Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Uriah Heep Abominog
Voto:
C'è stato un periodo - più o meno 15 milioni di anni fa... - in cui mi ero preso una piccola fissa per gli Heep. Da Media World si trovavano molti loro dischi a € 9,90 e ne avevo comprati un paio totalmente a caso, giusto perchè erano un gruppo che avevo spesso sentito nominare, ma di cui conoscevo soltanto Lady in black. In quella - unica - occasione ebbi un culo titanico, perchè mi portai a casa Deamons and wizards e Salisbury e così per un paio di mesi gli Heep rimasero il mio gruppo preferito di tutti i tempi. Ringalluzzito come una bestia, mi misi a comprare dischi degli Huriah come fossero noccioline da tirare ad una scimmia, ma infilai un filotto imbarazzante di discacci anonimi di cui non ho alcun ricordo e così mi fermai... Peccato che la fissa per sto gruppo mi sia finita prima di portarmi a casa il disco con satanasso in copertina.
Thomas Ligotti I canti di un sognatore morto
Voto:
Sembra molto interessante! L'unica cosa che mi frena dall'andare ad acquistare ogni cosa che ha pubblicato negli ultimi 150 anni è la formula del racconto che - ad eccezione di Carver, Boll e pochissimi altri - mi ha sempre ammorbato mica da ridere... Introduzione all'autore davvero ottima: dai tante informazioni ed incuriosisci. Bravo bravo.
Coil Backwards
Coil Backwards
14 ott 15
Voto:
Più che altro questa è la danza della punteggiatura messa come eieculazioni ritmiche di geniali menti disturbate...
Isao Takahata La storia della principessa splendente
Voto:
Non leggo la rece perchè ho guardato il voto tuo e dei commentatori e mo sono troppo curioso di vederlo. Però sono proprio contento che sei tornato. Ciao ciao
Editors In Dream
Voto:
L'ho ascoltato un paio di volte e devo dire di essere rimasto un po' spiazzato. In alcuni passaggi è molto "pop", ha melodie e linee vocali immediate e un approccio molto catchy. In altri è oscurissimo e elegante. Minimale e molto elegante. Su tutto, ci sono dei suoni che - non posso nasconderlo - mi fanno storcere il naso, ma in qualche strana maniera funzionano. E' stranissimo come "giochi" con con i suoni plasticosi, certo romanticismo esasperato e i campionamenti tipici della metà anni '80: ci sono tutte le regole per suonare una cacata pazzesca, per sembrare una pacchianata pure un po' frocia. Eppure in qualche modo sta in equilibrio: se si sta al gioco, è davvero un ascolto interessante. Non posso ancora dire che mi piaccia fino in fondo e non so se sopravviverà alla prova del tempo, ma ti ringrazio sinceramente per avermi convinto ad ascoltarlo.
duccio chiarini Short Skin - I dolori del giovane Edo
Voto:
Me lo sono visto oggi, dopo pranzo e in tutta sincerità sono contento di averlo visto. E' molto carino, scritto bene, in alcuni passaggi mi ha fatto veramente ridere (la sorella che deve far trombare il cane, la scena della prostituta) e alcuni dialoghi efficacissimi (il padre che gli dice: "Voi non c'entrate" e lui "Beh, veramente sì"). Ecco, forse avrei evitato proprio la storia della crisi tra i genitori che capisco la necessità di aprire un altro fronte di "dramma" per dare consistenza alla storia, ma questo mi è sembrato proprio una scelta facile facile, tra l'altro neppure gestita benissimo. Comunque rimane un film molto simpatico, molto rispettoso di quello che racconta. Una specie di Ovosodo di quaglia...
Raúl Ruiz La Ville des Pirates
Voto:
Recensione monumentale e francamente impegnativa, anche se scritta piuttosto bene. Da un lato, confesso di essere rimasto incuriosito, dall'altro, l'opera - per come la descrivi - rischia di essere decisamente "troppo" per i miei gusti. Concedimi di darti un consiglio: è senz'altro apprezzabile l'approccio analitico all'opera, ma a volte l'eccesso di analisi finisce per riverberarsi anche sull'idea che il lettore si fa dell'opera. Detto in bartleboomese: se mi rompo i coglioni a leggere la rece fino alla fine, mi viene da pensare che mi romperò ancora di più i coglioni a guardare il film. 5 palle comunque. Ciao ciao.
Il teatro degli orrori Il teatro degli orrori
Voto:
Purtroppo Capovilla è finito troppo presto a far parte della schiera dei "capi di non si sa bene quale popolo", insieme ad altri personaggi del calibro di Manuel Agnelli e Giorgio Canali. Gente che, dopo avere fatto bei dischi, si è vista attribuire il diritto/dovere di "far aprire gli occhi", "far maturare" i propri ascoltatori. E allora giù di canzoni di denuncia, di riferimenti all'attualità, di citazioni colte ma non troppo, mica che poi nessuno le coglie e non si capisce che ho letto Majakovskij, con un piede in Mtv e uno concerto del primo maggio, la frecciatina a Finmeccanica, l'immedesimazione con l'operaio... salvo poi infilarci delle banalità sconcertanti e avere sempre e comunque la tendenza a pontificare anche quando si canta che d'estate fa caldo. Ho dato mezzo ascolto a questo disco e più di una volta mi sono ritrovato a pensare: "Se solo sto stronzo se ne stesse un po' zitto, mi potrei godere della musica della madonna...".
duccio chiarini Short Skin - I dolori del giovane Edo
Voto:
Ma che bella paginetta! Fatto abbastanza curioso: sul mulo ha tantissime fonti. Per recuperarlo non ho impiegato più di 10 minuti.
Pink Floyd The Piper At The Gates Of Dawn
Voto:
Stavo scrivendo un commento un po' lungo e po' antipatico sull'onanismo recensoreo, ma poi mi sono detto: "I've got a bike you can ride it if you like". E ho pensato che questa frase, a distanza di oltre 40 anni, si conferma il migliore metodo di abbordaggio di una donna che sia mai stato partorito da mente umana. Neppure si possono contare le donne bellissime ed intelligentissime che mi hanno concesso i loro umori grazie a questa frase. Si capisce, quindi, che del fatto che tu recensisca solo dischi stranoti anche al parcheggiatore abusivo vicino al mio ufficio, tutto sommato, non me ne frega veramente un cazzo. Bravo.