Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Rage The Devil Strikes Again
Voto:
Secondo me questa recensione - pur appassionata - parte da un presupposto magari non del tutto sbagliato, ma un po' esagerato. Se è pur vero che i Rage non hanno mai riempito e mai riempiranno da soli gli stadi, è anche vero che non possono esattamente considerarsi degli "outsiders". Tieni conto che questi sono in giro da più di 30 anni e hanno attraversato più o meno indenni periodi molto bui per il genere che propongono. Registrano spesso il tutto esaurito ai concerti, sono sistematicamente in tour mondiale con grossi nomi, negli anni intorno a Peavy sono girati musicisti di livello altissimo tipo Mike Terrana, ricevono costantemente buone recensioni, sono molto rispettati nell'ambiente e dalla critica. Diversi loro dischi (Trapped ed End of all days, sono i primi che mi vengono in mente) sono unanimemente considerati dei mezzi capolavori del genere power e hanno venduto molto bene. Francamente, se si eccettuano i grossi nomi della scena tedesca (es: Blind Guardian, Gamma Ray e Halloween) non so quanti se la passino meglio del buon Peavy. Poi ovvio che sono un ascolto destinato esclusivamente a chi apprezza power/thrash, ma a leggere i primi paragrafi della recensione sembra che li conosciamo io, te e il tuo pizzaiolo che fa una prosciutto e funghi da sturbo! :))
Yoshiyuki Tomino Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory
Voto:
La serie Gundam è forse la mia più grande lacuna in fatto di animazione. Se non ricordo male, quando ero reghezzino (mi sa più di vent'anni fa) ho provato a guardarmi qualcosa, ma al tempo procurarsi sta roba era un disastro: non c'era internet, la prima fumetteria utile era a due ore di viaggio da casa mia e certi prezzi non me li potrei permettere neppure adesso... Poi c'era tutto un casino della madonna tra le varie serie, le varie linee narrative, i reboot, i remake, i restyling e ho lasciato perdere subito, perchè, in tutta franchezza, non avevo neppure capito da dove avrei dovuto partire. In anni più recenti credo anche di averci riprovato, ma mi sembra di ricordare di averlo trovato davvero troppo datato e di avere lasciato perdere nuovamente... Poi, a quanto ho capito, ci sono i robottoni, ma non c'è sangue e non ci sono tette. Insomma, non sono convintissimo che mi possa davvero interessare.
Mitsuru Adachi Rough
Voto:
Per quanto riguarda le sue opere successive, la più grande delusione è stata senz'altro quella di H2, che aveva un inizio molto interessante, con un potenziale davvero notevole, che poi purtroppo si perdeva nell'arco di una manciata di numeri, prendeva tutta una parabolica noiosa, indecisa e un po' stucchevole e si concludeva in una maniera destinata a non soddisfare praticamente nessuno. Per la prima volta con un opera di Adachi, mi sono ritrovato a sperare che il tutto si fosse concluso con almeno una decina di numeri di anticipo... Ho invece apprezzato moltissimo Cross Game, che per certi versi è un po' un riciclo di tante situazioni già presenti in opere precedenti, ma ha dalla sua una delicatezza e una sensibilità davvero notevoli e un primo albo che, di per sé, rappresenta forse il vertice assoluto dell'autore.
Mitsuru Adachi Rough
Voto:
Per quanto mi riguarda, il suo capolavoro rimane Touch: storia di elaborazione di un lutto delicatissimo, ma soprattutto di crescita personale, di maturazione, come francamente non ricordo di avere mai letto in un fumetto, giapponese o occidentale che sia. Rough è per certi profili addirittura superiore al predetto capolavoro, ma personalmente ho sempre sofferto quel finale un po' aperto e, in generale, ho sempre trovato l'episodio dell'incidente di Nakanishi (con conseguente allontanamento dei due protagonisti) una forzatura eccessiva e un po' gratuita, oltre che un po' telefonata, per di più gestita in maniera non ottimale. (Nakanishi che dice esplicitamente a Ami: "Mi devi stare vicino il più possibile" è praticamente il ripudio della "poetica del silenzio" di Adachi). Di contro c'è una gestione di alcune sottotrame praticamente perfetta (la storia di Ogata è capolavoro nel capolavoro) e il fatto che si sia evitato l'eccessivo cincischiamento nel rapporto tra i due protagonisti (che, invece, secondo me, penalizza un po' Touch).
Mitsuru Adachi Rough
Voto:
Adachi è praticamente l'unico mangaka che leggo ancora, a distanza di oltre un decennio (ventennio?) dal mio periodo giapponesofilo. Per quanto mi riguarda, è genio e poeta vero: il tratto è elementare, i personaggi sempre molto simili, eppure gli basta un singolo tratto una singola inquadratura per colpire nel segno. Anche le sue storie, a ben vedere, sono molto semplici, eppure ha una capacità di coinvolgimento che raramente ho incontrato in tanti altri autori. Il suo segreto è l'universalità della semplicità: storie lineari e disegni elementari che però riescono a raccontare un intero cosmo di emozioni, sentimenti e sensazioni. E, soprattutto, personaggi, anche quelli secondari, che - spesso inaspettatamente - rivelano una profondità e una tridimensionalità incontrabile in ben pochi autori.
Explosions in the Sky The Wilderness
Voto:
Mai apprezzati fino in fondo. Gli riconosco di avere composto alcuni brani davvero efficaci (es: The only moment we were alone) e almeno un album che dovrebbe essere posseduto da chiunque apprezzi questo tipo di sonorità (il già citato The earth etc etc), ma la coperta del genere è corta e il manierismo è un problema con cui hanno dovuto fare i conti davvero troppo presto. Quello che gli ho sempre imputato - che poi è il motivo per cui non li ho mai apprezzati davvero - è il fatto di puntare tutto sulle "note" invece che sui "suoni". I Mogwai, che possono senz'altro non piacere, ma bisogna riconoscergli di avere un paio di marce in più rispetto alla pletora di gruppi cloni che hanno generato, hanno capito molti anni fa che la storia del "Pieno/vuoto" + "crescendo" + "pulito/distorto" era ormai un trucchetto che in troppi conoscevano e così hanno iniziato a puntare sulla ricerca sonora, sull'elettronica, sull'esperienza di ascolto. Questi, invece, essendo più affettivi, meno talentuosi, sono rimasti fermi al piripiripiriBAAAAAMBAAAAAMpiripirip iririiBAAAAM, che personalmente, mi ha rotto il cazzo già da una decina d'anni scarsa. Buona, come al solito, la rece.
Los Straitjackets Damas y Caballeros!
Voto:
Questa te l'ho letta qualche giorno fa, ti volevo mettere subito 5, ma poi è arrivata la vita a rompere i coglioni. Non mi ricordo quasi nulla di quello che c'era scritto. So so che ad un certo punto mi era venuto voglia di ascoltare rockabilly e con sta cosa siamo dalle parti dell'apparizione della Madonna a Brosio o del tipo con i baffi con l'asma che negli anni '90 vendeva i tamponi con cui potevi tinteggiare anche la nonna. Bravissimo.
Mike & The Melvins Three Men and a Baby
Voto:
5 al nickname che mi ha fatto davvero ridere e che ovviamente ti riciclo alla prima occasione, 4 alla recensione perchè mi piace lo stile, ma 3 sempre alla recensione perchè ci hai messo dentro due zappate di grammatica che la mia anima esteto-sintattica proprio non ce la fa a reggere. Un po' come la mia vescica non regge più di un'ora, massimo due, senza il serbatoio di un motorino a miscela in cui scaricarsi. Ho un po' perso il conto, ma serbo nel mio cuore un bel ricordo di questa pagina e voto di conseguenza.
Satyricon Dark Medieval Times
Voto:
Confesso che il secondo paragrafo mi ha un po' riportato indietro nel tempo... Nell'arco di 2-3 anni uscirono almeno una decina di dischi che sarebbero stati ritenuti dei capolavori assoluti del genere. Per chi, come il sottoscritto, non ha mai apprezzato fino in fondo questo tipo di sonorità, fu un periodo abbastanza del cazzo: se volevi ascoltare roba estrema, dovevi buttarti sul black, altrimenti era o grunge o crossover (che poi sarebbe degenerato nel nu metal). Quello dei Satyricon è stato uno dei black metal più "potabili" che mi sia capitato di ascoltare, ben lontano dalla furia cieca di altri padri fondatori del genere, aveva quel taglio viking/epico che lo avvicinava di più ai miei gusti.
Zack Snyder Batman v Superman: Dawn of Justice
Voto:
Premessa/precisazione: me lo sono visto in BRrip, credo nella versione con 50 minuti in più (è durato tre ore o poco più). E faccio davvero fatica a ricordarmi un film in cui mi sono rotto così tanto i coglioni... Rigà, sicuramente visto al cinema sarà stato migliore, ma sul divano di casa ti fa solo venire voglia che ti si impianti un batboomerang sulla punta del cazzo per tenerti sveglio. Siamo veramente dalle parti del film scritto peggio che abbia mai visto, tipo nella scena di "Boris - Il film", in cui i 3 sceneggiatori fanno scrivere il film al filippino mentre loro giocano a tennis. In qualche strana, paradossale, maniera, riesce ad essere contemporaneamente convulso e noioso: il montaggio è frenetico, ma non succede niente e tutti fanno delle facce molto contrite e tu ti senti un po' in colpa perchè tutto sommato non hai avuto una brutta giornata e pensi che volevi solo guardarti un film di mazzate e invece sei una brutta persona e dovresti avere la faccia contrita anche tu. Gal Gadot super figa, ma gestita malissimo: viene inserita a forza in una storia che non è la sua, quando è evidente che il pubblico vorrebbe soltanto inserire a forza in lei qualcosa di suo. In pratica è una Bond Girl di quelle secondarie che vengano timbrate nei primi 20 minuti e poi gettata nel dimenticatoio, solo che lei torna parecchio scosciata e allora vabbeh, s'è guadagnata un altro paio di film. Caviel, vabbeh, ha la faccia perfetta per fare il supereroe più noioso della storia del mondo e io non lo vedo tanto come un complimento. Amy Adams me la bomberei anche all'outlet il sabato pomeriggio ed è una brava attrice e, proprio per questo, ad ogni inquadratura ha scritto in fronte "Devo licenziare il mio agente per avermi tirato in mezzo a sta puttanata...". Eisenberg mi piace da matti, ma forse ha voluto un po' strafare. E infine c'è Affleck, che secondo me regala un Batman milleriano molto convincente e al di sopra di ogni aspettativa: tristissimo, cupo e sottone, grosso e tozzo, squadratissimo. Peccato che gli venga assegnato un cambio di rotta ridicolo, che è una rinuncia ad ogni pudore e ad ogni pudicizia in fatto di sceneggiatura. Veramente una roba che non ci si crede mentre la si vede. E l'aspetto peggiore è che da quel momento diventa cucciolosissimo ed è tutto un "Sono l'amico di suo figlio" (anche se la battuta che ne segue è meravigliosa!:D), non posso lasciare il mio amico, oh come mi manca quello là che due scene fa volevo massacrare... Chi ha scritto sto scempio deve trovarsi un lavoro in cui non faccia del male alla gente.