Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7617 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Colour Haze Ewige Blumenkraft
Voto:
Beh, ma secondo me anche la "monotematicità" va cosiderata in maniera "relativa": è un po' il genere stesso a basarsi, chessò, sulla ripetizione ossessiva dei riff, o su una certo monoliticità di suoni e distorsioni. Anzi, anche sotto questo profilo credo si possa dire che i CH abbiano inserito elementi nuovi: penso ad un brano come 2-7, che sembra una filastrocca per bambini, con la voce appena sussurrata, o all'incidere scemo di Where The skies end, a quell'insana tendenza alla jam strumentale o al taglio freak di molti brani. Secondo me, perlomeno fino a "Colour Haze" gli elementi idonei a variare il sound c'erano. Se invece parliamo delle ultime uscite, in effetti, sono il primo a dire che mancano un po' di smalto. Aggiungo un'ultima cosa e poi la smetto di sbrodolare su sto gruppo, che mi sa che ormai ho ammorbato tutto il sito: un ulteriore merito che, a mio avviso, deve essere riconosciuto ai CH è quello di aver proposto una musica dal profilo tecnico piuttosto elevato. Non credo di dire una roba poi così fuori dal mondo, dicendo che lo stoner, in sè, non è esattamente un genere per virtuosi: già il fatto che la base ritmica di molti gruppi sia essenzialmente una rilettura del primo Iommi, la dice lunga. La musica di Koglek e soci, invece, ha quale presupposto irrinunciabile una dimestichezza con gli attrezzi del mestiere davvero notevole. Per dire, a me piace da morire come suona Eddie Glass (lui, si spudoratamente hendrixiano!) dei Nebula (che non sono proprio stoner, tra l'altro), ma è un modo di suonare "diverso". Non so come dire: Glass è peccaminoso, uno che con la chitarra ci vuole andare a letto e farci i numeri da circo. Koglek è un romantico, uno che la citarra sembra volerla corteggiare e fare divertire. Non parliamo poi della sezione ritmica... seconda solo a quella dei Jex Thoth! :DDD
Colour Haze Ewige Blumenkraft
Voto:
Verissimo! penso tu abbia azzeccato perfettamente uno degli approcci compositivi più utilizzati da Koglek: parte da una piccola, talora piccolissima, frase chitarristica, che viene fatta girare praticamente in loop, con continue, piccolissime variazioni, sviluppandosi in crescendo. Non so se possa ritenersi una conferma di ciò che dici, ma sta di fatto che le due ultime uscite della band ("Tempel" e "All") iniziano a mostrare un rallentamento sotto il profilo della creatività e dell'inventiva. Non che si tratti di brutti dischi, per carità. Tempel è un buon lavoro, solo un po' troppo "fermo" su un unico schema che sembra riguardare tutte le canzoni. Nell'ultimo, poi, è stata utilizzata una strumentazione più ampia, che comprende ad esempio anche il sitar, peccato che il risultato, nella sua interezza, risulti un po' poco digeribile, la tiri un po' troppo per le lunghe. Diciamo che dopo una serie di uscite in continuo miglioramento, è subentrata una specie di sensazione di "eccessiva prevedibilità" delle soluzione e delle scelte compositive. Per quanto riguarda il discorso Homme vs Koglek: io sono del partito che tende a tenere separati i due gruppi. Anche perchè credo che i ruoli ricorperti da Homme nei Kyuss e da Koglek nei Colour Haze non siano affatto equiparabili: a quanto ho letto, Homme era più che altro un mezzo gregario o, comunque, era semplicemente uno dei quattro membri dei Kyuss. Stefan, al contrario, è il leader maximo indiscusso del terzetto di Monaco. Più passa il tempo e più mi sembra che Kyuss e Colour Haze abbiano sempre meno in comune: è come se gli stessi ingredienti (il riferimento è chiaramente ai suoni di chitarra e al riffing) siano utilizzati in contesti completamente diversi. Anche l'elemento psichedelico, ad esempio, mentre nei Kyuss era considerato sotto il profilo desertico-lisergico-visionario, nei CH mi sembra abbia un taglio più freak e spiccatamente seventies, meno "malato" e più epico-romantico-"figliodeifioresco" ... poi magari non ho capito un cacchio nè degli uni nè degli altri, eh!:DD
Colour Haze Ewige Blumenkraft
Voto:
mmm... a dir la verità non mi sembra che su queste pagine i Colour Haze siano mai stati granchè accostati alla scena "kraut". Lo stesso Stefan, nelle faiv question che gli ho sottoposto qualche mese fa, ha escluso che il kraut abbia avuto una particolare influenza sul sound della band. Ovvio, poi, che trattandosi di band tedesca, che per di più intitola il suo capolavoro "Los Sounds Des Kraut", la parola "kraut" salta fuori, ma è più che altro un accostamento nominale, che tutto sommato poco ha a che fare con l'aspetto musicale. Il merito dei Colour Haze credo sia stato quello di prendere spunto dallo stoner kyussiano e di riplasmarlo inserendovi un approccio chitarrisico più complesso, certamente debitore allo stile di Hendrix e di Jerry Garcia. Di fatto hanno dato nuova linfa ad un genere, lo stoner, in cui i gruppi iniziavano ad essere davvero l'uno la fotocopia degli altri. Sono tra i pochi che, pur mantenendo le distorsioni à là Homme, hanno un loro stile immediatamente riconoscibile: jammoso, psichedelico, ultrawattoso, ma estremamente curato sotto il profilo del songwriting. Brani come Love, Overriding o House Of Rushammon, direi che sono esempi notevoli di capacità compositive ben al di sopra della media. Poi, per carità, sono il primo a riconoscere di essere tra i principali fautori dell'hype di cui parli! :)))
Fates Warning A Pleasant Shade Of Grey
Voto:
Caro xyz, non c'è bisogno di arrabbiarsi! qualora l'incauto recensore si sia dimenticato di mettere l'anno di pubblicazione di un disco, basta cliccare sul nome dell'artista e accedere alla sua scheda. Ivi potrai trovare l'intera discografia come risulta nell'archivio di musicbrainz. Cliccando poi sul disco di tuo interesse verrai edotto circa la tracklist, la durata dei brani e, appunto, l'anno di pubblicazione. Quanto, poi, alla questione della tua scheda personale a tale fantomatico "puntino" giuro che non ho capito di cosa tu stia parlando. Se è una roba grave scrivi con fiducia a staff@debaser.it. Inutile che mi mandi un msg pvt perchè tanto non mi viene segnalato. ciao ciao! ;)
Fates Warning A Pleasant Shade Of Grey
Voto:
Sua Sfasciosità Messer Carrozze, le diro, quando lei mi viene fuori con certi commenti che in due righe riassumono l'intero Bartle-pensiero, è per me come un'epifania. Commento davvero belo il suo.!
Fatso Jetson Cruel & Delicious
Voto:
Confesso di avere avuto bisogno di un ripassino: davvero non avevo grossi ricordi di questo disco! Riascoltato un paio di volte mi è sembrato un buon disco, forse un po' troppo "arrangiato". Comunque bella proposta: questo è un gruppo che meriterebbe più visibilità su queste pagine. Sfrutterò questi giorni per rispolverarmi la loro discografia. Bravo!
Graveyard Graveyard
Voto:
@Sfascia: e io che pensavo che avessi definitivamente ripudiato il sacro fuoco siderurgico! beh, ma pure quello è "effetto nostalgia", no?!? @Dissonance: guarda, Euphoria credo sia stato il disco che ho ascoltato di più quest'estate: in pratica ci ho trovato tutto quello che volevo sentire in quel particolare momento e in quella particolare situazione. Essendo, però, un disco più "intimista", mi sembra che abbia bisogno di un giusto "mood" per essere davvero apprezzato. Questo, invece, avendo un taglio più classico e comunque più prettamente rock, in pratica mi sta accompagnando fin dalla primavera scorsa, quando l'ho comprato per dieci miserrimi euri! :)) Diciamo che, nella mia personale classifica dei dischi "nati già vecchi", Graveyard si aggiudica il primo premio. :))
Graveyard Graveyard
Voto:
@Odra: grazie mille... il tuo commento mi fa davvero piacere, ma mi imbarazza anche un poco! :) Purtroppo ho sempre meno tempo da dedicare alle recensioni: accumulo idee e spunti per settimane, e appena ho una mezza giornata libera, cerco di dare al tutto un senso. A dir la verità il risultato non sempre mi soddisfa, ma almeno posso parlare dei dischi che mi piacciono! @Terry: grazie per aver deciso di non toccarmi il piumaggio... gradisci del formaggio?!? ;)
Robert Johnson King of the Delta Blues Singers, Volume 2
Voto:
No, no!!! io non ho fatto niente!! il "merito" va equamente diviso tra chi ha dato l'okkei e chi si è sbattuto per scrivere ed editare questa rece. Io, al massimo, posso giusto adeguarmi alla sfilza di 5 e insistere sulla "De-EnC'E'clopedia dei chitarristi": pensa che roba, per ogni chitarraio una breve bio-discografia, l'analisi dello stile con rimandi ai brani più significativi, e delle schede sulla strumentazione. Per me sarebbe una ficata!
Graveyard Graveyard
Voto:
@Ole: in effetti sta cosa di Cope mi ha lasciato piuttosto perplesso. A parte che non è esattamente il mio "critico musicale di riferimento", però davvero non avrei mai pensato che i Jex Thot gli potessero piacere. Bah! sono sempre più convinto che troppi krauti nel '71 gli abbiano un po' spanato il cervello. @michoos: in Svezia ultimamente c'è una bella scena di rock revivalistico: una manciata di band che del periodo d'oro del rock riprende davvero ogni aspetto. Non so se il gioco potrà durare ancora molto. Personalmente temo che prima o poi la gente (tra cui il sottoscritto :)) ) si stuferà di ascoltare dischi che sembrano essere stati pubblicati trent'anni fa. Però alcun uscite valgono davvero un ascolto...