Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7754 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Tame Impala The Slow Rush
Voto:
Mah, non so, sono confuso. Il punto è che Currents mi era piaciuto con la sua elettronichina lounge e Let it Happen era il pezzo del decennio. Quel fricchettone narciso di Parker ci mette cinque anni, no dico, non so se avete capito, cinque anni per fare un disco e questo amplifica la stessa voglia che hai la sera in cui hai avuto il Pandino dai genitori per caricarti la Luisella del primo banco e l'esito è un po' spiazzante. Come minimo ti aspetti, che so, un disco doppio con una parte psych-prog e un'altra electro-dub che ti ricordi in un sol botto il meglio dei Mercury Rev (li avete citati, vi ho visto, ma non quelli fiocchettosi del d.B. - dopo Boces - da cui fu il cataclisma, ma la favolosa epifania di Yerself is Steam) e il non-peggio degli Spacemen 3 con un tocco truzzo di Depeche Mode col ritornello che ti acchiappa, invece esce questa cosetta che potrebbe essere un EP dilatato (tanto aveva già iniziato a spoilerare più di un anno fa col primo singolo "Borderline") o un disco interlocutorio di una già fulgida carriera, con qualche bella trovata ma nulla che faccia gridare al miracolo. Devo riascoltarlo, ma Currents e Lonerism (secondo me, altro gran discone) mi acchiapparono subito, mentre qui non è scattato l'amore.
Recensione amabilmente sconnessa e in pieno stile debaseriota: molte parole ad mentulam e poco succo per capire l'ereignis. Vorrei premiare il recensore ma ho paura che si monti la testa come Parker e ci faccia aspettare 5 anni per leggere una nuova recensione. Tie'.
Faust Faust
Faust Faust
4 ott 19
Voto:
Comunque volevo aprire un thread sull'aspetto metamusicale del disco. Per quelle 2-3 persone che l'hanno davvero ascoltato, vorrei ricordarvi che vengono citati i Bidels e i Rollinstòns con i loro maggiori successi (All You Need is Love e Satisfaction). Ora questa sembrerà una stronzata, ma questo è veramente un rarissimo caso in cui si crea un ponte tra l'underground e il mainstream fornendo un collegamento tra due mondi inconciliabili come la scena krauta tedesca e il rock britannico. Attraverso la citazione di All You Need is Love in Why don't you Eat Carrots per la prima volta due mondi antitetici comunicano e ci accorgiamo che il Kraut era esistito ai tempi del rock britannico e che non era invece un mondo parallelo in cui gente come Sossna ignorava l'esistenza dei Bidels e degli Stones sbattendo loro in faccia uno sdegnoso rifiuto nei confronti della musica di consumo. Il pop cita il pop, il rock cita il rock, la musica sperimentale cita la musica sperimentale. Quando Battiato suonava le sue porcate sperimentali per una decina di ascoltatori negli anni '70, citava la Tonto's Expanding Head Band Orchestra, non Edoardo Vianello. E Rihanna canta sui campionamenti dei Soft Cell. Non dei Soft Machine. Poi vabbè, ci sono casi strani come Nek che plagia gli Aphrodite's Child, ma pazienza, sarà forse l'eccezione che conferma le regola.
Anal Cunt Everyone Should Be Killed
Voto:
Allora, sulla storia del Casu Marzu ci avete scassato la uallera, perché tutti dicono che c'è, che bisogna solo beccare il contadino e chiedere ma io sono andato in Gallura e in Barbagia solo per quello e ho trovato solo pecorini davvero poco marci, addirittura pastosi e morbidi, molto meno rancidi del primo sale siciliano che ho trovato ieri in frigo dopo una settimana di assenza. Ad Orgosolo ho anche trovato una famiglia che sgozzava una pecora in garage, ma di formaggi con la verminaia nemmeno il fetore. Il pane frattau invece è un po' una mappazza.
Recensione di qualità infima perfettamente accordata col livello dell'opera. Vorrei votare 1 ma il recensore, che personalmente non conosco e credo sia un emergente sulla scena debaseriana, lo interpreterebbe come un vezzo chic. Quindi TIE'.
Faust Faust
Faust Faust
3 ott 19
Voto:
È un bel disco. Nel senso che ho trovato una ragionevole ristampa in un pizzicagnolo di Bruxelles e a vederlo tutto bianco in una busta trasparente con la radiografia di una mano non puoi non innamorartene. Sono quelle cose un po' figa-rétro che stanno bene in tutti i salotti italiani, un po' come i quadri di Roy Lichtenstein che possono anche non piacere ma se li appendi in soggiorno fai una gran figura da intrattenitore sociale. Io nel pilone di lp lo tengo in bella vista come un astice, così la gente viene a casa e si complimenta per la scelta estetica quasi come se avessi un quadro di Lichtenstein. E se dopo un paio d'ora gli ospiti puzzano, basta metterlo sul giradischi e la casa verrà sgomberata all'istante. Tra l'altro, per intenderci, a me piace molto più Faust IV. O forse anche i Kraftwerk. Recensione onanistica e fastidiosamente autoindulgente, quindi meritevole del massimo dei voti.
AA.VV. Trainspotting (O.S.T)
Voto:
Stavo ascoltando questa colonna sonora con irrefrenabile gaudio e mi è venuto in mente che da qualche parte su questo bellissimo sito qualche scellerato aveva scritto che l'OST di Trainspotting faceva cagare bastoncini di sgombro affumicati e volevo, oggi come non mai, esprimere il mio disappunto sottolineando che la colonna sonora è ganza ed è patrimonio del memoriale perché l'Iguana non avrebbe regalato quella sua meravigliosa performance se non ci fosse stato questo film a rilanciare il suo favoloso petto glabro. Ricordo anche di aver letto di un presunto declino degli Underworld da Born Slippy in poi, mentre voglio ricordare a tutti che Beaucoup Fish, uscito qualche mese dopo, spacca chiappette ancora oggi ed è il mio preferito dai tempi di Dubnobasswithmyheadman. Sto ascoltando il Lurìdo in questo momento e sono gasato a bestia. Grande colonna sonora e bestie insensibili quelli che non pentastellano l'opera. Tiè.
Claudio Lolli Michel
Voto:
17:42 Eneathedevil trova brüt un video tamarro postato da iside
Claudio Lolli Michel
Voto:
Recensione abbastanza in sintonia con l'opera: il Lolli nazionale io non l'ho mai sopportato granché per quella sua, appunto, inclinazione al lagna-rock. Il recensore lo conosco da tempo ed è una persona inaffidabile a cui non ho perdonato una boutade su Battiato nel 2008, motivo per cui non voglio nobilitarlo con un 1-1 o questo lo relegherebbe nell'immeritata sezione dei recensori maledetti, quindi commino a recensione e opera un bel voto di mezzo che rappresenta il massimo del disprezzo, tanto più che ho sempre odiato "acquarello" in luogo di un più corretto "acquerello".
Martin McDonagh Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Voto:
In generale quando metti la McDormand a fare la madre tormentata (e.g. America Oggi) e Harrelson lo sceriffo problematico (e.g. Non è un paese per vecchi) non puoi sbagliare. Dato che parlavate di 7 psicopatici dove c'è Tom Waits che mi attizza (e c'è anche in America Oggi dove come al solito recita meglio di quanto non canti), ho scoperto che quella gran topa di Abbie Cornish che qui fa la parte della moglie dello sceriffo recitava anche lì e santoddio, meriteresti un paio di Forche Caudine per non averla citata nella recensione, quindi un voto in meno e tanti sculaccioni dal nano.
Christopher Nolan Dunkirk
Voto:
Volevo vederlo, poi però un mio caro amico dai gusti demmerda mi ha detto che gli è piaciuto e allora mi sono dato alla macchia. Ci penso ancora una settimana per dare il tempo alle coppiette di incasinare le sale con i loro umori e poi vado. La recensione non la leggo o mi rovinate la sorpresa.
Arcade Fire Everything Now
Voto:
Già sentito a sufficienza (sono tre quarti d'ora abbondanti) e posso dire che come al solito gli animi si scaldano più del dovuto. Partiamo da un dato incontrovertibile: la fruizione è falsata. L'operazione di marketing con cui gli AF si sono sparati le migliori cartucce dell'album attraverso un discutibile stillicidio di singoli ha poi di fatto consegnato all'ascolto un disco che di nuovo ha pochi altri pezzi inevitabilmente, in alcuni casi, peggiori degli apripista. Cercando di valutarlo nella sua interezza, è il disco peggiore dei Canadesi e su questo non c'è dubbio, ma la valanga di sterco è irragionevole. Riescono comunque sempre a beccare un buon numero di melodie catchy e in qualche pezzo rispolverano la loro proverbiale classe ("Creature Comfort", checché se ne dica, è il loro vecchio power pop dei tempi di Funeral con le dovute differenze). Ed Everything Now a me sembra un pezzo di Frankie Valli, semmai. Disco sufficiente e non scassate la uallera.