Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7753 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Lucio Battisti Il Nostro Caro Angelo
Voto:
Il problema di questo disco è la ridotta presenza di musicisti rispetto alla norma, e rispetto soprattutto al precedente "Il Mio Canto Libero"; niente più archi, chitarre ridotte all' osso, capolavori che aspirnao a diventare capolavori senza riuscirci: è comunque un disco di elevata qualità, perchè battistiano, e da tale presenta pezzi di gran livello come la title-track, "La Collina dei Ciliegi", "Io gli ho detto no", e, bravo Clash a citarlo, "Questo Inferno Rosa", che parla della volgare borghesizzazione di una donna libera e spensierata oggetto dell' ammirazione di Mogol.
Enya A Day Without Rain
Voto:
Eheh, però simpatico/a, non c'è che dire
Enya A Day Without Rain
Voto:
Sì, era la pubblicità di Carefree Comfort...? O quale altro tipo di assorbente? Nun me ricordo
Enya A Day Without Rain
Voto:
Nashira, non mi sembri serio/a. Poniamo pure che sia un po' soporifera e che abbia forti tinte new-age, ma sulla paccottiglia non ci siamo proprio. Per paccottiglie rivolgersi ad altro tipo musica finto-rock la new wave italiana il free-jazz-punk inglese...
Enya A Day Without Rain
Voto:
Il disco più commerciale, assolutamente vero; il mio giudizio, sia chiaro, è più per il personaggio Enya che per lo specifico lavoro, comunque buono (se proprio ve fa schifà leggetelo come 4/5). Difatti quello di cui bisogna dare atto è che la colta Enya prima poco nota ai più attraverso dischi come "Watermark" e "Shepherd Moons" si è fatta conoscere tramite questo disco che coniuga bene, sempre a mio parere, commerciabilità e raffinatezza.
Enya A Day Without Rain
Voto:
Esatto, Grass, per me voce, classe e perfezione strumentale giustificano il giudizio e valgono da soli il prezzo del biglietto. "Watermark" e "Shepherd Moons" i migliori.
Enya A Day Without Rain
Voto:
E' una tua opinione, certo, che non condivido: con questo vuoi indirettamente dire che brani unici e indimenticabili come "Caribbean Blue", "Storms in Africa", "Orinoco Flow" etc siano nati sulla falsariga di qualcosa che è stato già detto, cosa che, esaminando un lavoro così diverso dagli altri come "The Celts", sospeso tra gli arpeggi di "Aldebaran" e tra le parole mute di "Boadicea"; secondo me dal primo all' ultimo disco di Enya c'è semplice continuità di stile, che seppur omogeneo non è riciclaggio.
Lucio Battisti Anima Latina
Voto:
"Anima Latina" è il capolavoro, il più sperimentale tra i dischi di Battisti oltre ad "Amore e non Amore": se la title-track è la più evocativa e genuina, stupende sono anche "Abbracciala abbracciali abbracciati" e "Anonimo". Disco coerente e continuo, pieno di rimandi a se stesso con veri e propri temi ricorrenti come nelle più raffinate opere liriche, ha come oggetto la fataldonna mangiatrice di uomini tipicamente mogoliana, tano diversa dalla vezzosa ragazza panelliana. Menzione per "Macchina del Tempo", enigmatica, e per le felicissime inserzioni di brani leggeri come le riprese de "Gli uomini celesti" e "Due Mondi" per preparare l' ascolto all' eminente titel-track, e all' innocente "Il salame", che congiuntamente a "La Nuova America" prepara la strada alla definitiva "Macchina del Tempo". "Separazione Naturale" di taglio vagamente battiatiano
Lucio Battisti Il mio canto libero
Voto:
Mi piace un po' tutto di Battisti, dalle origini alle occulte masturbazioni panelliane: il capolavoro, è per me, manco a dirlo, "Anima Latina", per la quale, Valerio, ti rimando a commento sulla pagina della tua rece. E' strano come a molti che frequentano queste pagine piacciano gli ultimi lavori, come piacciono a me e presumibilmente a te quando affermi che Don Giovanni sia tra i migliori: uhm, un po' fumoso come lp, forse preferisco "La Sposa Occidentale" o "C.S.A.R."... anzi mi hai dato un' ideuzza, al più presto rece su "Don Giovanni", c'è da parlare a lungo di queste favolose elucubrazioni degli anni '90!
Lucio Battisti Il mio canto libero
Voto:
Sottovalutato e sopravvalutato, sono d'accordo; se si dovesse guardare al talento effettivo di un autore scopriremmo che in valore assoluto ci sono stati interpreti molto più validi e colti di Battisti e Beatles, ma stando al risultato oggettivo dell' innovazione musicale che seppero perpetrare nel preciso contesto degli anni '60-'70, il valore è commisurato a quei grandi meriti.