Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Cabrera Nessun rimorso
Voto:
5 per sempre, perchè con l'attacco mi hai ricordato la recensione più bella che sia mai stata scritta su questo sito: Burzum/Aske - Burzum - Recensione di korn
Johnny Winter True To The Blues: The Johnny Winter Story
Voto:
Qualche anno fa, per circa un paio di mesi, ho suonato con un tizio con una chitarra stranissima: in pratica era solo manico e pick up. Pare che quella chitarra fosse appartenuta proprio a Jhonny Winter, a cui era stata rubata durante una tappa in Italia. Credo ci sia un nome per questa cosa. E credo che questo nome sia "ricettazione". Giusto per la cronaca: il tizio era la peggiore sega a suonare che abbia mai calcato quella terra di lacrime e sangue. E' proprio vero che la chitarra non fa il chitarrista...
Sentenced Shadows of the Past
Voto:
Sono del partito che li preferiva zozzi e cattivi, piuttosto che romanticoni e melodici. Tanto per capirci, secondo il me l'apice lo hanno raggiunto proprio con Amok, uno di quegli album difficli da classificare, ma che fa delle idee, della varietà compositiva e, appunto, del non essere relegabile nei paletti di un unico genere la propria forza: brani come "Forever Lost" rimangono delle gemme assolute nel panorama heavy tutto. I successivi dischi li ho apprezzati via via sempre meno. Gli ultimi, in particolare, con quella produzione loffia, quel cantato un po' ricchione, quelle chitarre poco incisive, quegli assoli da 10 secondi tanto per, mi hanno sempre lasciato del tutto indifferente, nonostante la critica e il pubblico li abbiano apprezzati molto. Questo confesso di averlo ascoltato pochino, al tempo, essenzialmente perché non sono mai stato un culture del death tout court, rare e meritevoli eccezioni a parte Ottima recensione!
Christophe Honoré Ma Mère (My Mother)
Voto:
Visto al cinema, al tempo dell'uscita: è una specie di manifesto del ridicolo più o meno involontario. Nemmeno si possono contare le risa a scena aperta e i commenti ironici dei presenti in sala (escluso il sottoscritto, che ha passato buona parte della proiezione a sbuffare e a scuotere il capoccione). E' un film che si intuisce cosa voglia dire, ma lo dice talmente male da non avere attenuanti. Tu bravo come al solito.
Azie Lawrence Pempelem
Voto:
E comunque fossi in te starei tranquillo. Probabilmente nel 5000 d.c., ci saranno gli archeologi informatici: i principali siti archeologici sorgeranno nei posti dove un tempo c'erano i server dei siti. Lì, col culo che abbiamo, qualcuno troverà un fossile a forma di testa di banana, ovvero la porzione del de-database in cui sono stati salvati i messaggi di Geenoo e gli uomini del futuro si chiederanno se vivevamo ancora sugli alberi cibandoci di pidocchi e tarzanelli che ci togliavamo a vicenda come i gibboni. Oppure, se siamo fortunati, troveranno pagine come questa... :)
Azie Lawrence Pempelem
Voto:
Ma che bella pagina! Mi piace l'idea di partire da un singolo pezzo e raccontarsela un po'. Più tardi me lo ascolto. Bravo!
Magellan Hour Of Restoration
Voto:
Sono certo di avere ascoltato almeno un paio di loro album (tra cui, quasi sicuramente, questo). Ne ho ricordi vaghi, ma decisamente positivi. Ottima recensione, come al solito.
Plebeian Grandstand Lowgazers
Voto:
Più o meno il tipo di recensioni che vorrei sempre leggere da ste parti. Loro forse un po' troppo incasinati per i miei gusti attuali. Tu braverrimo.
Storm{O} Sospesi Nel Vuoto Bruceremo In Un Attimo E Il Cerchio Sarà Chiuso
Voto:
A me, invece, sembra che il vero problema sia un po' il contrario. Nel senso: suonano da dio (il batterista in alcuni passaggi è mostruoso…), ma tutte ste continue variazioni, cambi di tempo, spratabadabensbrududu da un lato spakkano, ma dall'altro fanno un po' perdere il filo del discorso. Mo non voglio tirare in ballo paragoni del cazzo, però per certi versi mi ricordano un po' come quei gruppi prog che devono per forza infilarci il passaggio complicato, che devono per forza mandare a puttane la forma canzone se no non sono contenti…
Elisa L' Anima Vola
Voto:
Ascoltato un paio di volte. Musicalmente qualcosa di buono c'è, perchè a livello di suoni, arrangiamenti e melodie mi sembra si sia lavorato tutto sommato bene, considerando gli standard italiani per questo tipo di produzioni (tipo: l'ultimo Ligabue a livello di produzione è inquietante...). Il problema è lei: con l'italiano vengono fuori tutti i suoi limiti compositivi a livello di liriche (Un filo di seta, sembra composto con il traduttore di google) e la sua timbrica, ormai, si è fatta talmente stridula, nasale e non so che altro aggettivo, da suonare fastidiosa. Peccato perchè qualcosa di buono l'ha pure fatto sentire negli anni.