Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7614 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
IronMaiden IronMaiden
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@Giola: cara, perchè questo è un DeCaso Letterario! Per visualizzare la home page "segreta" dei casi letterari, devi cliccare su uno dei due link presenti nella casa pagina "ufficiale", in basso a destra, subito sopra il codice a barre: "La DeCasistica o La DeCasistica". Consigliatissimi quelli di Nero, mio Maestro e guida: dei veri gioielli!!:))
IronMaiden IronMaiden
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"il mio pensiero non la pensa così" + Ambient tra i generi hanno dato il verdetto: genio!! Mandane abbomba!!
Roberto Bolaño & A. G. Porta Consigli Di Un Discepolo Di Jim Morrison A Un Fanatico Di Joyce
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A me, invece, il titolo sembra un po' una caghicchiata. Però la recensione mi ha incuriosito... Cosa mi consigliate di Bolano?!
Neil Gaiman American Gods
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@Kemosabe: verissimo quello che dici sulla seconda parte. Ti dirò, secondo me, il vizio del "finale di corsa" si collega proprio alla tendenza di Gaiman a farsi un po' prendere la mano dalla sua stessa inventiva. Questa cosa l'ho notata anche in "Mirror Mask" il film di Dave McKean, sceneggiato proprio da Gaiman: sembra quasi che Gaiman sia più interessato a "dare vita" a certi personaggi, che non a creare un intreccio valido in cui farli muovere. In un'opera di grande, grandissimo respiro, come poteva essere appunto Sandman, Gaiman ha avuto la possibilità di sfruttare i propri personaggi al meglio e di tirare le fila delle loro esistenze senza troppe paturnie circa i tempi e i modi della narrazione. Con un romanzo e, ancora di più, con un film (che hanno limiti strutturali intrinseci), il problema si pone prepotente e così emergono certi suoi limiti di "organizzazione dello spazio narrativo". Poi, per carità, è solo una mia idea... non è detto che debba essere così!!:)) @Ghemison: ti ringrazio tantissimo!! non sapevo proprio nulla del Lucifer di Carey! Purtroppo ho abbandonato (quasi) del tutto l'unverso fumettaro ormai da anni... grazie davvero! voglio provare a recuperarne qualche albo!!
Neil Gaiman American Gods
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In un certo senso sono d'accordo. Sandman era davvero uno scrigno in cui Gaiman era riuscito a raccogliere i tesori più disparati... dall'antica Roma a Shakespeare, dalla Ibsen a Dante. La decadenza degli Dèi (per quanto mi ricordi...) veniva però soltanto accennata. Secondo me l'aspetto di Sandman che qui viene più riciclato è quello della "convivenza" tra i diversi pantheon, come accadeva, ad esempio, nel ciclo La Stagione delle Nebbie, quando Lucifero rinuncia all'Inferno e Sogno si ritrova con il difficile compito di decidere a quale divinità consegnare le chiavi. Qui - per ragioni "strutturali" - l'intreccio è molto più limitato, punta tutto sulla campagna di arruolamento di Dèi in vista dell'Armageddon e, ovviamente, non può vantare quella grande eterogeneità di fonti che invece caratterizzava Sandman. Sono sempre stato del parere che Gaiman non sia un grande "inventore". E' piuttosto un eccellente "rilettore" e "decontestualizzatore" (vedasi, ad esempio, Anubi che fa il becchino) e, in questo libro, credo che tutto sommato il trucco gli riesca...
Neil Gaiman American Gods
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I Ragazzi di Anansi, francamente, mi è sempre sembrata un po' la brutta copia di American Gods: diverso nello spirito, certamente, ma fin troppo simile nello spunto di partenza. Coraline rimane, nel suo piccolo, un gioiellino. Il che, forse, può essere una ulteriore prova di una certa "limitatezza" del Gaiman romanziere: meglio quando punta più basso, con pochi personaggi e un intreccio più semplice, che non quando si fa prendere troppo la mano dalle sue giostre di personaggi pittoreschi. Il suo esordio da romanziere - Nesssun dove - era un fantasy metropolitano con delle trovate davvero ottime. Non originalissimo, un po' zoppicante come scrittura, ma alcuni personaggi erano meravigliosi. C'era davvero la sensazione che, con l'esperienza, avrebbe potuto "spaccare" anche come scrittore. Poi, però, ha tirato fuori "Stardust", che, per quanto caruccio, rimane il punto più basso della sua carriera di romanziere... Se non altro è piuttosto prolifico!! :))
Neil Gaiman American Gods
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E dopo le pippe, ecco la vera recensiooneee!! Dunque, per quanto mi riguarda, American Gods rimane il punto più alto del Gaiman romanziere. Ciò nonostante, credo che anche American Gods non sia del tutto privo di difetti (da qui le 4 stelle). In particolare: 1) il ritmo. Io faccio parte della categoria di quelli che hanno attacchi di priapismo ogni volta che si avvicinano ad una nuova opera di Gaiman. Però ho provato a far leggere questo libro a gente un po' meno malata, e quasi tutti lo hanno trovato un po' lento, un po' troppo diluito. Soprattutto nella prima parte; 2) Questo è forse il libro più ambizioso di Gaiman. In pratica l'idea è quella di fare una "summa" di tutte le divinità dimenticate presenti in America... inutile dire che in più occasioni l'autore rischia di rimanere vittima del proprio gioco, di farsi prendere la mano, di buttare troppe verdure nel minestrone. E' un difetto che si può riscontrare in altre sue opere. Forse il risultato finale non viene intaccato in maniera determinante, ma in alcuni pasaggi direi di sì. Detto questo, credo che American Gods rimanga un libro affascinante. Uno dei pochi fantasy (perchè tale secondo me va considerato), che si pò leggere senza vergogna (:)) ) Per alcune soluzioni narrative, per la malinconia che emerge in alcune pagine, per la "gentilezza", tipicamente Gaimaniana, con cui vengono trattati i vecchi Dèi. Credo anzi che tutto il libro possa considerarsi una sorta di "atto d'amore definitivo" dell'autore a quel misto di mitologia, epica, religione che forma il culto degli Dèi antichi. Imperfetto, fin troppo ambizioso, forse, ma pur sempre un atto d'amore.
La Dionea La Sindrome di Cassandra (EP)
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Vero: dalla descrizione sembrerebbe proprio interessante... Più tardi faccio un giro sul loro miospazio. Bravo e benvenuto.
Annexus Quam Osmose
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Bravo bravissimo... segnalazione acquolinosa. Bravo bravissimo.
Mario Biondi If
Mario Biondi If
22 nov 09
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Blech, smettila di provarci con mia nonna!!