sfascia carrozze

DeRango : 39,03
DeEtà™ : 7565 giorni • Qui dal 25 settembre 2005
Miavagadilania Il Mare Ci Salirà Negli Occhi
Voto:
Buonasera Cari ConFratelli del DeBazer. Sperando fortemente che il gruppo non compia la medesima "evoluzione" dei due italici nomi citati (per quanto l'ultimo Biondo dalla TestaRossa non sia brutto ma davvero troppo distante dalle prime cose) direi di attendere (senza fretta, of course) dove effettivamente andranno a parare questi rock-Signori qùà. Restando in Italia: qualcun_ di LorSignori ha per caso sentito il disco degli Aucan? Se nè legge un gran bene.. chissà. Au revoir.
Darren Aronofsky Il Cigno Nero (Black Swan)
Voto:
Ma solo ammè ha lasciato (moderatamente) insoddisfatto stò film? Non che sia brutto e/o ìnguardabile, però.. ecco mi pare che sia più "bella" la descrizione del film fatta nella DeRecensa dalla introspettiva DeRecensora che l'opera stessa. Concordo sul fatto chè il Maestro Pianista invece sia da 5/5 tutta la vitae.
David Safier L'Orribile Karma Della Formica
Voto:
Non so nulla di costui nè del libello testè presentato, sta di fatto chè l'incipit della vicenda mi sembra francamente fenomenale. Vedo che esce per Sperling & Kupfer, si suppone perciò non sia particolarmente introvabile. Anzichèsì. Mercì beaucoup. Au revoir.
Giovanni Veronesi Manuale D'Amore 3
Voto:
Sono prevenuto! Sì, lo ammetto. Ma lezionedamoretré no! Non ce la posso fare, pur con tutta la buona volontà. E dire che quest'anno mi sono stoicamente sciroppato, senza praticamente battere ciglio, di tutto e di più: Zalonaldogiovannegiacomalbanesnarni avallanzaskacignonerosanctumtreddì, manca all'appello solo il cartone Megamind e li ho visti tutti.. ma lezione dammmmmooooooore tré, no. Ennò. C'è un limite a tutto. E poi che tristezza (meglio per lui se riesce a farsi pagare profumatamente per simili comparsate: noi però non ci guadagniamo nulla) intravedere Robert De Niro (cognome invero molto DeBaserico) ridotto a presenziare in queste improbabili pellicole. Sbaglio o Veronesi era quello che avevo coinvolto David Bowie e Harvey Keitel nell'orrendo western all'italiana con Pieraccioni e la Marcuzzi?
Rodrigo Cortés Buried - Sepolto
Voto:
olo 3 milioni di dollari e capace di rialzarsi immediatamente ad ogni minimo segno di cedimento, soffocato da quintali di terra, colpi di scena e soprattutto da meritati e sentiti applausi.
Rodrigo Cortés Buried - Sepolto
Voto:
Sono pienamente d'accordo col Puniscer: però, perchè limitarci al racconto solo del finale? Vediamolo meglio nel completo dettaglio: Buried - Sepolto (Usa, 2010) di Rodrigo Cortés; con Ryan Reynolds, Robert Paterson, José Luis García Pérez, Stephen Tobolowsky, Samantha Mathis, Warner Loughlin, Ivana Miño, Erik Palladino, Heath Centazzo, Joe Guarneri, Anne Lockhart - Si può fare un film con un attore, rinchiuso in una bara, sepolta sotto terra, con solo un accendino e un cellulare a fargli compagnia, e renderlo sopportabile per più di 5 minuti? Sì, si può, e Buried ne è la conferma. Dopo aver entusiasmato il Sundance Film Festival, e la stampa americana, il film del talentuoso Rodrigo Cortés arriva finalmente anche in Italia, confermando quanto detto dall’altra parte dell’Oceano, ovvero: Signore e signori, siamo dinanzi ad uno dei film dell’anno. Trascinato da una sceneggiatura che definire brillante è dire poco, Buried ci porta nell’abisso delle nostre paure, sotterrandoci insieme ad uno straordinario Ryan Reynolds, che soffre con noi, un metro sotto terra, in un angusto spazio chiuso, senza conoscerne le motivazioni e cosa fare per riuscire ad uscirne, con i secondi che scorrono inesorabilmente, togliendo ossigeno a lui, a noi e soprattutto all’amministrazione americana, responsabile di aver iniziato una delle guerre più insensate della storia, in Iraq, e messa con le spalle al muro da uno dei film più politici dell’intera stagione. Affascinante. Attraverso la propria incredibile capacità di far rimanere lo spettatore attaccato alla poltrona per 90 minuti, senza dargli mai tregua, Buried si mostra così, affascinante e conturbante, perché costruito su uno script e una regia che sono delle impeccabili macchine da ‘guerra’, nell’aggiungere tensione a tensione, ansie a paure, svelando minuto dopo minuto sempre più informazioni. Paul è un’autista finito in Iraq per lavoro. Ha moglie e figli a casa, negli States. Non è un soldato, non è armato, da 9 mesi vive tra le bombe irachene solo per mantenere la propria famiglia. Fino a quando si risveglia in una bara, vivo, tre metri sottoterra. In tasca ha un cellulare, una matita e un accendino Zippo. Perché è rinchiuso in quella cassa? Chi ce l’ha messo? Cosa vogliono da lui e cosa fare per uscirne vivo? Quesiti che Paul dovrà cercare di risolvere in fretta, prima che l’ossigeno finisca, facendolo morire soffocato… Ad Alfred Hitchcock Buried sarebbe piaciuto. Forse avrebbe voluto addirittura girarlo. Il film dello spagnolo Rodrigo Cortés omaggia palesemente quelli del Maestro, attraverso una storia che angoscia, ammalia e conquista, e a una serie continua di colpi di scena che ci portano a soffrire insieme a Ryan Reynolds, fantastico protagonista. Il giovane Cortés ci regala una regia mai banale, considerando la difficoltà tecnica e di sviluppo del soggetto, appoggiandosi ad una fotografia spettrale, affidata al catalano Eduard Grau, passato dai colori patinati di A Single Man a quelli sporchi, cupi, a tratti accecanti e infernali, e decisamente inquietanti, di questo Buried. Con a disposizione un semplice cellulare, Cortés distrugge la guerra in Iraq, la sua utilità, le sue verità, e l’amministrazione Usa che con George W. Bush l’ha prima voluta e poi persa, in termini di vite umane e di strategy. L’”american dream” viene sotterrato tre metri sotto terra, denudato e mostrato in tutto il suo palese cinismo, insieme alle lobby industriali della guerra che da anni speculano sui giovani americani, soldati e non, mandati a morire per difendere una menzogna iniziale, da proteggere a tutti i costi, a costo anche della vita, in un paese dove non esistono solo ‘terroristi’ ma soprattutto delinquenti, diventati tali perché privati di tutto, a suon di bombe e false promesse. Attraverso un finale tanto coraggioso quanto spiazzante, Cortés conclude un’opera praticamente quasi perfetta (a parte un paio di ralenty evitabili), originale e incredibilmente riuscita, girata in appena 17 giorni, costata s
Peter Brotzmann/Paal Nilssen-Love Sweet Sweat
Voto:
Peter Brotzmann ho avuto modo di vederlo on stage, al termine della scorsa estate, al fianco degli Zu in uno dei Suoi mille-e-uno progetti collaborativi: per quanto talvolta personalmente non disdegni il free jazz definirlo ostico (quasi solipsista) è dire poco. Cotanto concerto-disco non lo conosco: sembra interessante. Anzichènò. Or Vuar.
Darren Aronofsky Il Cigno Nero
Voto:
Visto ieri au cinèmà senza eccessive aspettative: bho, si insomma, mah. Un pochino troppo "esplosa" la storia (e i personaggi) messa in scena. Per quanto non eccelso di Aronofsky missàchè m'era risultato più godibile "The Wrestler". Belle le coreografie danzerecce. Questo sì.
Stieg Larsson La regina dei castelli di carta
Voto:
Quindi, Caro Bartolomeo, Lei ritiene che una stampa circolare/arrotolata dei plurimi Larsson-tomi avrebbero una maggiore efficacia (sul mercato)? I libri non li ho letti, vice/barra/versa i filmi (plurale) li ho visti in qualche abulico dopocena casalinguo: tutto sommato niente di chè, tranne la ispidamente simpatica Lis(a)beth che, in generale, m'aggrada assai.
Gabriele Salvatores Happy Family
Voto:
Bhè, sè davvero fosse stato realizzato con la manosinistra sarebbe stato un mezzocapolavoro. Diciamo che si merita lo status di aurea mediocritas (non aurea mediocrità, si badi ben); nè (troppo)peggio né (molto)meglio di tante altre leggere commediuole tricoloriche degli ultimi anni. E in ogni caso i film(s) bisogna veder(se)li al cinema, non spaparanzati sul divano col moccolo penzolante dalla narice (sinistra). Orcobò!