sfascia carrozze

DeRango : 39,03
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AA.VV. Sanremo 2012 - 62° Festival della canzone Italiana
Voto:
Comunque nell'accorpare (in qualsiasi senso lo si faccia) Napalm Death e Gigi D'Alessio nello stesso scritto si sfiora la custodia cautelare . UH!
Club 27 For Dishes And Soul
Voto:
Sono con Te , Compagno.
Taku Sugimoto Opposite
Voto:
Ma cos'è, la pubblicità della Pasta Agnesi?
Jack Gold Il Piccolo Lord
Voto:
Ma tra Moscow e Reggio, chiedo così per chiedere, chè tipo di flatulentiae persiste nell'aere?
Cristina D'Avena Fivelandia 4
Voto:
Per fortuna son troppo vecchio per esser cresciuto con questa roba. L'uomo con la testa-di-palla-discotecomane-catari frangente credo fosse Maurizio Seimandi.
Psychedelic Horseshit Magic Flowers Droned
Voto:
Solo per sottolinearLe che stercodicavallopsichedelico è un nome meraviglioso. Anzichènò. Or Vùàr.
Tristan Murail Gondwana - Désintégrations - Time and Again
Voto:
Inossidabile Giovannone(coscialung)A! Non ho la benchè minimissima idea di ciò ci cui Ei favella al contempo mi fà piacere che lo faccia. Anzichènò. P.S. Questo cinque è da intendersi per tutte le Sue DeRecense precedenti e per tutte quelle (speriamo tante) ché vorrà traslarci in fùturo. P.S.#2: il cinque all'opera, converrà mèco, si affibia solo ai dischi dei DrimTiater.
Dream Theater Images And Words
Voto:
[Il Motivatore - 30 gennaio 2011] Bene, ecco la mia recensione del tanto osannato "Images And Words", disco considerato capolavoro della band Progressive Metal più famosa al mondo. Premetto di non aver ascoltato niente del genere, tranne Angra, e che la mia band preferita sono i Red Hot Chili Peppers, ma vediamo di scrivere le mie impressioni sull’ascolto del secondo disco del quintetto americano.
Attacco il disco dallo stereo, do una rapida occhiata al booklet (abbastanza vuoto ma accettabile, dai).
Pull Me Under
Parte la prima, Pull Me Under. Otto minuti, evvai. Inizia la chitarra, suono abbastanza brutto, vabbè. Attacca il riff, batteria orrenda, da decapitarsi chiusi in bagno. Chitarra idem. Tastiere che si sentono a malapena. Il tanto lodato bassista non so se esista o meno. Dopo metà c’è uno stacco che poteva essere interessante, ma che invece rovina tutto. Voto: 4.
Another Day
Ahah, inizio penoso, commerciale allo stato puro. Poi si sente il sax (probabilmente non riescono a fare da soli i tre musicisti), ridicolo. Il cantante (LaBrey se non erro) va talmente in alto da raggiungere il fastidio a livello sonoro: sì, bravo, ma sei penoso tu e tutti i tuoi acuti. Voto: 4
Take The Time
Inizio ridicolo (gli strumenti sembrano proprio fuori tempo!) con tastiere banalissime, poi estratti da qualche film e poi si canta. LaBrey penoso ancora, strumentisti che fanno tanto i “noi sappiamo suonare e voi no, ahah!”, ma alla fine non fanno nulla di interessante. Stacco lento rovinato ancora dalla voce. Infine interminabile solo di chitarra ridicolo. (dimenticavo che hanno copiato il testo da un film italiano chiamato “Grande Cinema Paradiso” del novecento). Voto: 4,5
Surrounded
Vabbè, carina se non fosse per la voce che è oggettivamente penosa ed è troppo commerciale. Melodia buona, assolo di chitarra salvabile. Voto: 6,5
Metropolis Pt. 1
AHAHAHAH, la tecnica predomina a quanto pare. Peccato che sia ridicolo ascoltare quelle merde. Tanta pena, tanta tanta e ancora tanta. Infiniti assoli incrociati tra chitarra e pianola che sono ridicoli. Vabbè, il cantante rovina ancora ciò che di buono si poteva salvare (poco). Testo insensato (“lake of fire” ahahah) buttato giusto per riempire. Voto: s.v.
Under A Glass Moon
Non voglio commentare un brano COSÌ banale. Testo e musica scadenti. Assolo di chitarra da far rizzare i capelli a qualsiasi chitarrista con un minimo di gusto. Voto: 3 (e sono buono)
Wait For Sleep
L’unica salvabile, finalmente il tastierista evita i suoi assoli inutili e “sboroneggianti”. Il cantante meglio del solito (diciamo che si lascia ascoltare). Voto: 7
Learning To Life
Mamma santissima. Che schifo. Testo ancora ancora salvabile, ma musica ORRENDA. Solita roba trita e ritrita che sentiamo dall’inizio del disco (tutte queste citazioni ai grandi del Prog Rock anni 70 rovinate dalle distorsioni del metal sono inascoltabili). Mamma mia, che schifo, ma che schifo! Basta. Vorrei stoppare a metà, ma continuo per onore di cronaca. Poi LaBrey tenta di andare alto ancora e ci riesce, ma è ridicolo quel “Oh oh ooooh”, manco fossimo allo Zecchino d’oro. Sul finire melodia “presa in prestito” dal brano prima, totalmente rovinata da questo punto di canzone. Infine dissolvenza, il solito espediente quando non sai come cavartela. Voto: 3+ di incoraggiamento.
In sostanza, un disco OGGETTIVAMENTE trascurabile, se non dannoso, nonché uno tra gli album rock-metal più sopravvalutati di tutti i tempi. Che altro dire, voto: 4. Questi non hanno inventato niente.
Dream Theater Images And Words
Voto:
assoluto, se non la più bella. L'intro è molto orecchiabile, composto solo dall'alternanza di 3 accordi, che aumentano sempre di più di suono. La canzone non presenta ritornelli regolari, ma solo strofe ovviamente molto diverse fra loro, alcune più dolci, altre decisamente più aggressive. La parte centrale del brano e quasi tutto di improvvisazione, anche se molto studiata, compreso uno spettacolare assolo di basso in tapping del mitico John Myung, e il tutto magistralmente sorretto dalla doppia cassa di Mike Portnoy, che regge il brano in modo professionale. Un capolavoro.
Ma le sorprese non finiscono qui, anzi... "Under A Glass Moon" è sicuramente un'altra perla del disco, che dal suo intro armonizzato e alla fine medesima, non fare altro che dare emozioni, passando da suoni psichedelici a momenti di durezza, un ritornello in una tonalità imprendibile e un altro dei più riusciti assoli dei Petrucci. "Wait For Sleep" è come un attimo di tranquillità in un mare un tempesta, poiché per tutta la sua durata è completamente acustica e accompagnata solo da un pianoforte. E ora il gran finale: "Learning To Live", il brano più lungo del brano, oltre 11 minuti. Cosa c'è da dire? Perfetto, assolutamente perfetto. Il brano non è una semplice canzone, è un'autentica opera d'arte. Non presenta neanche un punto morto, è trascinante dall'inizio alla fine. Un intro dai suoni spaziali e da un ritmo sincopato, la dolcezza della prima strofa, l'indimenticabile ritornello e l'emozionantissima parte centrale, la ripresa di "Wait For Sleep" verso la fine del brano e il finale sfumante da brividi, fanno di "Learning To Live" un altro classico dei Dream Theater, immancabile in una raccolta dei migliori pezzi.
Beh, concludendo posso dire che Images And Words è senza dubbio l'album più maturo e completo del repertorio dei Dream Theater, un disco che tutti gli appassionati devono avere e l'ideale per una ricerca di emozioni che solo la Musica può dare. Sono sicuro che presto ne scriverò altre di opinioni su di loro e a su altri gruppi del genere.
Ciao a tutti!
Dream Theater Images And Words
Voto:
[Italian Dreamer - 17 agosto 2009 nel primo pomeriggio] Ciao, mi chiamo Nicola, ho quasi 18 anni e da 5 ormai ascolto rock e metal. Sono cresciuto con il progressive rock anni '70 come Deep Purple, Pink Floyd, Genesis, Jethro Tull... finche quel fatidico "Master Of Puppets" non entrò nelle mie orecchie dandomi la legnata che mi fece appassionare all'heavy metal. I Metallica furono il mio gruppo preferito fino a un anno fa, quando invece ho recuperato le emozioni che mi ha dato il progressive, in particolare i Dream Theater.
Bene, e dopo questa breve introduzione parliamo ora di un disco che oso considerare uno dei più belli, completi e sottovalutati di sempre: "Images And Words", degli altrettanto sottovalutati Dream Theater. Dunque, in un periodo in cui non ero un grande sostenitore del gruppo, i Dream Theater mi hanno comunque incuriosito. Tante ne dicevano, tante ne sentivo su di loro, e per un po' io ho dato ascolto alle voci. Poi però capii che dovevo valutare questo gruppo con le mie orecchie prima di giudicarlo. Cosi ascoltai quella "Pull Me Under", che pareva essere considerata come un simbolo del gruppo, e ne rimasi estremamente colpito; quell'intro fantastico, quel riff iniziale, quelle linee melodiche, i continui cambi di tempo, di riff, di melodia, di strofe, quei virtuosissimi stacchi di chitarra prima del ritornello e CHE RITORNELLO! CHE SUONI!
Solo in seguito capii che questa canzone non presentava tutte quelle tematiche progressive di cui sono noti i Dream Theater, ma aveva comunque quel "qualcosa" che nelle altre canzoni non avevo ancora sentito. Ma non potetti quindi fare a meno di ascoltare il disco dove era contenuta la canzone, che non ha caso era la prima traccia, potendo cosi ascoltare anche le successive, a partire da "Another Day", una stupenda ballad, con una delle più belle esecuzioni vocali di James La Brie e uno dei più belli assoli dei John Petrucci. Inizia con un giro di pianoforte e chitarra acustica a cui subentra un assolo distorto e molto melodico, che in seguito verrà riproposto da un sax, finche la La Brie non esegue una linea vocale molto delicata, accompagnata solo da un pianoforte, e la batteria inizia a suonare solo all'inizio della seconda strofa. Il secondo ritornello risulta un crescendo di voce che poi esplode con uno dei più memorabili acuti di La Brie, dando inizio a una parte leggermente più distorta, ma senza comunque perdere il filo armonico del brano, poi il celebre assolo di chitarra riprende lo stile dolce iniziale, che diventa più aggressivo man mano che ci si avvicina all'ultimo ritornello, e un assolo di sax completa il tutto nel modo più degno.
Ma solo dopo aver ascoltato la successiva "Take The Time" mi sono reso conto di chi fossero i Dream Theater: un gruppo che riesce a raccogliere con un solo pezzo più generi di musica e un accentuato virtuosismo allo stesso tempo melodico; anche questa, come "Pull Me Under", presenta continui cambi di tempi e di melodia, ma con un ulteriore influenza progressive. Le strofe sono completamente diverse l'un dall'altra, sia come stile sia come arrangiamento, anche ruotano tutte intorno allo stesso (eccezionale) ritornello. Il resto del brano e composto di una serie di scale armoniche di chitarra e tastiera, a volte all'unisono a volte singole, fino all'ultimo ritornello, dopodiché un giro di pianoforte apre le porte all'assolo di chitarra finale. Ora avevo capito che quel qualcosa era "Dream Theater". La successiva "Surrounded" inizia in modo molto delicato, con la voce accompagnata solo da un quartetto di archi e pochi accordi di piano, che aumenta di ritmo nella parte centrale, dove anche in essa alcune strofe sono diverse l'una dall'altra. Ottimo l'assolo in delay di chitarra. L'inizio del brano viene ripreso alla fine, chiudendo il lato A del disco.
Il lato B viene introdotto dalla maestosa "Metropolis Pt.1-The Miracle And The Sleeper", la più progressive dell'album e mio parere una delle più belle canzoni dei Dream Theater in