A me sembra che questi documentari delle piattaforme streaming siano ottimi prodotti di intrattenimento, mentre lascino enormemente a desiderare a livello di inchiesta vera e propria e ricostruzione storica.
Questo non fa eccezione: ha un bel ritmo, una bella costruzione della tensione narrativa (e infatti me lo sono friccato in una sola sera).
La sostanza, tuttavia, mi pare molto inferiore alla forma.
A parte il passaggio "a fine anni 90 eravamo tutti molto eccitati per colpa di American Pie e tutti molto aggressivi per colpa di Fight Club", che è una roba che puoi dire giusto a mia madre senza avere la certezza di essere mandato affanculo, si parla per tutto il film di capitalismo, imprenditori senza scrupoli interessati solo al profitto, di tagli al budget etc etc.
E i numeri, i documenti, i verbali delle riunioni operative, la corrispondenza?
Come viene detto nella recensione: quindi davvero non hanno incaricato nessuno per la rimozione dell'immondizia?
Ok, le cose non hanno funzionato. Ma perché? Perchè ci sono stati dei tagli al budget. Bene, fatemeli vedere.
Fatemi vedere i contratti di appalto dei cessi chimici e le royalties che i rivenditori dovevano versare all'organizzazione.
Altra cosa sono i personaggi intervistati.
In ordine casuale ricordo:
- John Scher: che ovviamente non ci vuole un cazzo a dipingere come malvagio interessato solo al profitto, disposto a negare l'evidenza, anche perché è bruttissimo e laido e se ha mai scopato in vita sua ha pure chiesto indietro il resto con il cashback.
- Michael Lang: che, inseparabile da dei pantaloncini imbarazzantemente troppo corti, mi pare il caso più eclatante di Asperger non diagnosticato nella storia dell'umanità;
- una veejay di MTV che per sua stessa ammissione conduceva dei programmi di merda quando MTV aveva ormai rinunciato ad ogni decenza, che mia pare molto più interessata a ricordare sempre e comunque che "è stato bruttissimo ed io ero lì"
- un giornalista freelance, che si è trovato per la prima e forse unica volta nella sua vita nel posto giusto, al momento giusto e che probabilmente grazie al girato di quei tre giorni si è comprato la casa e che ancora oggi al pensiero non riesce a non farsi venire un'erezione;
- una che mentre Sodoma si incendia le scoregge in faccia a Gomorra si mette a distribuire i sacchetti dell'immondizia e ho detto tutto.
- una piccola selva di assistenti, collaboratori, terze, quarte linee organizzative/operative che ai tempi avevano 20 anni e che, guarda un po', non sono stati minimamente coinvolti in alcuna decisione (ma che, lo riconosco, si sono trovati nel mezzo del casino).
- un tizio che evidentemente è stato scelto solo perché è il gemello di Beavis, e una che al tempo del concerto aveva 14 anni, ed entrambi che dicono che se facessero un'altra edizione domani mattina ci si fionderebbero.
Al Sindaco di Rome a momenti chiedono come si chiama e poco più.
Non vengono intervistati Fred Durst (che negli anni ha avuto diverse occasioni per tornare sull'argomento) o Anthony Kiedis (perché fare proprio Fire come bis?).
Da ultimo: le conseguenze?
Si sono aperti dei procedimenti civili o penali a carico degli organizzatori e/o dei facinorosi che hanno devastato una ex base militare?
Chi ha pulito l'area? Che fine ha fatto la società di Scher e compagnia briscola? Hanno guadagnato di brutto o sono andati in perdita?
Davvero: mi sono "divertito" a guardarlo, ma è soprattutto perché è efficacie nel suscitare ed alimentare una sorte di "pruderie" dell'apocalisse, per cui sai che Cartagine prima o poi verrà distrutta e non ti vuoi perdere il momento in cui le mura inizieranno a cadere.
Però non è un documentario come lo intendo io.
E' un Amarcord, un collage di punti di vista ed esperienze personali, che non aiutano a comprendere la verità storica e nemmeno si sforzano troppo di fornire spunti di riflessione.