Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7754 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Sibylle Baier Colour Green
Voto:
Ah, è diventata una pagina amarcord con i racconti sulle autoradio Pioneer e le musicassette con la plastica spaccata stipate nel vano del cruscotto? Beh, allora contribuisco io con la vecchia Opel Calibra e le cassette consumate di Pink Floyd, Chicago e Simply Red (primi '90).
Solita recensione almotasimiana con la solita puntuale aneddotica ricolma dei soliti lemmi del lessico colto. Però, non so, quello "Pfizer" lo vedrei meglio con "lo", estendendo quanto valido in lingua italiana per termini inizianti per occlusiva e sibilante o sibilante e dentale. Mezzo punto in meno: da cinque e mezzo passi a cinque.
Raiz Ya!
Raiz Ya!
4 apr 21
Voto:
Lo sentirei soltanto per i riferimenti del prolifico recensore a Leftfield e Planet Funk, ma non è decisamente la mia tazza da tè e quel "sufferation" è veramente un pugno in un occhio... @ZiOn, per stavolta passo in attesa di prossima proposta
Pupi Avati La Casa Dalle Finestre Che Ridono
Voto:
Ero ben consapevole della fama del film e me ne sono tenuto alla larga, conservando la mia infanzia igienicamente perfetta. Un @[Caspasian] inusualmente terreno e scevro da sovrastrutture depensanti. Molto bene.
Rosa Balistrieri La Sicilia di Rosa Balistreri
Voto:
Unnè chiù timpu ri quasette, @[MarkRChandar]: bonu fici 'a picciridda a livarisilli cu 'stu cavuru!
Enigma The Cross of Changes
Voto:
Invece a me "Return to Innocence" cosava parecchio. Il resto invece non lo ricordo, ma dubito che sia meglio dell'ottimo MCMXC A.D. che resta secondo me un capolavoro ineguagliabile degli anni '90. È incredibile il numero di autori di musica new age che hanno tratto ispirazione da quel disco lì.

Comunque bel ripescaggio, @[ZiOn]: lo riascolterò per rinfrescare la memoria.
The Unicorns The Unicorns: 2014
Voto:
Non ho capito: esistono davvero questi qui? E colorano a mano coi pennarelli Carioca le copertine?
Lana Del Rey Chemtrails Over The Country Club
Voto:
Allora, Lanuccia rappresenta uno di quei tipici casi in cui il giudizio viene falsato dalla simpatia nutrita nei confronti del personaggio. Non v'è dubbio che certo suo modo di porsi nelle canzoni - risalente soprattutto ai tempi di Ultraviolence - è urticante al pari dell'assurda mistificazione dei tratti somatici che la rende apparentemente vacua e artefatta, ma volendo limitare il giudizio al suo mestiere, quello di cantante, due elementi vanno messi agli atti: l'eclettismo vocale con cui continua a "creare musica" ove non ci sono i presupposti (qui il picco è White Dress dove inaugura una sorta di falsetto roco che è pura melodia) e l'incredibile prolificità con cui continua a sfornare lavori, alla faccia delle tanto celebrate colleghe che vivono di dischi tirati avanti per anni grazie alle solite operazioni commerciali che dilatano i successi per miriadi di stagioni grazie a tour e clip promozionali. Questa sua onestà intellettuale per me è un punto di forza che la rende veramente una mosca bianca nel panorama internazionale.
Ciò detto. Ciò detto qui Lanuccia si lamenta un po' troppo e non vedo soluzioni interessanti dal punto di vista musicale al pari dei dischi precedenti. Insomma, è una discreta rottura di minchiuzza. Tre stelle bastano e avanzano.
Lady Gaga Chromatica
Voto:
Vecchia lenza lo ZiOne: se ha scritto così bene di Lady Germanotta, un motivo ci deve essere, ed in fondo nel circo plasticoso delle starlette contemporanee, Lady G non è certo una delle peggiori perché sa cantare bene, suonare anche meglio e soprattutto si è segnalata per aver trovato la celebrità con un pezzo che campiona i Boney M (e non può quindi essere un'illetterata musicale come molte delle sue colleghe). Ci sono certo le solite operazioni commerciali, ma qualche buon pezzo l'ha firmato. Ora l'impressione è che dopo anni di musicaccia irresoluta, con quest'ultimo sia tornata a livelli dignitosi, con un concept che ricorda, per struttura, l'ottimo Archandroid di Janelle Monae (ma siamo certo su ben altri livelli) e prova ne è sicuramente lo sdilinquimento di ZiOn. Tuttavia ho sentito qualcosa e benché sia a mio avviso corretta la riabilitazione della Germanotta ad artista di rilievo dei giorni nostri, non percepisco il proclamato miracolo. Un razionale? Non scorgo un vero e proprio tentativo di rendere "interessante" il prodotto con accenni di sperimentazione - anche vocale - o contaminazioni musicali. Poi la storia dei suoi fantasmi mentali comincia ad essere un po' logora: è dai tempi di The Fame Monster che ce la mena e forse dopo quasi vent'anni di autocommiserazione sarebbe ora di cambiare disco.
Comunque lo sentirò meglio, ché devo proprio capirle queste quattro stelle e mezzo date da uno che riascolterebbe volentieri le quattro ore tritamaroni di Kesto dei Pan Sonic...
Henry Threadgill Too Much Sugar for a Dime
Voto:
Lo sai che passo sempre anche se esplori territori a me non congeniali. Stavolta non ho appunti da fare, ché la recensione è ottima.
Population II À La Ô Terre
Voto:
Ah! Dalla cover sembrava l'ennesima riedizione di Kid A (per il quale @[algol] va matto) ma per fortuna pare decisamente tutt'altro. Dati i riferimenti, passa in pole position nella coda di ascolti. Bella doppietta, Psycho (appunto, questo era il secondo goal perso di Udinese-Panathinaikos).