Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Dan Fogelberg Home Free
Voto:
Per € 18,90, ti faccio sentire io un missaggio come si deve. Roba sui livelli di Tim Hard In. Pensaci. Tra l'altro sono cambiato molto dall'ultima volta ci siamo visti. Ora sono riccio e spakko.
George Lucas Star Wars: Episodio I - La Minaccia Fantasma
Voto:
Per motivi che non ho capito granchè nemmeno io, questa settimana mi sono visto (per la prima volta) la nuova trilogia e ovviamente mi ha fatto le palle a pacchetto. La vecchia trilogia era girata maluccio, con degli attori abbastanza cani, e una carriola di buchi di sceneggiatura e passaggi incomprensibili (la già citata scena dell'accappatoio). Però c'era la "magia". Era la rappresentazione di un intero tipo "fantascienza": non quella tanto "scienza" e relativamente poco "fanta", malata, postmoderna e problematica di Blade Runner, ma quella tantissimo "fanta" e poco "scienza", fatta di mille razze con mille idiomi e mille tradizioni, pianeti e città da visitare, viaggi nell'iperspazio e combattimenti su caccia interstellari. Ma, soprattutto, c'erano i buoni e c'erano i cattivi. Meglio c'era IL CATTIVO. Quello che manca davvero a questa trilogia è proprio la presenza di una nemesi, una vera minaccia, di un cattivo tanto implacabile quanto affascinante quale Darth Vader: nel primo Darth Maul si vede troppo poco, nel secondo praticamente non succede un cazzo per due ore e i cattivi sono dei robottini scemi, nel terzo finalmente si vedono un po' di mazzate come si deve e infatti è il più bello dei tre. Non c'è niente da fare: nel momento in cui la Portman ha detto "Io però le pere non le faccio vedere", l'unico modo per fare di questa trilogia un capolavoro era inventarsi un personaggio tipo "Dath Satanasso" con due grossi membri laser che gettava terrore nella galassia andando in giro a fare le letture del gas porta a porta...
Paul Hyett The Seasoning House
Voto:
Ne avevo letto in toni entusiastici su i400calci (sito che immagino tu conosca), ma non l'ho ancora visto. Già il """"""genere""""" R&R non mi fa impazzire. In questo caso, poi, il film ha una cornice e un'ambientazione che da sempre mi turbano parecchio. E va bene farsi del male, ma proprio andarsela a cercare magari anche no. Detto ciò, spezzerei un'arancia a favore del reboot di I spit on your grave: diciamo che già l'originale era un film discretamente di merda (capisco lo shock ai tempi,magari posso pure intuire l'importanza "storica", ma visto oggi è soprattutto un film discretamente di merda). La versione 2.0 tutto sommato non è che sposti di molto l'asticella verso il basso e almeno un paio di morti divertenti le ha. Per la rece, per una volta tanto mi concedo un soffocotto gratuito: come al solito cincischi troppo prima di arrivare al succo, ma hai il merito di recensire sempre roba interessante e con cognizione di causa. Bravo.
Action Beat The Condition
Voto:
Bella pagina. Davvero. Più tardi ci do un orecchio sul tubo. Bravo.
Danny Boyle Trance
Voto:
Mah, io ho sempre più la sensazione che la peggior sfiga che poteva capitare al Boyle sia stata proprio la vittoria dell'Oscar. E' un regista bravo tecnicamente e piuttosto versatile, con un enorme problema di gestione dei "secondi tempi" (praticamente tutti i suoi film hanno una prima parte meravigliosa e una seconda che sbraca), che però in qualche modo riesce sempre a fare incazzare tutti. Prima sforna una pellicola manifesto di un decennio (Traspotting) e un paio di film dopo si gioca tutto il "suo" pubblico scegliendo come protagonista uno che ai tempi, per chiunque avesse in minimo di scopa nel culo, era solo "il biondino del titanic" (senza contare che la sceneggiatura di The Beach era una roba da amputazione dei pollici opponibili per manifesta immeritevolezza). Prima sforna "28 giorni dopo", che tutti a dire "minchia che belli i primi 20 minuti" e poi fa "Chi vuol essere milionario" che magari non meritava l'Oscar, magari l'avrei fatto di un 40 minuti più corto, ma non mi è sembrato sto scempio che si legge in giro. La mia sensazione è che in molti abbiano mentalmente incasellato Boyle come un regista "underground", di quelli alternativi che fa fico citare quando si vuole far colpo su qualcuno e invece lui fa film che anche in questa pagina sono stati definiti "delle commercialate". In questo senso, la vittoria dell'Oscar è stata una specie di "consacrazione al contrario", nel senso che è stata proprio la pietra tombale sul rapporto tra Boyle e un certo tipo di pubblico.
James Wan L'evocazione - The conjuring
Voto:
E pensa che io volevo solo sapere se si esce dal cinema con la mutanda a pois...
Palmer Generator (e)motionless
Voto:
Come promesso, ci ho dato un ascolto su bandcamp. Qualche idea buona c'è senz'altro, ma - secondo me - il tutto viene compromesso da una produzione assolutamente sotto la sufficienza. La chitarra distorta copre davvero troppo gli altri strumenti (in alcuni punti si fa addirittura fatica a sentire il rullante) e, in generale, i suoni non mi sono piaciuti. Il batterista - a quanto ho capito - deve essere molto giovane e questo forse spiega alcune soluzioni non sempre efficaci: in alcuni passaggi mi è sembrato che occorressero degli arrangiamenti un pochino più "arditi" e invece il batterismo rimaneva un po' troppo lineare. La proposta rimane comunque interessante: c'è solo da sperare che con la prossima uscita smussino per angoli...
Palmer Generator (e)motionless
Voto:
Avevo in mente di commentare da tempo, ma alla fine mi è proprio uscito di testa. Buona recensione e segnalazione che parrebbe davvero interessante. Ci butto un orecchio: ripasserò...
Christopher Smith Black Death
Voto:
Questo film me l'ero segnato da vedere non mi ricordo più per quale motivo... Forse perchè mi era piaciuto Severance, davvero non ricordo. Buona pagina come al solito.
Andrew Niccol In Time
Voto:
Visto! Sottoscrivo in pieno la rece. L'incipit è una discreta figata e, per una mezz'ora scarsa, regge decisamente bene, nonostante il Timberlake sia talmente imbolsito da far rimpiangere un qualsiasi attore da porno amatoriale. Ad un certo punto, però, il tutto intraprende un piano inclinato verso il basso all'inizio nemmeno troppo fastidioso, ma che arrivati all'ultimo quarto d'ora si trasforma di una precipizio vertiginoso. Tutta la parte finale è stupida, senza senso, inutilmente buonista e con tanti di quei buchi e controsensi da far pensare ad una revisione della sceneggiatura imposta dall'alto. Davvero un peccato.