Bartleboom

DeRango : 35,89
DeEtà™ : 7610 giorni • Qui dal 9 agosto 2005
The Gods Genesis
Voto:
Bella rece. Dal disco me ne tengo a debita distanza.
Travis Scott Astroworld
Voto:
La copertina, invece, a me non dispiace. E' straniante, cafona ed autocelebrativa in una maniera curiosa, che non riesco a disprezzare. La recensione è davvero molto buona: dopo averla letta sono andato a recuperarmi il disco e mentre scrivo lo sto ascoltando. E, visto il genere, siamo dalle parti della fantascienza. Bravo.
Metallica Wherever I May Roam
Voto:
Ho sempre fatto una fatica disumana a tenere distinto l'apprezzamento per le tante belle cose fatte a livello musicale da questo gruppo dal disprezzo intestinale che provo per i suoi due leader. Fortunatamente l'età mi ha condotto ad un piacevolissimo menefreghismo e oggi me ne batto altamente i coglioni di entrambe le cose con lo stile e l'eleganza che sempre mi contraddistinguono. Comunque questo è pure un bel pezzo di metal rock, con un lavoro di batteria nemmeno malvagio. Il vero problema è che è tutto davvero troppo pulito, precisino, al posto giusto. Avessero avuto davvero i coglioni, lo avrebbero dovuto chiamare "Wherever I may suffer", rallentarlo al limite della sopportazione umana, fare un arrangiamento cosmic doom lovecraftiano, con un tocco di lirismo, l'ideale punto di incontro tra Yob e My Dying Bride/Candlemass: solenne e inesorabile nell'andatura, marcio nei suoni, teatralissimo nell'interpretazione. E invece questa la conosce pure mia moglie che il uso gruppo preferito sono i Coldplay.
J.K. Rowling Harry Potter e la maledizione dell'erede
Voto:
Questo non mi ha mai ispirato (anche se leggiucchiando la tua rece un zichinin di intrigo m'è venuto). Mi piacerebbe che la Rowling partisse con una sag(r)a nuova nuova, magari con un ambientazione futuristica distopica. Insomma, roba diversa. E comunque io sono sempre alla ricerca di letteratura per ragazzi. Ho provato con la saga delle Macchine Mortali, ma in verità ho fatto fatica ad arrivare alla fine del primo libro e non ho alcun interesse a leggere il secondo. Se qualcuno ha qualcosa da consigliare, me lo segno con le lamette da barba sul petto.
Coma_cose Jugoslavia
Voto:
Qualche settimana fa, questi, con la storia del temporalo, mi hanno strappato un sorriso mentre ero bloccato nel traffico. Non sono andato oltre perché, come si sa, io ascolto solo roba dodecafona. Ci tenevo anche a dire che la mia canzone preferita in assoluto di Battisti è Anonimo proprio da Anima Latrina. Mando un bacino sul meato ai soliti integerrimi. Spero stiate continuando ad accarezzarvi tanto e spesso come me. Magari anche un po' meno di me.
Deafheaven Ordinary Corrupt Human Love
Voto:
La recensione mi ha fatto cagarissimo, ma magari è solo che non ti conosco come utente e come scrittore. Colpa mia che manco da troppo tempo. Di loro conosco Roads To Judah, che a distanza di anni si porta dietro delle atmosfere ancora fighe e un eccellente equilibrio tra la brutalità (ma neanche tantissimo) black e l'amore per il cazzo in bocca tipica del post rock. Bel disco, quello. Forse un po' troppo semplice e telefonato nelle soluzioni, perfino "commerciale" per certi versi, però aveva dei bei paesaggi sonori, una bella imponenza. Questo non sapevo neanche che fosse uscito. Dopo la tua pagina, sono andato a leggermi altri recensioni e non è che se ne parli benissimo. Però mi fido più di te. Non so perchè.
Andrés Muschietti It
Voto:
Visto (con giusto un cicinin di ritardo). Se mi metto col bilancino a confrontare film e libro non se ne esce più. E allora provo a parlare solo del film. Che non mi è dispiaciuto, però mi parso alternare cose anche fighe (la scena nel garage con l'IT gigante, ma anche quella del bagno) ad altre in cui la qualità crolla vertiginosamente. L'esempio più eclatante è quello della sassaiola: è un momento particolarmente importante nell'economia della storia, perché sancisce l'ingresso di Mike tra i perdenti e perché rappresenta il primo vero atto di "unione fa la forza" contro Bowers e, quindi, contro IT. Eppure viene liquidato con una scena girata francamente malissimo, per di più in un'ambientazione assolutamente inadatta. Più in generale, mi pare che anche Muschietti sia un po' caduto nell'errore tipico delle trasposizioni cinematografiche dei romanzi di King: semplificare, sottrarre (e fin qui va bene) e didascalizzare (e qui è sbagliatissimo). IT che ripete ogni due per tre "Voglio la paura" e i perdenti che da metà film in poi ripetono "Tu non mi fai paura" è roba messa lì al solo fine di rendere potabile il film anche a mia sorella che legge Fabio Volo o, comunque, al pubblico generalista che dobbiamo essere sicuri che ci capisca qualcosa, se no col piffero che l'anno prossimo viene a vedere la parte 2.
Planet Funk Non Zero Sumness
Voto:
Nell'estate 2002, Who Said mi ha consentito di appoggiare il glande ad un numero di glutei femminili umanamente impossibile da contare. La mia entrata in discoteca avveniva tra due ali di buttafuori nei cui occhi potevi leggere rispetto e commozione. Ricordo padri che mi portavano personalmente le loro figlie, chiedendomi di onorarle con l'appoggio di quello che su tutta la riviera toscana è rimasto da allora noto come "Lo scettro purpureo". Solo per questo, a sto disco la sufficienza bisogna dargliela.
Sleep The Sciences
Voto:
Per come è suonato, mi viene quasi da dire che sia il loro migliore. O, perlomeno, è quello che mi piace di più musicalmente. Holy Mountain è il nuovo testamento, Dopesmoker è esercizio del culto. In entrambi i casi, all'aspetto prettamente musicale se ne aggiunge un altro se vogliamo "concettuale", legato al ruolo che quei dischi rivestono per il genere e per la riproposizione del canone sabbathiano. Questo invece ha proprio di suo un livello compositivo fuori scala per quello che la scena propone. E' il Real Madrid che gioca sempre in casa nel campionato dei pulcini: con le stesse idee, un qualsiasi altro gruppo stoner doom c'avrebbe fatto 3 dischi. Lo sto ascoltando tanto perchè c'è proprio "tanto da ascoltare". Bello.
Cory Barlog God of War
Voto:
In effetti ha dei picchi narrativi notevoli, momenti di puro lirismo, senza però mai dimenticare l'ignoranza gore tipica della saga. E' strano come l'evoluzione dei videogiochi abbia in qualche modo seguito la crescita e la maturazione di quelli della mia generazione, nati a cavallo tra la fine dei 70 e la prima metà degli 80: si è partiti con i platform bidimensionali di quando eravamo bambini, poi il gioco di ruolo jappo di quando eravamo adolescenti e non si scopava (forse proprio a causa dei giochi di ruolo giappo in un corto circuito epicissimo che per anni siamo stati convinti di poter combattere solo con un furioso onanismo), gli sparatutto in prima persona tra i 20 e i 30 con l'arrivo del multiplayer on line e, adesso che abbiamo messo su famiglia, le avventure con annesso romanzo di formazione (penso anche a The Last of Us). Questo è un gioco scritto, pensato e realizzato da padri di famiglia per andare a titillare le corde più sensibili di altri padri di famiglia, basta solo la scena in cui Skrotos "Insegna a bere" ad Atreus. In più ha delle one liner molto belle (ovviamente in inglese), tipo all'inizio quando la piccola zecca sbaglia a lanciare la freccia e dice "I'm sorry" e Skrotos replica "Don't be sorry. Be better". Peccato solo che non siano riusciti ad infilarci anche i mostroni giganti degli altri capitoli.