Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7753 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Tangerine Dream Atem
Voto:
Disco necessario e tra i migliori dei "primi" Tangerine, con l'unico difetto di avere una title-track che schiaccia inesorabilmente il resto dei brani. @[Cervovolante]: che è quel paragrafo duplicato alla fine della recensione?
Nico The Frozen Borderline: 1968-1970
Voto:
Tollerata per transitività, essendo parte integrante ed intrigante del disco più celebre della storia del rock. Non sono le voci come la sua ad attrarmi. Buon esordio il tuo, @[Roccoleone]!
John Fahey The Great San Bernardino Birthday Party and Other Excursions
Voto:
Aster, non so perché ma avevo avuto un timido sentore del fatto che avresti mandato una recensione su Fahey, come se ci fosse stato un qualche fievole segnale anticipatore tra i tuoi ascolti, ma credo di essere stato più bravo io a captarlo che tu a renderlo palese. Baciuzzi.
40 Winks The Lucid Effect
Voto:
"No hay banda! There is no band. Il n'est pas de orquestra! This is all a tape-recording."
Popol Vuh Nosferatu The Vampyre (Original Sound Track)
Voto:
Ovvìa, dei Popol Vuh dell'intero decennio dei '70 non si butta via nulla. Insomma, Cervo, su disco e film nulla da dire (anche se confesso di avere visto solo il Nosferatu di Mornau e non quello di Herzog, quindi a maggior ragione non ho una mazza da dire), ma qui ti si rimprovera di non aver citato Aguirre, come se fosse una colpa. Effettivamente Aguirre, nel senso della colonna sonora, è il mio preferito. Cinque sesterzi a te, comunque, per aver colmato la falla nel De(data)baser.
Coil Musick To Play In The Dark - Vol. 1
Voto:
Sì, anch'io devo recuperarlo: stare dietro alla discografia dei Coil tra dischi ufficiali, bootleg e rarità è sempre stata un'impresa. Grazie per la dritta, Cervo.
Klaus Schulze Audentity
Voto:
A me le contaminazioni tra musica classica e cosmica come quelle di "Cellistica" mi mandano letteralmente fuori di testa.
Tangerine Dream Alpha Centauri
Voto:
Combattuto tra un sentimento di deferenza e il gusto personale: il primo mi fa propendere per un giudizio entusiastico che ricalca quanto detto da @[ZiOn] (impossibile dare meno di 5 stelle), il secondo risponde ad un giudizio "di pancia" per il quale i dischi che riascolterei volentieri dei TD sono piuttosto Phaedra, Ricochet, Stratosphear, tutti nella discoteca di casa in vinile o CD. Sì, ho anche l'LP di Alpha Centauri, ma confesso: ce l'ho perché fa parte di una ristampa in cui c'è anche Atem, che è il vero motivo per cui ho comprato il disco. Farò pendere leggermente il piatto della bilancia dalla parte del de gustibus, ma si sa, qui abbiamo bussato alle porte dell'Universo, quindi rimarrà comunque il capolavoro che è sempre stato.
The Strokes The New Abnormal
Voto:
Voi tutti sicuramente avete visto quel piccolo gioiellino che è "La scuola" di Luchetti che nel '95 attraverso una teoria di impagabili macchiette fornì uno spaccato arguto della scuola italiana di fine millennio. Nel marasma generale di una classe liceale piena di ragazzi allo sbando, c'era un ragazzo d'altri tempi, l'Astariti, che faceva la parte del perfetto secchione sempre pronto a offrirsi volontario per le interrogazioni e con il braccio perennemente alzato a fronte di qualsiasi domanda rivolta dal docente di turno. Ecco, @[Almotasim ] mi ricorda proprio Astariti, sempre in prima linea con le sue recensioni scritte con proprietà di linguaggio e colto eloquio, dense di particolari sagaci e soventi motti di spirito. Inviso ai compagni, riscuote per contro il favore dei professori che gli tributano riconoscimenti e voti alti nel momento degli scrutini di fine anno. L'unica voce fuori dal coro, nel corpo docente, è il professor Vivaldi, che gli rimprovera quel suo ripetere a memoria la lezione e il suo modo di vestirsi e comportarsi senza che via sia una sbavatura, perfetto esempio di come "la scuola italiana funzioni solo con chi non ne ha bisogno". In realtà l'Almo ha certo una prosa più brillante dell'Astariti e d'estate va in giro con polo Etro ed espadrillas Armani, ma il ruolo di primo della classe per quanto ha scritto su questo sito in passato gli si confà giocoforza. Tuttavia, io mi sento proprio il Vivaldi in questo momento e dico che questo zibaldone, non certo per la lunghezza, ma per il girovagare della prosa senza un effettivo baricentro, è uno scritto onesto, ma nulla di più rispetto agli standard a cui è stato in grado di abituarci. Potrebbe esserci un momento di grande genio in quel gioco di parole tra "albume" e "uova", ma il dubbio che quell'albume lì sia il risultato di un errore di battitura è grande (se vorrà, ci penserà l'Astariti stesso a sciogliere il nodo di Gordio). Ma come Vivaldi, sarò generoso, e alla fine passerò il mio 6 a 7.

Ah, dimenticavo, gli Strokes. Per carità divina.
McDonald and Giles McDonald and Giles
Voto:
Per fortuna è uno di quei casi in cui le qualità estetiche della (raccapricciante) copertina non corrispondono al contenuto musicale. "Birdman" sugli scudi.