Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7753 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Bummer Dead Horse
Voto:
Allora, la prima parte è di DeMa, mentre la seconda è di Algol da "Eccovi" in poi, quando il turpiloquio prende il sopravvento. Chiaramente non lo ascolto nemmeno sotto effetto di Popper, nel senso del filosofo.
Yasmina Khadra L’ultima notte del Rais
Voto:
Mannaggia, mi hai un po' illuso con tutti quei link luccicanti: mi aspettavo qualcosa di roboante, ma alla fine si tratta di foto innocue nonostante i succosi assist da poter sfruttare su Re Idris e Berlusconi. Proposta comunque interessante, come si suol dire.
Bongwater The Power of Pussy
Voto:
Uhm, i Labradford psichedelici? Ti prendi tu le responsabilità di questa affermazione molto forte e altresì sovversiva, Stan? Per il resto con un titolo così non si può fare a meno di avvicinarsi a quest'opera così evocativa, anche se la copertina è di bruttezza veramente peculiare.
RJD2 Deadringer
RJD2 Deadringer
27 gen 22
Voto:
Quindi solo un sesto dell'album è riservato a rappuserie? Allora lo ascolto. Recensione ottima, caro nerdone!
Dmitri Shostakovich Sinfonia n. 13, Op. 113 "Babij Jar"
Voto:
Caro Kyrie, non potrei e non dovrei essere sbrigativo tacendo di fronte a cotanto scritto, ché non vorrei certo che non vi fosse spunto di discussione a corollario di un così denso "raccontare" e la mia lingua è quella biforcuta e non posso mentire a te e a me stesso: io Primo non l'ho mai amato. Il Motivo? Lo dici tu: "in 214 pagine Primo non ha una sola parola di condanna per i suoi torturatori". "Se questo è un uomo" lo lessi da ragazzino quando alla fine dell'anno scolastico si assegnavano i libri da leggere durante le vacanze estive e fu una lettura lenta e sanguinosa: ogni nuova pagina mi avvicinava al Levi prigioniero nell'attesa di avvertire un fremito, un cedimento, un urlo di dolore e disgusto che facesse eco a ciò che percepivo di fronte all'orrore raccontato. Ma l'attesa si rivelò vana, tanto che in breve all'avvicinamento si sostituì un respingimento progressivo. Troppo giovane per capire? Forse. Ci riprovai con "La tregua" qualche anno dopo ma fu peggio. E devo dire che fu una soddisfazione ricevere il convinto consenso della docente di italiano di allora a cui confessai di preferire un piccolo gioiello come "Il silenzio dei vivi" di Elisa Springer, letto tutto d'un fiato, alla scrittura analitica e asettica di un Levi.

Sia chiaro, questo non scalfisce minimamente la percezione del valore della tua recensione, se così si può chiamare. Ma capirai che il mio "sentire" rispetto a Levi non riesce ad essere allineato al tuo. Sul resto non potrei avere nulla da eccepire, se si eccettua quell'anacoluto iniziale che mi ha procurato una lieve fitta allo stomaco (ho come l'impressione di dovere fare le veci io del @[GrammarNazi] stavolta), ma mi rendo conto che probabilmente non c'è altro modo di rendere in maniera più icastica quell'immagine in cui un giovane Kyrie si avvicinava a Levi per la prima volta. E ora mi taccio, anche in ossequio al gigantesco Dmitri.
Diaframma Siberia Reloaded 2016
Voto:
Si è creato un malinteso, credo. Tu stai parlando di un disco diverso da quello del 1984, ma pare che non tutti abbiano colto, eccezion fatta per quella solita vecchia lenza di @[HOPELESS], a giudicare dalla generosità dei voti che sembrano sottintendere dei giudizi nei confronti dell'opera primigenia. Eppure sin dal titolo dell'album (e dalla copertina) eri stato chiaro. Però nel resto della recensione i contorni dell'una e dell'altra opera tendono a sfumare confondendosi o quantomeno non riporti elementi tangibili, chiari, distintivi tramite cui si possa tracciare la dovuta linea di divisione. Dovessi votare l'opera, voterei con 4 sesterzi quella originale, ma tu parli d'altro, quindi non lo farò. Dovessi votare la recensione, voterei con 5 ghinee per il tuo meriggiare pallido e assorto, ma per sciogliere il dedalo mi hai costretto a rileggere la recensione e questo non te lo posso perdonare. Che carogna che sono.
Fabrizio De André Non al denaro non all'amore né al cielo
Voto:
Non può che essere questa la migliore delle recensioni possibili su questo disco di De André, di cui mi trovo ad apprezzare anch'io il Malato con la convinzione che sia il pezzo più bello della sua intera discografia. È la migliore recensione perché parla di ciò di cui è lecito parlare: il racconto. D'altro non v'è traccia e qui mi fermo, ché chi mi conosce sa bene quanto sia conflittuale il mio rapporto col cantautore genovese. Joe in grande spolvero.
Pixar Film Pixar dal meno bello al più bello
Voto:
Maledetto @Martello: bastava spendere qualche parola in più per ciascun lungometraggio e alla fine potevi fare una classifica mandando una recensione alla volta (magari con frequenza settimanale): così si sarebbe creata un'indicizzazione efficace delle opere Pixar sul DB e nessuno avrebbe avuto da ridire. Devo essere sincero: ho letto le minirecensioni e punteggiatura ad mentulam canis a parte, mi sembrano delle analisi piuttosto centrate. Ti dico solo che Brave non mi è dispiaciuto e Monsters University potrebbe meritare qualche gradino più in alto: secondo me viaggia su buoni ritmi per tutta la durata del film e l'ambientazione nel campus universitario è briosa senza essere debitrice delle pellicole dello stesso genere. Per il resto, sei sempre il solito.
Steven Spielberg West Side Story
Voto:
Joe un pelino meno ispirato del solito, a mio avviso, ma sempre puntuale e dalla sintassi asciutta e senza sbavature. E poi anche di uno Spielberg senile bisogna sempre chiedersi se vale la pena prestare un occhio, un po' come quando Agassi era in circolazione fino ai 35 anni: non potevi mai escluderlo dai favoriti del torneo. E ora ho buoni elementi per lasciarlo perdere, almeno questa volta.
Paolo Vallesi La forza della vita
Voto:
Eh, ma "La forza della vita", che in fondo in fondo non era poi malaccio come canzone, mi ha dato modo di ideare una serie di variazioni del testo di grandissimo impatto emotivo, prima tra tutte "La forza della minchia" che recitava:
"Quando sentirai
La patta tra le dita
La riconoscerai
La forza della minchia!!!"
Quindi per forza di cose sono molto legato a questa delicata trenodia. La recensione non si capisce bene dove voglia andare a parare: spaccato esistenziale con risvolti grotteschi? Rivalutazione semiseria dei nineties italiani? Supercazzola umoristica? Forse solo la forza della vita potrà darci una risposta.