Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7754 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Gabriel Garcìa Màrquez Cent'Anni Di Solitudine
Voto:
Necessariamente
The Chemical Brothers No Geography
Voto:
Ziotto, siamo d'accordo stavolta. Soprattutto sulla disamina relativa ai dischi precedenti, dato che effettivamente Further è un davvero un gran colpo di coda e supera nettamente tutti gli altri lavori degli ultimi 15 anni. Poi aggiungo: il peggiore We Are the Night e il più sottovalutato Push the Button, che certo ha dei momenti di assoluta pacchianeria ma anche tre-quattro pezzi di livello (Hold Tight London, Marvo Ging, Surface to Air e poi, minchia, che genialata è alla fine Galvanize?). Questo sta effettivamente nel mezzo: galleggia bene senza particolari alti e bassi e merita certo la sufficienza. Tutto sommato dopo più di 25 anni a pieno regime si mantengono ancora su livelli dignitosi (e non è poco).
Paolo Conte Paris milonga
Voto:
Davvero ispirata @[luludia], anche se ti sei accodato ad una già ottima recensione fatta dal caro vecchio amico @RingoStarfish (lacrimuccia di nostalgia). Per Paolino voto di deferenza, anche se non è interamente nelle mie corde.
Alva Noto Unieqav
Voto:
Carsten sempre ostico e difficile da giudicare, amigo. È vero che qui si avvicina parecchio all'IDM e sembra dare seguito a certi lavori dei Plaid e dei Pan Sonic ma c'è sempre quella sua ostinata attitudine ad una sperimentazione musicale molto "cerebrale" che non incontra del tutto i miei gusti.
Comunque analisi puntuale e impeccabile la tua, come di consueto.
Róisín Murphy Róisín Machine
Voto:
Non so, @[ZiOn], non l'ho ascoltato e non sono convinto se avventurarmi o meno. Il punto è che al maestro di cappella @macmaranza non piace e io mi fido dei suoi giudizi perché spesso ci troviamo d'accordo. Ma quel che più mi terrorizza è il plauso di @algol, i cui ascolti vanno quasi sempre verso lande che ho tema di visitare (e il dispregio si focalizza spesso su cose a me gradite, vedi The Understanding dei Röyksopp, che non è certo all'altezza del primo ma secondo me ha dei numeri di alta classe, What Else is There su tutti). Sono due indizi che potrebbero fare una prova? Chissà. Diciamo comunque che se fosse buono, vincerebbe il premio del disco di qualità più inversamente proporzionale al concept della copertina (agghiacciante).
John Coltrane A Love Supreme
Voto:
Quasi mi incuriosisci all'ascolto, anche se lo conosco già e so che non è tra le pochissime cose del jazz che frequenterei. Sempre stati due vicini di pianerottolo che si dicono "Buongiorno" e "Buonasera" quando usciamo di casa per gettare l'immondizia e ci incontriamo per le scale.
Aphex Twin ...I Care Because You Do
Voto:
Eccheccaxxo, la recensione mi garbava parecchio, ma poi è arrivato CAZpuntiniCAZ con le sue scarse conoscenze di inglese e ha colto fortuitamente nel segno mettendo in crisi tutto l'assunto. O parte. Non so più cosa fare.
Sul disco 5 stelle. Senza margine di discussione.
Autechre SIGN
Autechre SIGN
12 apr 21
Voto:
Allora, devo dire una serie di cose perfettamente inutili. La prima è che questo disco è il primo degli AE in cui c'è una tonalità di rosso in copertina. Ora questo significa qualcosa? No. Però nella mia beneamata ingenuità avevo pensato ad un nuovo fuoco che avrebbe animato quest'ultimo lavoro dei due folli inglesi. La seconda cosa inutile, legata alla prima, è che questo è uno di quei dischi in cui prendi una fregatura grande quanto una casa se ascolti il primo pezzo: ora è certo un espediente vecchio come il mondo quello di piazzare il pezzone all'inizio, ma qui si trascende, giacché M4 Lema è un continuum di 8 minuti di clamorosa classe autechreriana che sembra aver trovato un incredibile punto di incontro tra gli abissi subcoscienziali dei primi dischi e il rumorismo cacofonico degli ultimi. Ti aspetti a quel punto un disco che continui tale dichiarazione di intenti, ma alla fine scopri che tutto il resto non solo non è all'altezza ma sconfessa qualitativamente e quantitativamente (la media dei pezzi, tolto l'apripista, è di circa 5 minuti) la poetica iniziale. Sì, ci sono pezzi godibili, ma alla fine l'impressione è quella che quell'ora di ascolto la si sarebbe spesa più volentieri a riprendere ancora una volta Incunabula e spararsi in sequenza Aut Riche, Basscadet, Eggshell, Bike e 444.

Bravo @[ZiOn] sia per la bontà della recensione che per il giudizio (per me comunque le tre stelle bastano e avanzano).
Godspeed You! Black Emperor G_d’s Pee at State’s End!
Voto:
Nessuno stupore nel leggere quell'incipit: Menuck è sempre stato così, profondamente retorico e banale nel momento in cui decide di aprire bocca sia nei pochi brani che si trova a cantare, sia nelle noiose concioni di cui omaggia lo sventurato uditorio durante i concerti. Visto una sola volta allo Spazio 211 a Torino (lì nelle vesti di frontman dei Silver Mt. Zion) e confermo che quelle poche parole pronunciate sul palco erano sempre dei mix di prosopopea e retorica di basso livello.
Per fortuna la musica non va necessariamente di pari passo e anche se io rimango un nostalgico dei tempi di Yanqui UXO, ho apprezzato anche le ultime uscite. Questo ce l'ho in coda (per ora mi sto gasando con l'ultimo dei Mogwai che sul versante post-rock secondo me continuano sempre a mantenere ottimi livelli).
Massive Attack Ritual Spirit
Voto:
Eh, tu dici che per ora può bastare, ma effettivamente dopo 6 anni di silenzio da Heligoland, che senso ha dare alle stampe venti minuti scarsi di musica? Per me o chiudi bottega o fai un ritorno in grande stile. E forse, dato che il trip-hop è stato un fenomeno comprensibile e contestualizzabile negli anni '90-2000, era il caso di chiuderla lì o inventarsi un "post" riaggiornando le sonorità come è successo per generi come lo shoegaze che hanno avuto un revival 10 anni dopo con il post-shoegaze o il punk col post-punk o l'hardcore col post-hardcore anche se poi sappiamo che qualcuno è PRE, qualcuno è POST, senza essere mai stato niente. NIENTE.
Comunque Mezzanine uno dei più grandi dischi degli anni '90. Senza discutere. Parliamo di un disco che ha dentro Angel, Teardrop, Inertia Creeps, Exchange, Dissolved Girl e Group Four, cioè, non so se ci siamo capiti.