prendiamo a calci in culo la concorrenza."

 "Insomma litigano di brutto come quando erano giovani ma ora basta non posso raccontare tutto però è bello Cobra Kai mi è piaciuto molto ve lo consiglio."

La recensione descrive 'Cobra Kai' come una commedia italiana vivace e irriverente che ruota attorno a due personaggi opposti, Massimo Ranieri e Claudio Lippi, e le loro difficili vite personali e famigliari. La narrazione mescola umorismo, conflitti e un possibile omaggio al mito di Nino D'Angelo. La recensione si conclude consigliando la visione per chi ama storie colorite e intense. Guarda Cobra Kai e scopri una commedia italiana fresca e irriverente!