Eneathedevil

DeRango : 18,21
DeEtà™ : 7754 giorni • Qui dal 18 marzo 2005
Holger Czukay Canaxis
Voto:
Ogni parola di elogio su questo capolavoro risulterebbe ridondante e già detta. Caro @[GullaryShulmann], ho sempre l'impressione che ti manchi qualcosa per fare delle recensioni perfette, anche se probabilmente si tratta di dettagli. Qui sai cosa manca secondo me? Un po' di organicità sulla disamina, giacchè il disco è composto da due lunghi brani con delle precise peculiarità e meriterebbero quindi di essere analizzati singolarmente, pur nel flusso omogeneo che dà il taglio alla tua recensione. Non riesco realmente a capire se parli solo di Boat-Woman-Song o spendi anche una o più parole per la title-track: credo che tu li abbia esaminati entrambi, ma in un continuum che a mio avviso non lascia capire del tutto dove finisce l'uno e dove inizia l'altro. Ti faccio comunque i complimenti per avere riportato all'attenzione dei più un capolavoro del genere spendendo per esso le giuste parole di encomio.
Federico Fellini Lo Sceicco Bianco
Voto:
Non uno dei miei preferiti di Fellini, chiaramente per una mera questione cronologica, dato che siamo appunto agli albori della fertile produzione del riminese, quindi ancora un po' acerba e con degli elementi tipici del cinema felliniano non del tutto a fuoco. Ciononostante, è comunque un bel film per tutti gli aspetti saggiamente sottolineati dal puntualissimo John.
Metto il carico da capiscione scassaminchia: dopo il celeberrimo "incinte", qui vorrei portare all'attenzione dei più un altro errore molto comune che ha per vittima il tanto bistrattato "zenit", che probabilmente per colpa di una famosa marca di orologi si è ritrovato ad essere scritto il più delle volte con un'acca finale. Altra vecchia storia il Warhol che diventa Wharol (qui non saprei bene perché). Poi, parlando di film, sarebbe meglio utilizzare "attribuirgli" in luogo di "attribuirvi" e c'è un refuso su Bergman (ma chiaramente è una svista). Però la recensione rimane centratissima.
Shoji Ushio Spectreman
Voto:
Troppo giovane per averlo vissuto, ma nel vedere qua e là gli spezzoni delle sigle e dei "best of" sul Tubo, ho solo una parola che esprime al meglio i miei sentimenti: inquietante.
Piero Ciampi Io e te abbiamo perso la bussola
Voto:
Molto bene, caro Asteriscato: ha voluto approfittare di uno spazio incredibilmente lasciato libero qui sul Deb a proposito di Piero Litaliano per recensire questo piccolo gioiello. Chiaramente la massima soddisfazione è averla vista scendere a compromessi giudicando l'opera con le stellette, motivo per me di orgoglio e vanagloria.
Su Piero si è detto tanto: mi limito qui a giudicare il disco, che a mio modo di vedere parte alla grande col terzetto iniziale per poi sfilacciarsi e piangersi addosso un po' troppo. Comunque quattro stellette meritate.
Fishmans Long Season
Voto:
Davvero un ottimo consiglio: l'ho ascoltato più volte ed è un gioiellino. Loro sembrano gli Animal Collective in salsa ponzu. Recensione asciutta e immaginifica.
Werner Herzog Paese del silenzio e dell'oscurità (Land des Schweigens und der Dunkelheit)
Voto:
No, stavolta qesta recensione non mi soddisfa. Secondo me è proprio il meccanismo del rifiuto di voler assegnare un giudizio al film il pomo della discordia, giacché non si capisce nettamente se il recensore ne consiglia la visione o meno e in caso affermativo il grado di trasporto. Dalla chiusa sembrerebbe di sì, ma quell'"esagera" all'inizio per me è fuorviante. Io ho un atteggiamento di curiosità nei confronti di Herzog - di cui ho visto, a mia memoria, il solo Fitzcarraldo - e ben accetterei un consiglio, ma un conto è dire "è un capolavoro", un conto è dire "bello, ne vale la pena". Qui io non riesco a cogliere il succo. Posso anche capire l'ostinata volontà di evitare le stellette, ma allora tutto il resto deve chiarire la bontà dell'oggetto recensito. Ho solo capito, a malapena, il soggetto, mentre il commento critico che dovrebbe persuadere alla visione, è latente. Peccato.
Depeche Mode Spirits In The Forest
Voto:
Non l'ho comprato (e ci mancherebbe) ma ho visto la tracklist online: certo che fa effetto vedere un brano "raro" come "The Things You Said" in un live o la non indimenticabile "I Want You Now". Anch'io covo sempre un inguaribile ottimismo nel salutare ogni nuovo lavoro di Dave e soci, ma per me la vena si è esaurita nel 2005 con "Playing the Angel", per cui da allora sono sempre speranze malriposte. Poi "Sounds of the Universe" e "Delta Machine", soprattutto il primo, erano vicini all'obbrobrio assoluto e non mi sorprende il fatto che i nostri non abbiano previsto di portare nemmeno un pezzo nell'ultima tournée.
Recensione più lunga del cartonato di Yao Ming ma colma di grumosa passione.
Il Rumore Della Tregua Canzoni di Festa
Voto:
Avevo per errore effettuato una crasi visiva e avevo quindi letto "Il rumore della fregna", salvo poi essermi ricreduto ad un'attenta rilettura. Diffidare sempre dei gusti di @[iside], difatti adesso lo ascolto e torno per confermare l'assunto. #forse
Sam Mendes American Beauty
Voto:
Ma tu pensa, non avevo nemmeno notato quel "movie" lì: per mia indole scassaminchia, mi ero più concentrato su quel "sebbene" con indicativo. Però non divaghiamo: la recensione è buona ed esaustiva, nonostante qualche periodo di troppo.
Il film secondo me ha goduto di qualche plauso troppo generoso: rimane un lavoro sagace e incredibilmente calibrato nel renderci odiosi praticamente tutti i personaggi, Spacey in testa, con la sua dimensione di borghese meschino incapace di gestire vita e famiglia, o ancora il colonnello Fitts omosessuale represso con un rapporto ai minimi termini col figlio e la violenza come unico linguaggio di comunicazione. Tuttavia, come spesso accade nei film di Mendes, ci sono a mio modo di vedere delle sonore minchiate. Come la celeberrima scena del sacchetto, messa lì per indurre nello spettatore non so quale riflessione sulle meraviglie del creato, ma a mio avviso nient'altro che una sciocchezza senza peso non all'altezza di un genio della regia moderna. In definitiva, quindi, un discreto lavoro che personalmente non mi fa gridare al miracolo.
Ingmar Bergman Alle soglie della vita
Voto:
Questa (adesso) sì che è una recensione! Massimo dei voti soprattutto per l'implicita lotta alle diciture settentrionaliste: "Cacare e non cagare, fica e non figa".