Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Spirit Caravan Jug Fulla Sun
Voto:
Ciao cari. MI spiace tantissimo ritrovarvi su questa pagina, che continua ad essere la recensione che mi fa più cagare (ma di brutto proprio!) tra tutte quelle che ho scritto. Per un disco, tra l'altro, che a distanza di anni, continuo a trovare bellissimo e ad ascoltare, manco fosse il Sabbath Bloody Sabbath della nostra tanto bistrattata generazione...
Jethro Tull War Child
Voto:
Guarda, te mi stai veramente simpatico, perchè parli con competenza di un gruppo a cui sono stato affezionato per molto tempo. Anche se non le ho commentate, ho letto tutte le tue rece e me le sono godute perchè sono piene di aneddoti sulla fase compositiva/realizzativa del disco. Parò, Santa Madonna, a livello di grammatica mi viene da piangere nella righe pari e da piangere un po' più forte nelle righe dispari... Per il servizio reso a me e al sito, il voto sarebbe 60. Per la forma e la sintassi, -10mila. Ho i minuti contati per la pippa mattutina, quindi non infierisco oltre, però ci siamo capiti.
Neil Gaiman American Gods
Voto:
Mmm... mi sembra molto strano che non lo si trovi in libreria. In Italia è edito da Mondadori, che prima lo ha pubblicato nella collana "Strade Blu" (quelli con la costina gialla, tanto per intenderci) e dall'edizione 2016 lo distribuisce nella collana "Oscar fantastica". Inoltre, nel frattempo, la serie di cui accennava Wednesday nel 2013 è stata davvero realizzata! Non per il canale HBO, ma per - mi sembra di avere capito - un altro canale minore. Siamo giusto alle prime puntate, ma le recensioni sono molto positive.
Makoto Shinkai Your Name.
Voto:
Ma la domanda vera è: ma tutto sto casino per questo film? Oh, a me è piaciuto, per carità. Come tutti i film di Shinkai, mi è parso un po' troppo puccioso, troppo affettato e con un finale davvero troppo tirato per le lunghe (va bene cincischiare sull'incontro tra i due, ma quando si superano i 15 minuti di cincischio, si sfocia nella presa per i fondelli). Ma tutta la prima parte è divertente, anche se stravista e straletta in tutte le salse e i condimenti, in generale c'è un buon ritmo e il comparto tecnico è di alto livello. Ecco, se proprio si volesse trovare qualcosa per cui valga la pena spendere tutto sto tempo per Shinkai, secondo me dovrebbe essere l'uso che fa dei colori, la sua palette super pastellosa, i giochi di luce. Che hanno senz'altro il brutto effetto di aumentare ulteriormente il livello di pucciosità, ma perlomeno sono il suo marchio di fabbrica e puoi riconoscere un suo film anche solo da quello. Insomma, tornando all'inizio di questo commento: non capisco perchè questo film (che pure mi è piaciuto) abbia scatenato tutta questa attenzione, arrivando addirittura nei cinema italiani. A sto punto, mi aspetto di vedere al cinema perlomeno qualcosa di Mamoru Hosoda.
Denis Villeneuve Arrival
Voto:
Mah, io non ridurrei la questione "figlia" a un manifesto pro life. O, comunque, non solo a quello. Prima cosa perchè non mi sembra affatto che la decisione della protagonista venga in alcun modo celebrata nel film. Anzi, secondo me è messa in maniera che alla maggioranza della gente viene da pensare che è stata una stronza e che ha ragione Occhio di Falco che non le rivolge più la parola. Io l'ho letta più come un discorso su quello che mi viene da chiamare "abuso di potere" e che sicuramente ha un nome migliore e più adatto, ma adesso non mi viene. Una roba tipo: avendone la possibilità, fino a che punto è giusto modificare il naturale svolgimento dei fatti, il futuro? Quando c'è in ballo la sopravvivenza del pianeta, la risposta è facile. Più complicata quando riguarda il singolo. Soprattutto se dalla nostra decisione dipende la vita di un altro essere vivente. Che, poi, si fa presto a dire pro file. In un caso come quello della protagonista, davvero la scelta giusta sarebbe stata l'aborto o il non concepimento? Se la figlia avesse dovuto morire, anzichè a 10 anni, a 16, a 25, a 32 a 40 anni, la scelta della madre sarebbe stata giustificabile? Qual è il criterio in base al quale si deve determinare che una vita la pena di essere vissuta?
Stanley Kubrick Arancia Meccanica
Voto:
Strano che, al tempo, non avessi commentato questa pagina. Col senno di oggi, mi pare una bella testimonianza di quel periodo. Happypippo era bravo: colto a carriole in fatto di cinema e jazz, incazzosissimo, ma spesso finiva che aveva ragione lui. Ricordo con grande commozione una litigata epicissima tra lui e Contemplazione per vedere chi ne sapeva di più di jazz, durata un paio di giorni e qualche centinaio di commenti... Questa recensione mi pare molto bella. C'è tutto quello che mi piace: competenza, esperienza personale e qualche spunto di discussione. E poi c'è Poletti che ci voleva insegnare la storia del cinema. 5 palle per forza.
François Truffaut I quattrocento colpi
Voto:
E' una recensione troppo didascalica, troppo "istituzionale", quasi uno di quei commenti che ci si aspetterebbe di leggere su un compendio tipo "I migliori film del '900". Non dici nulla di non vero, per carità. E' solo lasci indietro le cose davvero importanti: non viene fuori quello che il film ti ha suscitato. Io l'ho sempre trovato un film di una tristezza infinita, addirittura crudele. La sequenza finale, in riva alla spiaggia, dovrebbe essere liberatoria, se non addirittura consolatoria, ma poi arriva quel fotogramma finale, con lo sguardo malinconico di Antoine...
Sophia As We Make Our Way (Unknown Harbours)
Voto:
Cioè, tu mi torni al recensismo dopo OTTO ANNI... pazzesco. Incredibile. Ricordo ancora le tue rece sui Cure e, soprattutto, la tua pagina sui Psychic Warrior Ov Gaia (credo si chiamassero così) con l'indicatore delle visite sballato: non escludo che oggi si sia arrivati al milione! :)) Ciao!
Xavier Dolan È solo la fine del mondo
Voto:
A me è piaciuto. Capisco quello che dici sull'eccesso di mimesi, ma se ci pensi tutto è esasperato in questa storia, a partire dai 12 anni di lontananza di Louis. Quello che mi è piaciuto di più è il fatto che, alla fine, il più stronzo di tutti sia proprio Louis: ha abbandonato la famiglia, in 12 anni ha mandato solo cartoline. La sorella minore è cresciuta mitizzandolo, aspettando un suo invito ad andarla a trovare. E quando arriva, questo invito è la cosa più lontana dall'essere spontaneo o frutto di vero interesse e di vero amore. La madre ad un certo punto dice una cosa tipo (l'ho visto in francese): "Non ti capisco, ma ti voglio bene": lui ricambia il suo abbraccio, ma non si sa quanto spontaneamente. E Louis? Si nasconde dietro i suoi silenzi, la sua educazione, i suoi sorrisi benevoli... ma la domanda che si finisce per porsi è: cosa sei tornato a fare? Queste persone non ti interessano, ti urtano, ti infastidiscono con le loro urla, le loro parolacce. Hai avuto due nipoti, uno porta il tuo nome e non li hai mai visti neanche in foto. Sei venuto solo a scaricargli addosso un po' del peso del tuo dolore? Louis è uno stronzo e il dialogo in macchina è emblematico: Cassel apparentemente è insensibile, grezzo, non si comprendono le ragioni del suo astio verso il fratello, ma è nel dialogo in macchina che secondo si comprende che Louis sta solo raccogliendo quello che ha seminato, per non dire quello che si merita. Cassel smaschera subito la pretestuosità del suo racconto ("mi trovavo al bar dell'aeroporto a vedere l'alba..."), lo accusa di essere falso, di avere programmato anche quell'unico momento di intimità ("pensi che siamo in uno dei tuoi racconti?") per imbonirsi il fratello. Dai, bel film. Forse davvero un po' eccessivo al punto da sfiorare il macchiettismo in alcuni passaggi (la madre che si asciuga lo smalto, la Cotillard che non riesce a dire una frase intera senza balbettare), ma bello.
Nicolas Winding Refn The Neon Demon
Voto:
Oh, alla fine mi sa che mi è piaciuto. Pensavo di fare tutto il film a ricaricare di merda le catapulte e, invece, m'è passato benino. Se non altro perchè c'ho trovato meno velleità filosofico-esistenzialiste di quel rotolo di carta da cesso di Only God Forgives. Mi trovo però d'accordo con Pixies: abbiamo capito che visivamente/esteticamente/registica mente sei il nostro dio glitterato, ma se mi ci metti i dialoghi, fatteli scrivere da uno che abbia superato la terza media. E se ci metti una storia, fattela raccontare da una che non faccia la redattrice su Vanity Fair. Dai, 4 palle che sarebbero 3,5.