Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Gabor Csupo Un Ponte Per Terabithia
Voto:
Il film in effetti è molto carino. Ci sono un paio di banalità nella trama che magari avrei evitato (su tutti, la redenzione della bulla...), ma per il resto funziona: ha un discreto ritmo, coinvolge, emoziona. Peccato sia viziato da un doppiaggio indecente (a parte certe traduzioni rabbrividenti, la voce del protagonista farebbe venire sonno anche a Mister Hide) e da un protagonista maschile veramente anonimo.
Dave Eggers L'Opera Struggente di un Formidabile Genio
Voto:
Io lo sto leggendo in questi giorni e non è che mi stia piacendo molto... Il tizio si scrive troppo addosso, pare alla continua ricerca di un "effetto" che non ho ancora capito bene se sia pietà (non credo), empatia (probabilmente) o altro che non ho ancora bene focalizzato (senz'altro). E - in tutti e tre i casi, almeno per quanto mi riguarda - non è che gli riesca un granché. Personalmente non mi sta facendo ridere, non mi sta mettendo tristezza e, soprattutto, non mi sta facendo sentire minimamente partecipe delle vicende del protagonista. E poi ci sono degli episodi (es: quello dell'aggressione in spiaggia) e delle digressioni (es: quella sulla rivista), davvero tirate troppo per le lunghe. Detto in sintesi estrema e un po' brutale, mi sta un po' annoiando.
Gabriele Muccino Come Te Nessuno Mai
Voto:
E invece, secondo me, questo film, in qualche strana maniera, funziona. Almeno in parte. Contrariamente a quanto sostiene il basito recensore, gli adolescenti SONO (effettivamente non tutti) "idioti, rimbecilliti totali, coglioni proprio, che protestano, fumano, bevono solo per omologazione e nulla più". Non so voi, ma a me certi discorsi su sesso, droga, amore, politica, cazzi e mazzi che fanno i protagonisti ricordano da vicinissimo quelli che facevamo io e i miei compagni ai tempi del liceo. Diversamente dalla successiva filmografia di Muccino, questo è un film dalla pretese "medie": vuole fotografare una generazione, ma senza avere la pretesa di riuscire a dire "l'ultima parola". E, in qualche modo, ci riesce. Per carità, la recitazione generale è indecente e il finale è corte marziale, ma le musiche sono buone, a livello registico non c'è molto di cui lamentarsi, Silvio Muccino non si dà ancora arie autoriali di sto cazzo e alcune delle macchiette che vengono proposte fanno almeno sorridere (es: i fasci).
Giorgio Faletti Io uccido
Voto:
P.S.: l'assassino è la madre.
Giorgio Faletti Io uccido
Voto:
Ricordo in particolare l'incipit: 50 pagine per descrivere il uno dei personaggi principali che esce dal cancello di casa con la macchina. Magari è un problema mio che sono un lettore troppo moderno e ho bisogno di ritmi narrativi da circuito Nascar, ma magari è solo che non me frega un cazzo di sapere come è lastricato il vialetto di casa del protagonista.
Giorgio Faletti Io uccido
Voto:
Letto anch'io al momento della sua uscita. Diciamo che fece molto scalpore perché nessuno si aspettava che un comico noto al grande pubblico più che altro per il personaggio di Vito Catozzo potesse essere in grado di mettere in formato doc più due frasi di senso compiuto. Il risultato finale, per quanto mi riguarda, è tutto sommato mediocre. Qualcosa di buono c'è, ma è annacquato (come molto spesso capita con questi thriller "moderni") da inutili lungaggini e prolissità fine a se stesse che dovrebbero (almeno credo...) dare "spessore" alla narrazione e invece ci afflosciano e rinsecchiscono il sacchetto delle balle.
Richard Curtis I Love Radio Rock
Voto:
Visto ieri sera: mooolto carino. Non un capolavoro (soffre, secondo me, di qualche calo di tensione narrativa), ma alcune scene sono davvero gustose e Kenneth Branagh è spassoso nella parte del censore. Mi ricorda un po' i film di Cameron Crowe (con le prime esperienze amorose, il difficile rapporto con i genitori e una marea di musica) solo un po' meno dispersivo.
David Brooks ATM - Trappola Mortale
Voto:
Troppo lunga: la tua posizione e le tue considerazioni sono ultra diffuse e ultra elementari. Inutile perderci tutte ste righe. Il film è una merda, e fin qui siamo più o meno tutti d'accordo. Quello che davvero mi ha stupito è la pressochè totale assenza di tensione per tutta la durata della pellicola. Sull'assurdità della sceneggiatura uno ci può anche chiudere un paio d'occhi (se vado a vedere la storia di tre sbarbati che rimangono prigionieri in un bancomat in balia del babau col pellicciotto, mica mi posso lamentare...). Ma sono altri aspetti che lasciano perlomeno perplessi: quasi totale assenza di musiche e, soprattutto, regia che sembra non credere nemmeno lei alla finzione narrativa del film. E poi il finale... boh! Anzi, bah!
David Cronenberg A Dangerous Method
Voto:
A me Last Night non è piaciuto per niente: verboso al limite del tedio, tenta in ogni modo di elevare il discorso su di un piano che vorrebbe essere "alto", ma che troppo spesso fa sembrare il tutto troppo costruito e forzato (es: la scena nell'enoteca con la Kiera e l'ex è da suicidio della prostata, soprattutto quando lui la guarda languido e le dice: "Dimmi qualcosa di importante..."). Ci sono buone scene (es: quando durante la cena arriva l'amica di lei e le chiede dove è il marito), ma anche alcune cose al limite dell'incomprensibile (es: Kiera e il tizio che fuori dal ristorante limonano durissimo in ascensore - mi sembra di ricordare - salvo poi ritrovarsi nella scena immediatamente successiva sul divano in casa a sorseggiare vino e a chiacchierare come se i rispettivi ormoni fossero usciti per andare a prendere le sigarette).
David Cronenberg A Dangerous Method
Voto:
In pratica tra recensione e commenti è stato detto più o meno tutto quello che penso: un film di un rigore formale eccellente, con alcuni ottimi interpreti, ma che in qualche modo non affonda mai fino in fondo il coltello quanto ci si sarebbe aspettati. Pollice su per i personaggi maschili. Pollice in giù con prima falange infilata nel culo per l'interpretazione della Knightley: mi chiedo se non si sia mai slogata la mascella nel corso delle riprese. Doppio alluce su, invece, per Cronny: tra innegabili alti e bassi sta comunque portando avanti una carriera trentennale invidiabile per quantità e qualità. Il suo cinema col tempo si è evoluto enormemente, pur rimanendo fedele a se stesso, analizzando il tema del mutamento in ogni suo aspetto. Non ho visto Comospolis e questo, in effetti, pare proprio un passo falso, ma Spider, History e La Promessa (per citare quelli del terzo millennio) sono film che molti registi farebbero carte false per avere girato. Il tutto mentre gente come Romero o Carpenter pare aver perso l'ispirazione da un bel pezzo.