Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
Rumiko Takahashi Maison Ikkoku
Voto:
La mia esperienza con la Takahashi è unicamente televisiva. In primo luogo perchè non ne ho mai apprezzato granchè il tratto. In secondo luogo perché dopo un po' rompe il cazzo. Va bene giocare con la curiosità e l'affezione del lettore per tirarla un po' più per le lunghe (anche capolavori come Orange Road e Video Girl Ai soffrono qualche momento di stanca - più il primo del secondo), ma il problema con lei è che anche dopo 10 anni di storie non si arriva da nessuna parte. Mi spiego: 100 puntate Ranma e non si conclude. Duecento puntate di Ynuiasha e non si conclude. Almeno Maison Ikkoku ha l'innegabile merito di chiudere la vicenda con una "FINE" (lieta...). Detto ciò: serie televisiva che ha segnato la mia fanciullezza non ai livelli di Orange Road, ma quasi (anche perchè veniva trasmesso su canali privati che duravano una manciata di mesi e poi fallivano). All'ultima puntata credo di essermi commosso, non ai livelli di Orange Road, ma quasi. E poi, diciamolo, una bottarella a Kyoko... Te bravo ma veramente.
Yoshifumi Kondo I Sospiri del Mio Cuore (Mimi wo sumaseba)
Voto:
Dello Studio Ghibli ho visto qualche tempo fa La collina dei papaveri di Goro Miyazaki: molto carino e decisamente consigliato a chi ama la delicatezza tipicamente miyazakiana (padre). Sempre a chi apprezza questo modo di raccontare, consiglio la filmografia di Makoto Shinkai, soprattutto il mediometraggio La voce delle stelle e il lungometraggio "5 cm al secondo" (forse questo un po' troppo loffietto...). Un po' una delusione è stato, invece, il viaggio verso Agartha un po' perchè troppo lungo e un po' perchè rovinato da un doppiaggio che dire criminale è dire poco.
Black Sabbath 13
Voto:
Anche io sono ai primi ascolti, quindi giudizio da rivedere. Per adesso che sia, in qualche modo, l'unico disco possibile. Un disco pavido, che si sforza di suonare il più possibile come i primi 4 album in modo da accontentare l'orda famelica di fans 2.0 che hanno scoperto i Sabbath sull'onda dello stoner doom a partire dagli anni '90. Il punto di forza rimane il riffing di Iommi, in alcuni punti davvero ispirato. Mentre Butler doveva essere sfruttato meglio. Voto, invece, decisamente negativo per il batterista, che ha l'unico merito di far capire anche ai sassi quanto fossero indispensabili Ward e le sue duecento rullate. Al di là di ogni valutazione musicale, però, la verità, secondo me, è che, molto semplicemente, questo è un disco inutile. Non solo non sposta di una virgola quanto fatto sentire dai maestri, ma - soprattutto - è un paio di passi indietro rispetto a quanto fatto sentire dagli allievi. Come ho già scritto, è un disco che suona come se fosse appena uscito Sabbath Bloody Sabbath e che vuole far finta che nel mezzo non ci siano stati 40 anni di accordature ribassate e quinte diminuite. La verità è che c'è il pieno di gente che si è mandata a memoria la lezione di Iommi e, in alcuni casi, l'ha addirittura migliorata. Tanto per capirci: che bisogno ho di questo 13, quando ho Holy Mountain?
Iceage You're Nothing
Voto:
Brigade lo avevo davvero divorato. Mi era piaciuto tantissimo fin dal primo ascolto ed era rimasto a girare nello stereo per un bel po' di tempo. Merce rarissima di sti tempi, per quanto mi riguarda. Tra l'altro c'ero rimasto veramente di sesso quando avevo visto dei loro video sul tubo da quanto erano degli sbarbati da terza, massimo quarta, sega spiando la sorella dal buco della serratura del bagno. Questo sono curiosissimo di sentirlo!!
Andrew Niccol In Time
Voto:
Cacchio, Hell, la prima frase non si può leggere!!!! :D
My Bloody Valentine Live @ Orion, Roma 29.05.13
Voto:
Bel saggio. Bei paroloni. La prossima volta, però, magari facci anche sapere se ti è piaciuto.
Alex De La Iglesia Ballata dell'odio e dell'amore
Voto:
Scusa se rispondo con un altro commento, ma mi trovo malissimo con la finestrella di risposta diretta... La Comunidad me lo sono procurato proprio dopo aver visto questo, ma non l'ho ancora guardato. Io di De La Iglesias ho visto, nell'ordine, Crimen Perfecto, Azione Mutante, El die de la bestia e questo. E ormai credo di sapere che cosa mi aspetto dalle sue pellicole. Secondo me il commento di Geo@Geo è per certi versi emblematico di quali possono essere le reazioni di chi si accosta a questo regista. I soggetti dei suoi film sono intriganti, lui vanta una collaborazione storica con Almodovar, spesso vince premi anche prestigiosi. Poi guardi un suo film e trovi uno che si sfigura la faccia con il ferro da stiro... Come ti dicevo, il primo film che ho visto di questo regista è stato Crimen Perfecto: complice anche un trailer assolutamente ingannevole, pensavo di andare al cinema a farmi due risate con una innocua commediola nera. E invece nell'ultima parte sbraca verso toni decisamente più grotteschi. Al momento ci rimani male perchè le tue aspettative sono state usate come carta da culo, poi vedi un altro paio di suoi film e ti rendi conto che quello è proprio il suo modo di fare cinema e raccontare le storie :))
Alex De La Iglesia Ballata dell'odio e dell'amore
Voto:
E' un film "ipertrofico", un film in cui tutto o quasi viene, magari non portato all'eccesso (se si esclude, forse, la scena della "trasformazione" di Javier), ma di certo esasperato. Il cinema di De La Iglesias è così, prendere o lasciare. O ti fai andare bene le sue esagerazioni, la gratuita di molte - troppe? - scene (es: Javier ridotto a cane da riporto), le forzature narrative e il minutaggio forse un po' troppo dilatato, oppure è meglio che cerchi da un'altra parte. Secondo me questo rimane un buon film, non eccezionale, ma con almeno un paio di scene (già citate nella rece) che valgono da sole la visione.
Joel & Ethan Coen Blood Simple - Sangue Facile
Voto:
MI mancava e mi sono convinto a vederlo dopo questa recensione. Mi è piaciuto un frego! Così ad occhio, direi tra i miei 5-6 preferiti dei fratelli (che poi qua il regista è solo Joel, ma vabbè). La scena iniziale in macchina, quella della sepoltura, l'incubo con il fantasma di Marty, il duello finale con l'investigatore... E poi dialoghi ridotti all'osso, grande fotografia. Gran film.
Jeff Smith Bone
Voto:
Ordinato, arrivato e divorato in poco più di una settimana. Erano anni (senza esagerare...), che un fumetto non mi prendeva tanto. Roba da non vedere l'ora di tornare a casa dal lavoro o da un'uscita serale per poter ricominciare a leggere. Secondo me non tutto fila sempre perfettamente liscio (ad un certo punto il continuo rincorrersi di personaggi tra la fattoria e il villaggio finisce per sembrare un po' stucchevole, la soluzione narrativa dei cerchi fantasma mi è sembrata un po' una forzatura e, in generale, la parte finale mi sembra denoti un po' di stanchezza...), ma il bilancio finale dell'opera è eccezionale. Varrebbe la pena leggerlo solo per il libro sulla corsa delle mucche!.