nes Bannato

DeRango : 19,86
DeEtà™ : 6161 giorni • Qui dal 1 agosto 2009
Walt Disney Manuale delle Giovani Marmotte
Voto:
"The Publisher è puro de-plagio della realtà de-recensorea, scherzosamente intrapresa per far comprendere ai de-utenti, come sia in realtà semplice pubblicare recensioni pessime, ottenendo un modesto seguito fanciullesco. " parole sante.
Walter Veltroni La sfida interrotta: le idee di Enrico Berlinguer
Voto:
De Lorenzo va via? Ci sarà meno puzza di razzista. "l'Ambrosiana Inter - schiera in campo una squadra composta di extracomunitari, senza alcun vero italiano se non l'ottimo Materazzi ed il carneade Santon" Balotelli è Italiano sporco razzista di merda. guarda le altre nazionali come sono variopinte e come giocano bene. Guarda la nostra nazionale purosangue (che poi purosangue il cazzo camoranesi è argentino, ma è bianco e juventino, quindi a tutti va bene) che figura di merda.
Senza berlusconi al governo abbiamo vinto i mondiali con berlusconi facciamo solo figure di merda ( anche calcisticamente parlando) non influenzerà nulla a livello sportivo, lo so, ma è un dato di fatto, se c'è berlusconi l'Italia affonda irreparabilmente nella merda, in ogni campo. Ciao de lo( finto berlusconiano, mi mancherai quanto un emorroide.
Opeth Deliverance
Voto:
"Ho voluto scrivere questa recensione perché mi ero accorto che sul magnifico "Deliverance" c'era solo una recensione, quindi..." Cinque.
Opeth Orchid
Opeth Orchid
24 giu 10
Voto:
Creative style.
Danijel Zezelj Rex
Voto:
Di Zezelj ho letto altro, effettivamente era ora che qualcuno su deb ne parlasse.
The Chemical Brothers Further
Voto:
iban: questo Page not found | LinkCuts è Venetian Snares. Pezzuccio ostico, ma se dici che ti piacciono gli azzardi, quindi goditelo.
Bruno Vespa Nel Segno del Cavaliere
Voto:
sono sicuramente meno pornografici questi due comici racconti che non il tuo "saggio" ( cazzo! ci sono riuscito! sono riuscito a dirlo senza ridere) su B.
Bruno Vespa Nel Segno del Cavaliere
Voto:
emozionato. La sola a mantenere un contegno tran quillo anche se vagamente ironico, era la modella che pareva godesse del nostro imbarazzo. "Dite un pò bambini" disse la troia ad un tratto "non avete mai visto una fica nera?" "Senti bella - risposi stizzita - " ho visto più cazzi io di quanti ne hai beccati tu in tutta la tua vita".
Melissa, cosi si chiamava l'africana, scppiò a ridere e prese a titillarsi i capezzoli:" E allora perche non venite qui a dipingere i miei caporelli? Siete bravi anche con le lingue?" Si trattava di una autentica provocazione, ma Remo ed io non ci lasciammo intimorire. Dopo esserci scambiati uno sguardo d'intesa, ci lanciammo contro la puttana equatoriale che ci accolse a zinne dritte, Cominciò cosi uno dei più famosi incontri d'arte fra modella e artisti.
Remo,però, se ne fregava del tutto di succhiare i maxi capezzoli della negra.
Era un ragazzo semplice e istintivo che vedeva solo nell'incontro tra fica e cazzo il massimo dell'erotismo e del piacere, cosi glielo sbattee dentro in quella splendida foresta nera, dove trovò le tracce del passaggio di alcune carovane di cazzi.
Il mio collega prese a martellarle l'antro vaginale con violenti colpi che provocarono traboccamenti di umori che avevano l'odore di sottobosco.
Mentre ferveva la galoppata, mi sistemai in modo di poter leccare sia il cazzo stantuffante di Remo, sia la fica pulsante della modella.
Rimasi addirittura inebriata dagli effluvi graveolenti che provenivano da quel potente fregamento. Inoltre lo spettacolo che si era presentato sotto ai miei occhi era veramente un inno alla natura, al selvaggio movimento del possesso! Mentre leccavo la clitoride di Melissa, cercavo di tenere a mente ogni più piccolo particolare, per immortalare il tutto su una tela che avrebbe rappresentato il mio capolavoro.
Più tardi fu la negra a restituirmi la visita e lo fece per farmi assaporare la sua lingua rasposa che mi provocava brividi di intenso eccitamento. Nel frattempo Remo seguitava a scoparla.
Sembrava non volesse più uscire dal bosco. Cosi m'ingegnai a leccare tutta la pelle di Melissa, con particolare riguardo al pauroso spacco situato tra le sue chiappe nere.
Finalmente le cose cambiarono....Remo abbandonò la fica fradicia di Melissa e mi aiutò a sistemarmi su di lui, nella posizione del 69....Succhiai il suo cazzo e lui la mia fica, mentre la negra mi infilava la sua raspa nel buco del culo.
Cacciai un gemito di piacere.Quell'incontro mi sarebbe stato utilissimo per proseguire la mia attività artistica. Avevo conosciuto particolari sessuali importantissimi Dopo queste prime schermaglie d'amore ci eravamo letteralmente galvanizzati.
Remo mi impalò sulla sua asta di ciccia scuotendomi come un albero di olive mature.
In quel momento Melissa prese d'assalto il mio corpo. Cominciò a leccarmi dal clitoride alla radice dei capelli, dalla nuca al buco del culo... e poi le cosce accoglienti, il ventre palpitante, le tette vogliose.Quella della negra era una lingua pesante, che si faceva sentire...
Dava la stessa sensazione di cinque dita con le unghie appuntite che ti raspano delicatamente la schiena. Una esperienza folle, inimmaginabile. Mi chiedevo come sarebbe stato possibile rendere adeguatamente quelle supreme sensazioni con una matita e un foglio da disegno.
Mentre l'uomo continuava a slargarmi la fica col suo mazzuolo, Melissa aspirava con la sua bocca capace, una buona porzione di tette. Sembrava che volesse asportarmele ed io, pur cominciando a provare una sottile sofferenza erotica, accettavo quel succhiaggio poderoso, cercando di fare entrare nelle sue fauci, l'intero globo della mammella. Fu in quel momento che Remo, con un urlo da fiera selvaggia, rovesciò sul mio corpo una valanga di sperma che Melissa e io stessa cercammo di non perdere con le nostre lingue.
Poco dopo il professor Saltarini rientrò nello studio e ci trovò tutti ai nostri posti.
Appena in tempo! George
Bruno Vespa Nel Segno del Cavaliere
Voto:
La mia predisposizione per le arti figurative ha radici antiche.
Ero ancora una bambina quando realizzai le mie prime opere con i pastelli che mi aveva regalato mio padre. Erano lavori di fantasia per lo più riguardanti il tramonto del sole o piccole barche colanti a picco nel mare. Mi chiamo Clotilde e appartengo ad una agiata famiglia di Milano. I miei genitori, devo dire, appoggiarono molto le mie tendenze artistiche, anche se non si rendevano conto che queste presupponevano una cultura interiore capace di mettere a nudo le inclinazioni della propria coscienza. Mio padre, per esempio, insisteva che riprendessi trionfi di frutta e ortaggi da lui faticosamente preparati, ma io detestavo le "nature morte", al punto di piangere alla sua ostinazione. Con l'aiuto di mia madre, ottenni di passare dieci giorni di vacanza da una zia che abitava in campagna, al cospetto di una natura esaltante nella sua rigogliosa bellezza.
Mia zia possedeva dei cavalli, e furono quelli ad attirare principalmente il mio estro. Lavorai per dieci giorni di seguito con un fervore che non mi conoscevo prima. Forse avevo trovato la naturale inclinazione del mio spirito. Macchè! Quei dieci giorni non furono che l'inizio di un pessimo rapporto tra me e mio padre e forse una svolta nella mia vita fino ad allora cosi ricca di spunti creativi! I miei vollero vedere la produzione artistica di quella vacanza. Non l'avessi mai fatto! Il primo foglio del mio album, rappresentava uno scorcio di campagna con alcuni cavalli che pascolavano sul fondo.
L'opera ebbe l'approvazione incondizionata di entrambi. La mia matita aveva ripreso con un realismo eccezionale, il membro di un cavallo in piena erezione.
Uno spettacolo sconvolgente che solo chi ha avuto la fortuna di assistervi può apprezzare la selvaggia bellezza! Dal secondo foglio, l'album non riportava altro che cazzi di stalloni ingrifati, presi da ogni angolazione e da diverse prospettive.
Inoltre c'erano disegni che riproducevano gli aspetti più sensazionali della monta equina. Ne ero rimasta letteralmente affascinata! Mio padre però non fu dello stesso avviso.
Per un pò temetti che gli venisse un colpo apoplettico, ma infine prese a sbraitare contro di me e contro mia madre che aveva preso le mie difese, o meglio le difese della mia opera artistica. In effetti la mamma si dimostrò un energica sostenitrice dell'arte ispirata alla natura. Fu lei che in seguito mi fece proseguire agli studi ignorando completamente le proteste sempre più deboli di mio padre, che seguitava a sostenere che ero una zoccola anzichè un'artista.
Oggi che sono cresciuta, so che è il sesso a ispirare la mia indole artistica.
Seguito a dipingere cazzi, fiche, culi, e tette e tutto ciò che abbia a che vedere con queste parti anatomiche, con una passione che non ha l'eguale.
Ci sono pittori che continuano a dipingere imperterriti, e per tutta la vita, biciclette, barche, ombrelloni sulla sabbia, e io invece dipingo cazzi.Che ci volete fare? E lo dico senza nessuna malizia: questa mania riguarda solamente il lato artistico creativo del mio cervello. Per il resto sono una donna normale con un normale appetito sessuale.
Ad un certo punto, la mia più grande aspirazione divenne quella di riuscire a frequentare la scuola di nudo del celebre prefessore Saltarini. La cosa non era facile, perche il Maestro notoriamente accettava allievi solo dopo un rigoroso esame e quando aveva la convinzione che si trattava di un elemento con ineccepibili doti artistiche.
Figuratevi quindi la mia gioia quando il sommo, dopo aver visionato le mie opere migliori, mp accettò nel suo studio.
Il primo giorno di lezione, c'era con me anche un altro studente, Remo, un vero fenomeno del pennello e della matita. Dopo averci dato le ultime istruzioni, il professor Saltarini ci lasciò soli con una modella di colore con un ficone nero che più nero non si può! Un pezzo di fica statuario che nemmeno nei musei avevo mai visto l'uguale! Anche Remo era visibilmente emoz